Scegliere un MacBook, la guida di Macitynet

Scegliere un MacBook è forse una operazione più difficile di scegliere un Mac desktop, perché i compromessi sono maggiori, lasciatevi dare qualche consiglio

Qui a Macitynet sappiamo bene che acquistare un nuovo Mac e nello specifico scegliere un MacBook è una operazione molto delicata: un po’ perché la si fa solo ogni due o tre anni, un po’ per via del costo ma anche perché il Mac diventerà il nostro centro di studio, lavoro, piacere e vita, più potente e capace di un iPhone un Mac da sempre fa girare le nostre attività come nessun’altro.

Quindi, dopo avervi dettagliato sulle caratteristiche che stanno alla base nella scelta di un Mac Desktop, eccoci qui a valutare tutte le attenzioni nella scelta di un portatile, che sia un MacBook, un Air o un Pro.

Scegliere un MacBook - L'intera linea
L’intera nuova linea dei MacBook

Quanto “pesa” scegliere un MacBook

Al di la della potenza e della capacità del Mac, le caratteristiche fondamentali da valutare per prime sono senza dubbio peso e dimensioni.

Diversamente da un iMac o un Mac Pro, che stanno sulla scrivania un MacBook ve lo portate appresso sulle spalle, o in mano, e se viaggiate parecchio, anche mezzo chilogrammo può fare la differenza.

Valutate per cui un portatile più leggero possibile se camminate molto con il computer in borsa o in spalla, viceversa se magari viaggiate in auto o in treno, questo fattore è secondario.

Anche la dimensione può essere importante: un display da 13” rende il portatile più comodo da usare in treno, in auto, in divano o a letto, si prende e si posa più facilmente e sostanzialmente sta meglio nelle borse.

Un portatile con display da 15” offre una area di lavoro più grande e comoda con App che richiedono parecchi pannelli o finestre aperte, offre un piano di lavoro più stabile quando lo si appoggia alle ginocchia e generalmente è anche più potente, ma ingombra di più durante il viaggio.

Senza dimenticare che tutti i portatili possono usare un display esterno (anche più di uno), tastiera e mouse e diventare una postazione fissa all’occorrenza, e in quel caso praticamente annullare le differenze ergonomiche date dal display integrato.

MacBook, qui in colore Oro rosa

Potenza e capacità

Tutti i portatili Apple oggi sono basati su archiviazione di tipo Flash, il che è un bel vantaggio: i MacBook Pro, tra l’altro, utilizzano schede SSD molto più veloci degli altri portatili, aumentando sensibilmente le prestazioni globali.

La capacità varia dai 128 GB dei MacBook Air ai 2 TB dei MacBook Pro: questo è forse l’aspetto più facile da considerare, perché ognuno di noi sa benissimo di quanto spazio necessita localmente e di quanto altro può delegare a dischi esterni, servizi cloud o NAS. L’archiviazione interna è molto comoda e molto veloce, ma rischia di risultare molto cara (incrementare il disco fisso di un MacBook Pro a 2TB costa 1.440 Euro in più!).

La potenza di un MacBook è, invece, essenziale: sia che usiate il portatile solo occasionalmente al posto del fisso in ufficio, o come computer principale, capire bene di quanta potenza necessitate è fondamentale.

Prendere un portatile poco potente perché più economico può essere una scelta disastrosa, viceversa prenderlo molto potente anche se non servirà vi farà letteralmente buttare via un budget che potrebbe essere speso in altri ambiti.

Infine la Ram: diversamente dal processore, la memoria Ram non velocizza i calcoli puri, ma vi permette di gestire di più operazioni contemporaneamente. Ad oggi tutti i portatili Mac presentano un quantitativo Ram che varia da 8 a 16 GB, nel primo caso per le App non professionali e Office, nel secondo caso per qualsiasi cosa.

Unico consiglio, se intendete tenere il portatile per diverso tempo, indicativamente più di quattro anni, investite in un quantitativo di Ram maggiore possibile, perché in futuro ne sarà richiesta sempre di più.

MacBook Pro, nel dettaglio la Touch Bar e le porte USB-C

Connettività, un argomento delicato

Diversamente dai Mac Desktop, dove Apple è stata più tradizionale, nei portatili è in atto dal 2015 una trasformazione radicale per le connessioni con l’esterno.

Già alla presentazione del MacBook Air Apple aveva tolto il connettore RJ-45 per la connessione alla rete Ethernet, delegando tutto al Wi-Fi oppure ad un adattatore opzionale USB/Ethernet: nel 2015 il nuovo MacBook segue la stessa linea ma stringendo ancora di più, con un unico connettore USB-C che funge da alimentatore, ma che con l’utilizzo di adattatori, può anche ospitare connessioni dati, video e audio.

Nel 2016 Apple presenta i nuovi MacBook Pro, con quattro connettori Thunderbolt 3/USB-C che fungono, ognuno, da alimentazione, porte dati, video e audio.

La scelta di abbandonare le tradizionali porte USB-A e optare per le più veloci e comode porte USB-C (compatibili con Thunderbolt 3) offre da un lato una estrema comodità di utilizzo e una versatilità che sarà ogni giorno più chiara, dato che praticamente tutti i marchi di periferiche stanno virando verso questo sistema (come Western Digital, che l’ha sottolineato all’ultima presentazione, seppure per nomi grossi come Microsoft è ancora presto).

Chi non ha mai usato USB-C/Thunderbolt 3 guarderà alla cosa con molti dubbi, dubbi che chi scrive aveva prima di provare il MacBook Pro lo scorso anno ma che sono svaniti quasi subito, data la grandissima comodità dello standard.

Ovviamente è un cambio che necessiterà di qualche tempo per essere assimilato (ma non è la prima volta che USB cambia standard) e all’inizio servirà necessariamente qualche adattore (qui una breve panoramica) ma siamo sicuri che alla fine gli utenti saranno soddisfatti.

usb-5
Un cavo USB-C: due connettori identici e simmetrici

Scegliere un MacBook, i modelli

La panoramica dei Mac portatili è abbastanza contenuta e verte sostanzialmente su tre modelli: MacBook, MacBook Air, MacBook Pro, con differenze sostanziali di prezzo, potenza, forma e categoria di utenti a cui sono destinati.

MacBook Air è il modello più vecchio, con un design che risale a quasi dieci anni fa ma che, nel mondo dei computer, ancora riesce a fare scuola: Apple ha tagliato il modello da 11” e adesso sostanzialmente propone solo due modelli con display da 13”, identici in tutto se non nel disco interno, che varia da 128 a 256 GB.

Air è un portatile destinato all’uso casual, o come secondo computer occasionale per chi ha già un fisso: i prezzi sono i più bassi di tutta la linea portatili di Apple, 1.129,00 Euro e 1.379,00 Euro.

MacBook Air è anche l’unico portatile di Apple che presenta ancora le porte USB di tipo A.

MacBook Air

MacBook è invece il vero portatile di Apple, il modello ideale per la fascia consumer o per chi predilige la portabilità alla potenza. Leggero (meno di 1 KG), proprio di un display ad alta definizione (2304×1440 pixel, quasi quattro volte l’Air), può essere equipaggiato con un processore Intel Core m3 (adatto alla portabilità) o Intel Core i5/i7, disco interno da 256 o 512 GB e scheda video Intel HD Graphics 615.

Disponibile in quattro colori (Oro rosa, Grigio siderale, Oro e Argento), è disponibile inizialmente in due versioni da 1.549 Euro e 1.849 Euro.

MacBook Pro è invece la categoria di modelli senza compromessi, con caratteristiche tecniche d’avanguardia e con una potenza di calcolo in grado di rivaleggiare con i modelli Desktop.

La linea dei Pro si divide sostanzialmente in tre sottocategorie, divise per forma e potenza: MacBook Pro 13”, MacBook Pro 13” con Touch Bar e Touch ID e MacBook Pro 15”. Questi ultimi due hanno in più del MacBook Pro 13” una Touch Bar integrata appena sopra la tastiera (qui le prime impressioni e qui la recensione del MacBook Pro 15” presentato al WWDC di quest’anno) e Touch ID per il riconoscimento dell’impronta.

Il modello da 13” senza Touch Bar propone uno schermo retina da 2560×1600, un processore Intel Core i5 dual‑core a 2,3GHz e archiviazione su SSD da 128 GB o 256 GB e due porte Thunderbolt 3 (USB‑C) per ricarica e trasferimento dati, audio e video.

I prezzi sono di 1.549,00 per il modello con 128 GB di memoria Flash e 1.799,00 Euro per il modello con 256GB.

Il modello MacBook Pro 13” con Touch Bar e Touch ID non è solo una evoluzione del precedente, ma una macchina costruita in modo diverso (anche se esteticamente è molto simile).

Touch Bar e Touch ID integrati e quattro porte Thunderbolt 3 (USB‑C) per ricarica e trasferimento dati, audio e video, processore e scheda video sono più potenti e l’archiviazione parte da un disco Flash a 256 GB.

Il prezzo parte da 2.099,00 Euro per il modello con Archiviazione SSD da 256 GB e 2.349,00 Euro per il modello con 512 GB.

MacBook Pro 15” è ovviamente il non-plus-ultra dei portatili Apple, perché non solo è il più grande (con display da 15” retina 2880×1800 pixel), ma anche il più potente, grazie alla presenza di nu processore Intel Core i7 quad‑core a 2,8GHz o 2,9GHz, configurabile con Intel Core i7 quad‑core a 3,1GHz.

Archiviazione interna su unità SSD PCIe da 256 GB o 512 GB, configurabile sino a 2TB, 16GB di memoria RAM e scheda video Radeon Pro 555 con 2GB di memoria o Radeon Pro 560 con 4GB di memoria. Ricordiamo che tutti i MacBook Pro 15” hanno una seconda scheda video integrata Intel HD Graphics 630 per i compiti più semplici, con un sistema di switch integrato atto a risparmiare la batteria.

Quattro porte Thunderbolt 3 (USB‑C) per alimentazione e connessione dati, video e audio

I prezzi partono da 2.899 Euro per il modello base sino a 3.399 Euro per il modello più performante, con opzioni a scelta per il potenziamento di diversi aspetti.

Infine ricordiamo che tutti i MacBook Pro offrono tastiera retroilluminata, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 4.2, Videocamera FaceTime HD a 720p, altoparlanti stereo ad alta gamma dinamica e disponibilità in due colori, Argento e Grigio siderale.

Il funzionamento del Touch ID

Per compatibilità, Apple ha mantenuto ancora a listino un MacBook Pro 15” della generazione precedente, con porte USB-A e Thunderbolt 2, processore Intel Core i7 quad-core a 2,2GHz, SSD a 256 GB e scheda video Intel Iris Pro Graphics al costo di 2.299,00 Euro.

Consigliamo ai lettori però di optare per questo modello solo per specifici utilizzi, perché le prestazioni contenute e la data del progetto originale ne minano di molto la vita e la vendibilità futura.