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Un mese e mezzo con Apple Watch – la recensione seconda parte

In ufficio e al lavoro

Se per il vostro lavoro avete l’iPhone piazzato di fianco al computer e passate gran parte del tempo alla vostra scrivania Apple Watch è solo un doppione ma se la vostra giornata lavorativa consiste in riunioni, spostamenti in auto o in bus avere un piccolo schermo che mostra almeno il contenuto di base dei messaggi che stanno arrivando è oltremodo utile. Ovviamente Apple Watch non ha l’esclusiva su questa funzionalità ma come abbiamo detto è implementata in maniera tanto intelligente che lascia inizialmente stupiti. In 45 giorni di prova ci siamo trovati più volte a riconoscere come fosse maleducato il nostro comportamento tutte le volte che durante una riunione o una conversazione, assillati o stimolati da rumorini o vibrazioni del telefono abbiamo estratto l’iPhone e lo abbiamo posizionato come una barriera tra noi e l’interlocutore.

Apple Watch al massimo richiede uno sguardo più o meno distratto e permette di bilanciare un po’ tra l’urgenza di essere informato, l’inutilita’ di molte segnalazioni e l’interruzione o distrazione da una conversazione. Le segnalazioni esistono anche sugli orologi “connessi” ma la loro indifferenziazione produce ansia mentre su Apple Watch molte volte basta un fugace sguardo per decidere se la notifica e’ importante oppure no.

Insomma in qualche modo il laccio che vi siete messi al polso paradossalmente vi lascia un po’ più’ liberi e vi mostra anche disponibili al colloquio.

L’altra opzione intelligente per chi lavora sono le applicazioni tipo Evernote con reminder che vi permettono di organizzare meglio la giornata e i compiti e sopratutto i software di “time tracking” (conteggio orario) come Timely e Hours (qui sotto) che vi mettono in grado di gestire le ore di lavorazione a particolare progetti e di consulenza da suddivedere per diversi clienti. Non c’è nulla di meglio di uno strumento da polso per gestire rapidamente il tempo, non solo in fase di lettura ma anche di scrittura e classificazione.

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Homekit e domotica (ultime notizie)
Le dimostrazioni nel corso della WWDC15, la possibilità di sperimentare direttamente con sistemi di test Homekit o con dispositivi e software già predisposti, ci ha permesso di capire come Apple Watch sia una pedina fondamentale nell’ecosistema domotico di Apple prossimo venturo anche non legato strettamente alle certificazioni MFI dirette. È già da oggi possibile come vedete in questo video (e più in dettaglio nell’articolo collegato) comandare la casa direttamente dall’orologio, attivare macro, spegnere e accedere luci e dispositivi. Con Homekit. con le applicazioni native e Apple Watch 2.0 tutto questo sarà più semplice e immediato e ovviamente tutto controllabile attraverso la voce.

Messaggistica e Notifiche, Siri, Sguardi…
Di questo abbiamo già parlato nella prima parte della nostra recensione che vi invitiamo a rileggere.

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Le News su Apple Watch 

applewatch2iconaBeh… la prima applicazione sicuramente da consultare è quella di Macitynet visto che, grazie ad essa come su altre del suo tipo più generaliste, è possibile accedere direttamente alle ultime notizie ed avere un sunto di cosa sta accadendo nel mondo… nel nostro caso il mondo Apple Hi-Tech. L’applicazione si serve di un accesso dedicato al database del nostro sito e preleva l’immagine principale ed un breve estratto del testo rimandovi alla lettura direttamente sull’iPhone collegato grazie alla registrazione nell’elenco di Lettura. In questo modo sarete aggiornatissimi sugli ultimi eventi che potrete andare a rileggere con calma sullo smartphone.

Le applicazioni di terze parti
A queste dedicheremo uno spazio apposito nelle prossime ore consigliandovi quelle che dovete installare dal momento zero.

In attesa di Watch OS 2.0
Apple sembra avere ascoltato molte delle critiche rivolte ad Apple Watch nella sua prima versione del sistema operativo e con la versione 2.0 presentata allaWWDC15 ha ampliato il livello d’interazione attraverso Siri, ha sopratutto introdotto la possibilità di eseguire applicazioni native di terze parti nell’orologio e il collegamento a una rete wi-fi direttamente senza i servizi di iPhone. Questo renderà gli attuali modelli di Apple Watch ancora più veloci e indipendenti ampliandone enormemente il campo d’uso.

A queste nuove capacità Macitynet ha dedicato diversi articoli e altri ne arriveranno nelle prossime settimane. Sta di fatto che in pochi mesi dal lancio italiano (OS Watch 2.0 dovrebbe arrivare a Settembre) ci ritroveremo al polso un oggetto potenziato e ancora più versatile ed efficiente.

Conclusioni finali
Anche dopo oltre un mese e mezzo d’uso Apple Watch non ci ha deluso: è talmente leggero (almeno nella versione Sport e banda di silicone) che ci dimentichiamo di toglierlo la notte per offrirgli la giusta ricarica e a volte ci dimentichiamo di recuperarlo dalla stazione di ricarica per poi tornare sui nostri passi quando riceviamo un segnale di avviso dal telefono e guardiamo istintivamente il polso per vedere quale tipo di messaggio sia arrivato.

Dobbiamo dire che sotto il profilo della gestione delle attività fisiche “pesanti” non può rimpiazzare un “rugged” watch di Garmin o Polar con GPS, totale resistenza all’acqua o la comodità e la longevità di carica di una smartband di JawBone o concorrenza ma è un discreto compromesso per chi non fa dello sport lo scopo primario dell’esistenza e chi vuole un sistema di notifiche ultra-efficiente.

Molto spesso lo abbiamo utilizzato come sistema vivavoce anche all’aperto per condividere una conversazione in ambienti poco rumorosi e, come già detto, l’opportunità di dialogare attraverso Siri, di dettare messaggi e di evitare di estrarre il telefono dalle tasche per ogni minimo avviso è impagabile dal punto di vista pratico per chi riceve notifiche da tantissimi canali e vuole il minimo livello di distrazione possibile.

Il miglior pregio di Apple Watch che abbiamo apprezzato nell’uso continuo è alla fine il più sorprendente per quelli che accusano Apple di fare prodotti alla moda: la discrezione.

Apple Watch non è fortunatamente così potente come prodotto da ostentare: il più delle volte mostrerete solo il quadrante nero con la cornice metallica mentre in realtà la funzione principale è quella di NON mostrare il vostro telefono perché il 90% delle comunicazioni istantanee avverrà sul piccolo schermo al vostro polso e non vi costringerà a estrarre lo smartphone.

Possiamo fare a meno di Apple Watch? Sicuramente sì, come possiamo fare a meno di iPhone, di uno smartphone e pure di un ascensore per arrivare al quarto piano di un’abitazione o della bici per andare a trovare un amico che abita a 1500 metri da casa nostra. Ma una volta provato e verificate le comodità e i vantaggi che offre, soprattutto per chi vive in un mondo iperconnesso, avremo grosse difficoltà a separarcene.

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