Wozniak edizione anni ’80 in uno spot per Datsun

Per la pubblicità di una Datsun negli Usa l'ufficio marketing aveva avuto un'idea geniale: perché non trovare chi ha venduto milioni di "mele" per vendere le nostre "z", cioè le Datsun 280ZX? Uno spicchio di '80 che riemerge dalla rete e che venne corredato da un remake, se possibile, ancora più strano e buffo dell'originale.

Giovanissimo, con la barba e già  all’epoca rotondetto. Wozniak, geniale inventore, anima di Apple e del festival della musica rock organizzato come “US” festival, in edizione anni ’80 riemerge dal buio del passato della rete Il Woz in giacca sportiva e immerso, con fotografia stile “Chips” o Tenente Colombo, nella veste di testimonial di Datsun è stato riscoperto da Macgeneration su Youtube.

Non si sa praticamente niente del motivo che ha spinto l’ufficio pubblicitario americano di Datsun, azienda controllata dalla storica giapponese DAT Motorcar (fondata nel 1931), che venne poi inglobata da Nissan a partire dalla metà  degli anni ottanta, nel 1983 per la precisione a scegliere il fondatore di Cupertino nel ruolo di protagonista della pubblicità  della Datsun 280 ZX. Quel che c’è di sicuro è che in quel periodo stava dilagando negli USA la moda delle auto giapponesi nel mercato americano con un effetto dirompente e parallelo al boom dell’economia di quel paese, che sembrava stesse per sommergere con le altre tigri asiatiche tutto il resto del mondo, facendo saltare uno dopo l’altro interi comparti merceologici.

Non si sa quando venne girato lo spot con Wozniak, né se ne esistano altri con altri personaggi famosi. àˆ chiara l’intenzione dei pubblicitari di associare il marchio e il modello di automobile con quella figura emergente e dinamica degli imprenditori legati al mondo delle nuove tecnologie, all’epoca vera e propria rivoluzione per gli Usa. La copertina di “uomo dell’anno” nel 1983 fu dedicata al PC (e per un soffio non a Steve Jobs) e le nuove tecnologie erano, allora come oggi, viste come il futuro dell’economia.

L’automobile in questione, 280ZX (in Giappone conosciuta come Fairlady Z), venne prodotta dal 1978 al 1982: coupé sportivo che ricalca nettamente la la linea di varie macchine sportive europee (Jaguar) e americane (la vecchia generazione di Corvette Stingray, ad esempio) con dotazioni motoristiche di buon livello: due libri e 2,8 litri, a seconda del modello, cercando con l’aerodinamica e l’efficienza del motore di compensare la crisi energetica della seconda metà  degli anni settanta.

Nello spot che potete vedere qui sotto compare un giovane Woz, elegantemente vestito e con un completo sportivo (per l’epoca) con tanto di borsa in pelle, mentre sale nell’auto il narratore porge domande (ma sarebbe meglio dire affermazioni) retoriche cosa a Wozniak piaccia della vettura (prestazioni, interni, computer e tecnologia, successi sportivi nelle gare) e lui conclude dicendo che gli piace perché è molto bella. La battuta finale: “Ehi Steve, tu vendi le mele, io vendo le “zeta”” (intese come serie sportive di Nissan), è degna del teatro di Ionesco. Di sicuro, non è lavoro della stessa agenzia Chiat&Day che curava gli spot di Apple in quel periodo

Lo spot divenne presto una sorta di cult all’insegna del “il peggio di…” sia per la goffa interpretazione di Wozniak che per l’intero assetto dello spot che appariva non troppo dissimile a quelli semi-amatoriali che circolavano sulle TV commerciali italiane del tempo per vendere mobili o case al mare. Lo stesso Woz a qualche anno di distanza doveva essersi reso conto della cosa se accettò di reinterpretare (devolvendo il ricavato in beneficienza) lo spot in chiave autoironica. Nella nuova versione datata 2007 si vede il fondatore di Apple promuovere la Nissan 350Z; identico tutto l’assetto del filmato pubblicitario, abbigliamento e battute incluse, l’unica differenza è che se allora Wozniak arrivava a piedi e con fare scattante, in quello più recente usa l’inseparabile Segway e sghignazza sotto i baffi. La chiusura sulle note di White and Nerdy di Weird Al Yankovic è la ciliegina sulla torta che conferisce un anima e una chiave interpretativa al tutto.

Proponiamo qui di seguito i due filmati, quello originale e quello reinterpretato.