Appello a Jobs: togli i Drm dalle canzoni indipendenti su iTunes

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La Free Software Foundation si accoda alla richiesta di Jobs per togliere i sistemi Drm dalle canzoni, ma invita Jobs a fare il primo passo: “Dimostra che sei sincero, comincia ad eliminare FairPlay dalle canzoni indipendenti su iTunes”. Aperta una sottoscrizione on line per fare pressione sul Ceo di Cupertino.

Se Apple chiede di eliminare i Drm dai file di musica digitale, la Free Software Foundation chiede a Jobs di fare il primo passo e di essere lui per primo a cancellare FairPlay dalla musica indipendente caricata su iTunes.

La proposta è contenuta in una lettera aperta pubblicata sul sito di DefectiveByDesign, la pagina web dedicata alla campagna per l’eliminazione dei Drm e orientata a sollecitare le coscienze sull’operato dei grandi media e dei fornitori di contenuti protetti che “mutilano l’esperienza degli utenti finali”.

“Apple * dice la Free Software Foundation nella lettera – è in gran parte responsabile della situazione in cui ci si trova in questo momento e il fatto che a tre settimane di distanza dall’appello ad eliminare i Drm non sia stata intrapresa alcuna azione da parte vostra ci spinge a chiederci se la vostra azione fosse dettata da uno spirito sincero”.

Per dimostrare la genuinità  delle proprie intenzioni Apple, secondo la Free Software Foundation, dovrebbe cominciare a distribuire le canzoni degli artisti indipendenti prive di Drm: “molti autori passano da iTune e vorrebbero vedere le loro canzoni distribuite senza alcun Drm, ma voi non glielo permettete. Eliminare i Drm dove è possibile metterebbe in chiaro quali sono gli artisti legati alle grandi case discografiche permettendo ai clienti di evitare queste etichette e il fastidio dei Drm e di sostenere gli artisti indipendenti”.

La Free Sofware Foundation accusa poi Jobs di avere evitato di parlare del video, anche questo oppresso dai Drm, insinuando che questo accada per i legami che il Ceo ha con Disney e di non avere intrapreso un’azione concreta, come il sovvenzionamento di una campagna contro i Drm. In particolare Jobs secondo l’associazione avrebbe la possibilità  di svolgere un’azione lobbistica contro chi, come alcuni senatori, sta cercando di imporre strumenti di protezione dei contenuti sempre più stringenti.

La lettera invita chiunque sia d’accordo con quanto contenuto in essa a sottoscrivere il documento, firmandolo in maniera elettronica.

La campagna, aperta il 6 marzo, al momento in cui scriviamo hanno già  ricevuto le firme di più di 2500 persone.