Apple ribadisce: niente Macworld a Boston

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La partenza di Greco non cambia nulla dell’opinione di Apple sul trasferimento a Boston. “Non ci andremo” dicono da Cupertino che minaccia ancora di disertare anche il Macworld estivo, l’ultimo di New York

Se qualcuno ha pensato che la partenza di Charlie Greco da IDG Expo servisse a ricomporre i rapporti tra la società  che organizza il Macworld Expo ed Apple, si è sbagliato.

La società  di Cupertino, infatti, sembra ben decisa a mantenere la barra al centro della rotta che ha tracciato e a non fare marcia indietro rispetto alle minacce di disertare l’evento estivo se questo andrà  a Boston, che sia Greco o qualcun altro ad organizzarlo.

In una dichiarazione rilasciata nel corso della mattinata e pubblicata dal giornale Boston Globe, infatti, Apple ha ribadito di non essere affatto intenzionata ad allestire uno stand nella città  del Massachusetts. “Non parteciperemo al Macworld di Boston – si legge nel giornale- e poiché IDG sembra intenzionata a disinvestire dalla piazza di New York stiamo rivalutando anche la partecipazione al Macworld di New York edizione 2003”

Le parole di Apple smentiscono, quindi, quello che lo stesso Greco ha detto ieri, ovvero che la Mela alla fine avrebbe accettato di allestire uno stand a Boston anche se probabilmente non avrebbe mandato Jobs a parlare. In aggiunta a questo le aspre dichiarazioni di questa mattina sembrano segnalare un incremento della tensione tra IDG e Apple, ufficialmente impegnate in trattative proprio sulla vicenda del Macworld Expo. Trattative che avevano momentaneamente sopito una polemica che ora torna a riaccendersi, segno che qualche cosa potrebbe essersi rotto tra le due controparti.

Da parte sua, infatti, IDG risponde a muso duro ribadendo che “il trasferimento a Boston è cosa fatta e la partenza di Greco non cambia nulla al proposito”

La possibilità  di ricomposizione della vicenda, sulla base di queste posizioni, paiono minime. Apple non vuole andarsene da New York, IDG non indietreggia dalla scelta per Boston. A complicare ulteriormente le cose l’impressione che Cupertino abbia, in silenzio, preso la decisione di aderire ad un solo evento Mac negli USA, quello di San Francisco e che il trasferimento a Boston sia solo una buona scusa per tirarsi indietro da una rassegna costosa e, a giudizio di Jobs, poco produttiva.

Un faccia a faccia che corre il rischio di mandare a monte tutto il castello su cui si regge la serie di Expo organizzati da IDG e con al centro il mondo Apple. La società  che cura il Macworld, infatti, ha fatto intendere che potrebbe anche estromettere Cupertino da San Francisco. A quel punto davvero la storia dei Macworld, iniaziata agli albori dell’era Mac, potrebbe dirsi per sempre finita.