CD protetti, compatibilità  con iPod all’orizzonte

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SunnComm e Macrovision, le due principali società  che operano nel campo della protezione dei CD e oggi legate a doppia mandata con Microsoft, pensano alla compatibilità  con iPod. “Il lettore digitale di Apple è un fenomeno ormai impossibile da ignorare”

Sunncomm e Macrovision guardano alla compatibilità  con iPod. L’ammissione che tra le priorità  numero uno dei due principali (se non gli unici) produttori di sistemi per la protezione dalla copia dei CD audio c’è la compatibilità  con i player di Apple è delle due stesse società  che fanno il punto sullo sviluppo delle loro tecnologie in un’intervista a C/Net.

Da quanto si apprende dall’articolo sia SunnComm che Macrovision reputano finita l’esperienza di supporto quasi esclusivo delle tecnologie Windows. Il sistema di protezione che divideva in due parti il CD, una con l’audio riproducibile sui normali lettori da casa, una che conteneva le tracce per i player digitali, sarebbe ormai parte di un passato in cui non esisteva l’iPod. “Se scorrete i commenti postati al nostro forum di supporto – dice il CEO di SunnComm – Peter Jacobs – scoprirete che l’80% dei commenti riguarda la compatibilità  con iPod. Il resto sono sul tema “perché non ci posso fare quello che voglio con la mia musica”, e anche molte di queste riguardano sempre iPod”.

Un segno più che chiaro che è giunto il tempo di abbandonare la compatibilità  esclusiva con Windows Media Player e di creare qualche cosa di più universale e che, soprattutto, funzioni con iPod che come noto non supporta il formato di protezione utilizzato da Windows Media Player.

La strada che sia SunnComm che Macrovision intendono percorrere è ormai tracciata: niente più seconda sessione e compatibilità , oltre che con il formato di Microsoft, con il riproduttore digitale di Apple. Esperimenti in questo senso sono già  stati avviati e alle case discografiche sono già  stati dimostrati sistemi di protezione compatibili con iPod. In pratica, abbandonata l’era delle due sessioni, ci si sta orientando su un CD che conterrà  il software necessario per estrarre le tracce audio. In pratica sarà  possibile “rippare” un CD in maniera trasparente ottenendo però canzoni compatibili sia con iPod che con i riproduttori Windows Media Player.

La svolta che si prospetta è, dunque, molto significativa sotto vari aspetti.

Il primo e forse più rilevante aspetto è che Apple dominando il settore dei player di musica digitale, sarebbe riuscita a bloccare sul nascere un altro tentativo di dominio, quello di Microsoft sul mondo dei diritti digitali, ben avviato. La prospettiva non è mai stata gradita alle case discografiche e il suo tramonto potrebbe essere non solo ben accolto ma anche incentivato sulla scorta delle proteste e con il plauso degli utenti.

Un secondo aspetto di rilievo è che Apple, una volta concesso in licenza il suo sistema di protezione dei diritti digitali, avrebbe una nuova e molto rilevante fonte di profitto visto che tutti coloro che venderebbero un CD in grado di estrarre tracce compatibili con iPod dovrebbero pagare una royalty ad Apple così come oggi la pagano a Microsoft.

Ora resta da vedere che cosa farà  Apple che fino ad oggi ha sempre rifiutato di vendere in licenza la sua tecnologia DRM (Digital Right Management). L’impressione è però che ben difficilmente Cupertino si farà  sfuggire l’opportunità  di creare un business di proporzioni significative e capace di incrementare ulteriormente l’appeal di iPod.