Java per decreto in tutte le copie di Windows

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Microsoft ha 120 giorni di tempo per includere Java in tutte le copie di Windows che metterà  in vendita. Questi i tempi stabiliti da un giudice federale su ricorso di Sun

Centoventi giorni. Questo il tempo a disposizione di Microsoft per includere in tutte le copie di Windows che distribuirà  in futuro la macchina Java.

La disposizione è stata annunciata nel corso della giornata di oggi dal giudice Motz al cui esame, come noto, era il caso che contrappone la casa di Redmond e Sun. Oggetto del contendere le dubbie operazioni di mercato attuate dalla società  di Gates che, secondo la stessa Sun, avrebbero messo a rischio il futuro del linguaggio universale Java. In particolare Microsoft avrebbe condotto una sorta di tattica “predatoria” del mercato di Java, abbracciando lo standard, trasformandolo alle fondamenta minandone il significato di base e poi abbandonandolo. Sun chiedeva proprio l’inclusione obbligatoria di Java in tutte le copie di Windows.

Motz ha dato ragione a Sun, ordinando con una ingiunzione preliminare (in attesa che venga tenuto la regolare serie di audizioni) di includere Java in Windows e Internet Explorer, obbligando Redmond anche ad informare i suoi clienti che una nuova versione di Java é disponibile per il download.

L’ordinanza per ora riguarda unicamente il mercato americano. Al di fuori degli USA Microsoft è autorizzata ad attendere che Sun consegni copie localizzate della macchina Java.

I responsabili di Sun acclamano la disposizione di Motz come “una vittoria per i consumatori, per il mondo dell’impresa e per la comunità  Java mondiale”

A sua volta, invece, Microsoft ha preannunciato immediato appello alla corte federale di Richmond.