Psystar chiede l’appello

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Torna alla carica Psystar: depositata la richiesta per il ricorso in appello. Tentativo in extremis di salvare la propria attività e il proprio portafogli, differendo il pagamento di milioni di dollari di danni richiesti da Apple. Ma nel frattempo la società di Miami cerca un supporto economico dai clienti. Vendendo magliette.

Psystar ha appellato la decisione del giudice William Alsup con la quale le veniva impedito di vendere hardware modificato sui quali era possibile far girare Mac OS X.

L’ingiunzione era stata eseguita a seguito di una querela di Apple nei confronti di Psystar per violazione di copyright. Psystar aveva invano controdenunciato Apple per tattiche anticommerciali ma il giudice ha su tutti i fronti dato ragione alla società  di Cupertino.

Risale a quasi un mese addietro, infatti, un accordo tra le due parti che prevede il risarcimento di 2,7 milioni di dollari per Apple. La sanzione prevista per la società  della Florida ammonta a 1.337.500 dollari a risarcimento dei danni subiti da Apple per infrazione del copyright, non rispetto dei contratti di utilizzo e violazione del Digital Millenium Copyright Act e in 1.337.500 dollari per danni addizionali e costi legali. L’accordo, inoltre, prevedeva la rinuncia di Psystar a vendere macchine con Mac Os X preinstallato, come ha fatto fin dall’avvio della sua attività . Apple avrebbe in cambio fermato l’azione legale su altri aspetti portati all’attenzione dei organi giudiziari e sui quali non era stato ancora pronunciato alcun giudizio.

Nonostante voci da più parti affermassero che Psystar stesse per chiudere i battenti, la società  sembra ancora attiva: sul loro sito, però , sono in vendita solo delle magliette con lo slogan “I sued Psystar … and all I got was a lousy injunction” (“Gli ho fatto causa e tutto quello che ho ottenuto è stata una pidocchiosa ingiunzione”). La società  è anche alla ricerca di donazioni chiedendo contributi di 20, 50 o 100$.

Dal 22 dicembre scorso la società  ha interrotto anche la vendita del Rebel EFI un software scopiazzato dagli ambienti hacker che permetteva di installare Mac OS X su qualunque hardware PC.

Con una bella dose di faccia tosta, Psystar ha pubblicato ora sulla home page un testo che più o meno recita: “Siamo rispettosamente in disaccordo con la concezione dei giudici che ci vedono come irriducibili trasgressori di copyright. Psystar non ha mai e non lo farà  mai, giustificato la pirateria software”. E ancora: “Il software è vostro e dovreste essere in grado di utilizzarlo come vi pare. Se acquistate una copia di Mac OS X è vostro diritto usare il software dove vi pare. Un editore non può vietare la lettura di un libro in bagno o impedire l’ascolto di musica mentre si va in bicicletta. Stessa cosa ne campo del software: non importa quanti soldi abbia investito Apple o qualsiasi altro. Questo è il problema per il quale abbiamo sempre lottato”.

[A cura di Mauro Notarianni]