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Macrovision imita i negozi di musica on line

I CD cercano di imitare la musica digitale e allentano i sistemi di protezione dalla copia per fermare l’€™emorragia di vendite a scapito dei servizi di vendita on line o, peggio, del peer to peer.

Tra coloro che stanno cercando nuove vie per consentire alle grandi case discografiche di continuare a vendere CD senza perdere appeal nei confronti di coloro che fruiscono della musica digitale, c’€™è Macrovision. La società  nota per essere stata al centro di polemiche per la creazione di sistemi di protezione molto restrittivi e penalizzanti (le canzoni su CD protette con questo sistema non potevano neppure essere trasferite su lettori MP3), ha annunciato di avere implementato una nuova tecnologia che imita per molti aspetti quella usata da iTunes Music Store.

Le case discografiche potranno ora settare ‘€œregole’€ più o meno restrittive, consentendo ad esempio il trasferimento su lettori MP3, il numero di copie delle canzoni che si potranno fare e così via.

La tecnologia di Macrovision denominata CDS-300, però, appare comunque avere dei limiti.

Il più evidente è che essa si fonda su sul sistema precedente, il controverso ‘€œCD a doppia sessione’€, con l’€™aggiunta che ora, pare di capire, è di fatto compatibile solo con computer Windows. In pratica il CD ha due sessioni, una con file ‘€œstandard’€ invisibili su un computer, la seconda che contiene files in Windows Media Audio nei quali sono implementati i sistemi di protezione. Di fatto, dunque, si tratterebbe di una soluzione che si colloca direttamente nel ‘€œfilone Microsoft’€ degli standard digitali così che l’€™audio non è trasferibile, ad esempio, sugli iPod che sono il lettore MP3 leader mondiale sul mercato. In aggiunta a questo l’€™audio protetto con gli standard di Microsoft non è riproducibile su computer che non usino Windows.

La scelta di produrre sistemi di protezione alla copia, pare di capire, ‘€œWindows Only’€, contribuirà  certo ad alimentare altre polemiche.

L’€™Europa sarà  il primo continente a scoprire se le cose staranno esattamente così. Macrovision conta di lanciare proprio nel vecchio continente alcuni esperimenti con case discografiche disponibili a verificare la bontà  del sistema.

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