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Abbonamenti a riviste su iTunes, gli editori dicono no ad Apple

Sembra che la conferenza stampa Apple di inizio dicembre che, secondo alcune fonti solitamente attendibili come Darin Fireball, avevano previsto non ci sarà. Questo almeno quello che si può dedurre da All Things D, fonte non meno attendibile di John Gruber, che oggi pubblica un articolo nel quale si dà ancora per ancora tutto da definire l’accordo tra la Mela e gli editori interessati a vendere abbonamenti via iTunes.

La nuova infrastruttura dedicata a trasformare il portale per i contenuti digitali di Apple in una sorta di sportello elettronico da cui vendere sottoscrizioni per i magazine on line che doveva essere al centro del rumoreggiato incontro con la stampa, si sarebbe incagliata sul fondamentale dettaglio di chi dovrebbe effettivamente vendere gli abbonamenti e chi avrebbe diritto a gestire i dati personali dei clienti. Ciascuna delle due parti, Apple e gli editori, dice Peter Kafka, ritiene di non voler concedere alla controparte questo privilegio.

In pratica Apple avrebbe offerto: possibilità di vendere gli abbonamenti via iTunes, il 70% del guadagno e il diritto di avere nome, indirizzo postale e indirizzo Internet, in pratica poco più di quel che concede ai normali sviluppatori cui viene solo negato di avere accesso ai dati personali degli acquirenti delle loro applicazioni. Gli editori, cui questa offerta sarebbe stata avanzata già due mesi fa, non riterrebbero accettabile la percentuale del 30% da concedere ad Apple e, soprattutto, il rifiuto di Apple a passare i dati della carta di credito, senza la quale non sarebbero in grado di fare operazioni di marketing nè di offrire la possibilità di acquistare assieme all’edizione in digitale anche quella stampata. Ora l’obbiettivo che gli editori stanno cercando di perseguire è quello di coinvolgere nel loro progetto Google e pubblicare su piattaforma Android, sperando che Apple sia di fatto costretta a seguire le piste della concorrente.

Tutto questo non significa, dice Kafka, che non ci siano all’orizzonte riviste su iPad. Chi non ha un’edizione su carta ha certo meno problemi ad accettare le condizioni imposte da Jobs; in pratica The Daily, la pubblicazione tutta digitale di News Corp. da cui è scaturito in buona parte il rumor sulla conferenza stampa, ma solo entro la primavera del prossimo anno e per quel momento, dice Kafka, la casa editrice di Murdoch spera di avere una sorta di invio in push della rivista.

Sembra quindi piuttosto improbabile che Apple convochi una conferenza stampa per presenta un progetto tanto monco e con uno dei prodotti che dovrebbero essere al centro di essa, tanto distante nel tempo. Se, dunque, l’incontro con i media ci sarà è molto probabile che durante esso si parlerà d’altro.

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