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Adobe CC, la creatività diventa universale con la nuvola

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Gli utenti sono stati abituati fin dalla notte dei tempi dell’informatica ad acquistare una licenza per software da installare sul computer. Si entrava in un negozio e si comprava un pacchetto, un nome assolutamente attinente a quel che si otteneva: una scatola con un dischetto dentro. Poi è giunto il momento dell’acquisto via Internet, ma anche qui non il concetto non cambiava, si pagava e si portava a casa qualche cosa di meno materiale ma che concettualmente era la stessa cosa: un bene che durava per sempre e che funzionava, al netto di update e di cambiamenti di sistemi operativi, per sempre. È comprensibile che quel che Adobe, prima grandi software house, ha fatto cancellando il “per sempre” e lanciando il “fino a quando paghi” con la sua Creative Cloud in abbonamento lasciasse più d’uno sconcertato e qualcun altro anche arrabbiato.

Ora ad un anno e mezzo dalla svolta che ha cancellato per la prima volta il rilascio “a pacchetto” del software, mentre polemiche e sconcerto si sedano, in Adobe si traccia un bilancio, e alla conta, almeno dal colloquio che Macitynet ha avuto con Alberto Comper, Senior System Engineer di Adobe Systems Italia, sia la software house di San Josè che i clienti, possono essere soddisfatti.

“È chiaro che un passaggio così radicale – ci dice Comper nel contesto di una intervista – non poteva lasciare indifferenti. Le polemiche ci sono state, ma coloro che hanno avuto fiducia, e il numero è stato fortunatamente altissimo, hanno potuto toccare con mano i grandi vantaggi di questa formula che permette di avere un prodotto sempre aggiornato, in linea con tutte le evoluzioni della tecnologia. Ogni singola novità che esce dai nostri laboratori viene immediatamente mandata agli utenti. Il software evolve giornalmente e non c’è bisogno di aspettare una release maggiore». In più, come sottolinea ancora Comper, la formula cloud, svincola il pacchetto da una macchina: «il lavoro si gestisce tra vari dispositivi. Se un dispositivo si guasta o viene smarrito o rubato, o più semplicemente occorre lavorare con un PC che non è nostro durante una trasferta, basta accedere al web, inserire le proprie credenziali e installare i software Adobe CC che fanno parte del nostro abbonamento trovando tutti gli strumenti, le librerie di font, pennelli, forme, impostazioni che siamo abituati a usare sul nostro computer personale»

Ma i vantaggi non sono solo tecnici e non si fermano a questo livello tecnico importante ma superficiale.  Aggiornamento costante e trasferibilità del pacchetto sono solo infatti la punta dell’iceberg di Creative Cloud

Adobe Creative Cloud 1000

Cattura colori e forme con iPhone e iPad, per poi raffinare e lavorare su Mac
Per dimostrare che cosa si può fare con Creative Cloud Comper disegna davanti a noi uno schizzo di un personaggio di fumetto con Adobe Sketch su iPad usando lo stilo Adobe Ink che rileva le diverse intensità di pressione sullo schermo touch per ciascun tratto, offrendo così in digitale una resa fedele della matita su carta. Salvato il disegno nella libreria personale dell’utente, questo risulta immediatamente disponibile per essere perfezionato e migliorato in Photoshop CC o Illustrator CC installati sul Mac. «Il vantaggio dal punto di vista del flusso del lavoro di Creative Cloud – ci dice – è nella possibilità di avere un flusso di lavoro ininterrotto tra computer, app mobili e servizi cloud, che comunicano e si sincronizzano tra loro in tempo reale per offrire all’utente funzioni e possibilità creative impossibili anche solo da immaginare solo pochi mesi fa.  Con l’ultimo aggiornamento di ottobre gli strumenti disponibili per gli abbonati sono aumentati ulteriormente mentre l’integrazione risulta ancora più spinta».

Mentre parla, Comper impugna iPad e lancia l’app Adobe Brush CC che permette di fotografare qualsiasi cosa nel mondo reale e di trasformarla in pochi tap in un pennello pronto per essere utilizzato all’interno di Photoshop e Illustrator su Mac o nell’app Adobe Sketch per iPad. Il funzionamento, in effetti, anche agli occhi di chi non ha dimestichezza profonda con tutti gli strumenti Adobe, è molto semplice: una volta scattata la foto è possibile delimitare l’area da trasformare in pennello, tramite pochi tap e trascinando i marcatori con il dito sullo schermo del tablet.

Nell’intervallo selezionato è poi possibile stabilire quali sono le aree che possono essere trasformate e quelle invece che rimarranno invariate quando useremo il pennello. Completato il lavoro l’utente può creare e organizzare cartelle in Adobe Creative Cloud Libraries, il contenitore personale che risiede sul cloud, per salvare uno o più nuovi pennelli sulla nuvola. A partire da questo istante tutti i pennelli così creati risultano subito disponibili per essere utilizzati in Photoshop e Illustrator su Mac e in Adobe Photoshop Sketch su iPad per disegnare con tavolette grafiche, mouse e tastiera, con il dito sul tablet oppure usando uno stilo ad hoc, come per esempio Adobe Ink o Adonit Jot Touch PixelPoint.

photoshop sketch ipadLo stesso funzionamento integrato lavora per noi con l’app Adobe Color CC (prima distribuita con il nome Adobe Kuler) disponibile su App Store gratis per iPhone e iPad. «Con questa applicazione – dice ancora Comper – ovunque l’utente si trovi basta estrarre iPhone dalla tasca e scattare una foto di una casa, un poster, una foglia caduta o qualsiasi altro oggetto per catturare al volo uno o più colori presenti nell’inquadratura. Adobe Color CC mostra i colori dominanti e li cataloga al volo, in alternativa è anche possibile effettuare un tap sullo schermo per indicare esattamente all’app l’area dell’inquadratura dove è presente il colore che si desidera memorizzare. I colori così catturati vengono trasformati in temi, anche questi sincronizzati nella libreria personale dell’utente su Creative Cloud Libraries e subito utilizzabili nei progetti personali in Photoshop, Illustrator e gli altri software e app Adobe per computer e dispositivi mobile».

Oltre a pennelli e colori, iPad e iPhone possono essere utilizzati ovunque nella vita di tutti i giorni per creare e catturare forme usando l’app Adobe Shape CC. Con una foto è possibile catturare una sedia, un animale, un cartello stradale, una insegna o qualsiasi altra forma che interessa l’utente, in alternativa è anche possibile estrarre forme a partire da fotografie realizzate in precedenza conservate nel rullino fotografico di iPhone e iPad. La forma fotografata e catturata viene convertita dall’app in grafica vettoriale, memorizzata nella libreria personale sulla nuvola Creative Cloud Libraries e da qui subito condivisa e sincronizzata con tutti i dispositivi portatili e i computer associati all’account personale dell’utente, per essere poi utilizzata in progetti in corso o futuri in Photoshop, Illustrator e altri ancora.

Vedere Alberto Comper utilizzare indistintamente e in un flusso continuo iPhone, iPad e Mac con le app e i software di Creative Cloud, fa davvero percepire un vantaggio tangibile, un mondo in cui smartphone e tablet, strumenti di mobilità per eccellenza, estendono ovunque e in qualunque momento le possibilità creative riconosciute da anni dei prodotti Adobe.

«Abbiamo progettato e realizzato una piattaforma completa per la creatività digitale – ci dice Comper – in grado di trarre il massimo vantaggio dalle caratteristiche peculiari di ogni dispositivo: la portabilità e la presenza di fotocamere di qualità in iPhone e iPad, la potenza di calcolo e gli schermi di dimensioni più grandi dei Mac, fino ad arrivare alla pervasività dei collegamenti Internet e della struttura cloud. Se ci si sofferma un istante a pensare alla complessità sottostante, la Creative Cloud, presa nel suo insieme, risulta addirittura sbalorditiva».

adobe color cc iphone 1adobe color cc iphone 2Insomma, il messaggio che Adobe vuol trasmettere è chiaro: È vero che come utenti finali il cambiamento probabilmente più evidente è quello del passaggio dal modello storico del software da comprare in licenza a quello nuovo in abbonamento e cloud, ma si deve andare oltre a questo per comprendere il vero significato di questa transizione: «i nostri clienti che usano Creative Cloud – ci dice Comper –  percepiscono come abissale il salto dal passato e per loro diventa impossibile tornare indietro, agli anni in cui i software erano separati tra loro e sempre vincolati al computer portatile o desktop su cui erano installati. Chi tentenna dovrebbe vedere in azione la Creative Cloud dal vivo o almeno attraverso uno dei numerosi video disponibili online». Un buon punto da cui cominciare il canale YouTube in cui lo stesso Alberto Comper, ha pubblicato tantissimi video dimostrativi.

Ma se i vantaggi sono chiari, resta sempre quel famoso problema dei costi cui facevamo cenno all’inizio. Chi si comprava un pacchetto aveva un costo certo, una spesa limitata nel tempo e poi poteva decidere se quei vantaggi offerti da un update anche maggiore facevano al caso suo oppure no, e conseguentemente decidere se pagare per comprare quel pacchetto. Ora invece le cose stanno diversamente: si paga in un flusso continuo, e potenzialmente senza fine: smettere di pagare significa perdere le funzioni di Creative Cloud.Comper e Adobe non hanno però dubbi: dalle grandi aziende con decine o centinaia di dipendenti fino ad arrivare al libero professionista che lavora in proprio con partita IVA, Adobe Creative Cloud rappresenta un miglioramento rispetto al passato, molto più potente, flessibile ma anche vantaggioso dal punto di vista della spesa da sostenere.Lo scenario dipinto da Adobe per dimostrare il vantaggio economico è quello che vede un professionista o uno studio grafico che lavorano quotidianamente con i software Adobe. Questa categoria di clienti comprava un pacchetto e ad ogni release, avendo necessità di tenere nella massima efficienza possibile il suo software, comprava un update appena questo era disponibile. Alla fine il costo che si riversava sulla produzione era maggiore anche senza ricorrere al confronto con i pacchetti completi che vengono offerti oggi, ma anche tenendo in considerazione chi aveva versioni ridotte dell’offerta.«Esistono – dice Comper – piani che permettono di abbonarsi a Creative Cloud per usare un solo software da 24 euro circa al mese, ma per chi prevede di usare anche solamente due software comprerà il pacchetto da 40 euro circa al mese, e avrà tutte le nostre applicazioni. In più la spesa è certa e sempre uguale nel tempo e facilmente programmabile. Con i pacchetti tutto questo non era possibile. E ci sono anche vantaggi fiscali: la formula con un costo fisso mensile è un normale costo di produzione per ottenere strumenti di lavoro,  e si scaricano costo e IVA».
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