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Aggiornate le API di Immuni, ora possibile il tracciamento internazionale del Coronavirus

Google ed Apple continuano il loro impegno per contrastare il Coronavirus migliorando le API intorno a cui sono costruite alcune app per il suo tracciamento, tra cui anche Immuni. Lo si apprende da Google che nel suo blog rende noto che la piattaforma conosciuta come Exposure Notification è stata aggiornata.

Grazie alla nuova versione si migliora la capacità di identificare il livello di rischio dell’esposizione, la calibrazione del Bluetooth e sono state migliorate informazioni e settaggi per la privacy. Un aspetto importante è la capacità di operare anche a livello internazionale. In pratica un’app che usa le API Exposure Notification è in grado di funzionare correttamente anche con un’applicazioni sviluppate in differenti paesi anche se con alta probabilità gli sviluppatori e i governi dovranno prevedere la possibilità di differenti applicazioni di interagire tra di loro.

Le API di Apple e Google al momento sono utilizzate in applicazioni create da 16 governi, di questi lo scorso maggio sette erano europei. La Commissione Europea da mesi ha raccomandato “un approccio coordinato e paneuropeo” per l’utilizzo delle applicazioni mobili al fine di consentire ai cittadini di adottare misure di distanziamento sociale efficaci e più mirate e per scopi di allerta, prevenzione e tracciamento dei contatti e un approccio comune per la modellizzazione e previsione dell’evoluzione del virus “mediante dati relativi all’ubicazione aggregati e anonimizzati”. Grazie a questo aggiornamento dovrebbe diventare più facile seguire l’andamento del contagio anche se molto (se non tutto) dipende dall’interesse dei cittadini all’adozione delle App che per ora sembrano essere ben poco utilizzate.

Immuni, secondo recenti statistiche, sarebbe stata scaricata da non più del 7% della popolazione Italiana, ad esempio. Ma anche altrove le cose non vanno certo bene visto che in paesi come la Francia (3,1%) o Giappone (5%) che adozioni sono anche più basse. Negli USA non c’è neppure una applicazione per il contact tracing. Nel mondo i dati migliori li fa segnare l’Australia con il 20% di installazioni, un dato largamente superiore a quello Italiano, ma ben distante da quel 60% che si ritiene possa essere la soglia utile per fare di queste app uno strumento utile.

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