Se avete qualche cosa che potete perdere, AirTag (da 35 euro su Amazon) è quel che vi serve. Questo accessorio prodotto da Apple, di cui si è parlato per tantissimo tempo (anche perché Apple aveva anticipato il suo lancio anche con un video), è stato presentato ufficialmente il 20 aprile 2021 nel contesto dell’evento Spring Loaded durante il quale avevano debuttato iPad Pro 2021 e iMac 2021, oltre all’Apple TV 4K di nuova generazione.
Macitynet ha presentato una sua recensione nella prima versione, non appena è stato rilasciato. Le funzioni di base sono rimaste le stesse e anche il nostro giudizio complessivo, nonostante siano cambiate parecchie cose, specialmente nella tecnologia per combattere gli stalker, resta sostanzialmente lo stesso.

Arriva AirTag 2
Dal febbraio 2026 Apple affianca al primo modello il nuovo AirTag 2, che mantiene design, dimensioni e batteria CR2032 sostituibile, ma integra un chip Ultra Wideband di seconda generazione e un altoparlante più potente rispetto alla prima generazione, così da rendere più semplice ritrovare gli oggetti smarriti, sia a vista sia “a orecchio”, e offrendo un raggio di rilevamento più ampio.
Macitynet ha recensito anche la seconda versione di AirTag. Vi consigliamo di leggere il nostro articolo per sapere come distinguere a vista le due generazioni, avere tutte le informazioni e conoscere il nostro parere su di esso.
| AirTag (prima generazione, 2021) | AirTag (seconda generazione, 2026) |
|---|---|
| Chip Ultra Wideband di prima generazione | Chip Ultra Wideband di seconda generazione |
| Raggio di Precision Finding più limitato | Raggio di Precision Finding fino al 50% più ampio |
| Precision Finding solo su iPhone | Precision Finding su iPhone e Apple Watch (Series 9 e successivi e Ultra 2) |
| Volume dello speaker standard | Speaker fino al 50% più potente |
| Compatibile con le versioni precedenti di iOS supportate | Richiede iOS 26.2.1 o successivo |
| Peso: 11 g | Peso: 11,8 g (circa 7% in più) |
| Bobina dello speaker più piccola | Bobina dello speaker leggermente più grande |
| Magnete dello speaker più facilmente rimovibile | Magnete dello speaker fissato in modo più saldo e difficile da rimuovere |
| Scritta posteriore con “Assembled in China” e “Designed by Apple” | Scritta posteriore con indicazioni su IP67, NFC e Dov’è, utili per riconoscere il nuovo modello |
Il primo AirTag rimane, per ora, ancora in circolazione, spesso proposto a prezzo scontato. AirTag 2 costa di listino quanto il primo sia in confezione singola sia nel pacchetto da quattro.
Nel corso dei prossimi mesi AirTag 2 soppianterà il primo modello, ma tutto quello che leggete qui sotto vale per entrambe le generazioni, salvo dove specificato.
A cosa servono e come funziona un AirTag?
Dire a che serve in generale un AirTag è piuttosto semplice: si tratta di un piccolo dispositivo (tecnicamente definito come smart tracker) basato su Bluetooth e su una tecnologia denominata UWB che ha come scopo quello di affiancare un oggetto e aiutarci a trovarlo, usando un iPad o un iPhone.
Sulla carta non si tratta di nulla di nuovo. Sul mercato ci sono da anni molti prodotti simili (ad esempio quelli di Tile diffusi anche in Italia e venduti su Amazon o Filo, sempre su Amazon).
Apple, poco dopo il lancio di AirTag, ha aperto l’accesso alla rete Dov’è anche alle terze parti. All’inizio sul mercato gli unici prodotti compatibili con Find My erano quelli di Chipolo, ma oggi parliamo di centinaia di accessori approvati da Apple, che ne garantisce la compatibilità se rispettano alcune specifiche: il livello di potenza sonora, funzionalità legate alla tecnologia NFC, firmware, connettività Bluetooth e soprattutto UWB.
Si va dai collari per animali, ai portafogli sottili formato carta di credito, ai portadocumenti da viaggio fino ai porta occhiali con tracciamento integrato via Find My.
Il limite principale è che nessuno di questi accessori integra la tecnologia UWB di Apple: sfruttano la rete Dov’è, ma non offrono la Posizione Precisa come gli AirTag e AirTag 2. In compenso costano molto meno di AirTag: spesso solo qualche euro l’uno.
Come è fatto un AirTag
L’AirTag è realizzato in plastica bianca e metallo con design arrotondato. Sul fronte non c’è nessun logo mentre sul dorso in metallo troviamo il marchio Apple.
Le dimensioni sono quelle, più o meno, di un tappo di bottiglia. In definitiva si tratta di una sorta di “gettone” che deve essere accostato e legato (con un adesivo, una custodia con anello, un anello; in commercio ci sono diversi accessori che permettono di sfruttare al meglio AirTag) a un oggetto che si teme di dimenticare o di perdere.
A questo punto è sufficiente configurare questi accessori all’interno di “Dov’è”, l’app iOS che già permette di tracciare la posizione di iPhone, iPad, Apple Watch e AirPods, e anche dei Mac, per tenere sotto controllo l’oggetto che ci interessa e ritrovarlo sempre.
Può essere usato in molte situazioni anche se ci sono problemi di umidità: è infatti resistente all’acqua (certificato IP67) e alla polvere.
Come trovare un oggetto con l’AirTag
Ma come fa AirTag a trovare un oggetto? Ogni oggetto contrassegnato con un AirTag viene “collocato” dentro all’applicazione Dov’è e mostrato su una mappa assieme a tutto quello che è possibile già oggi trovare con questa applicazione.
Quando un oggetto affiancato a un AirTag viene perduto o ci siamo dimenticati dove l’abbiamo lasciato è possibile vedere la sua collocazione su una mappa e farlo suonare toccandolo. Oppure è possibile chiedere a Siri.
Si tratta di un sistema conosciuto e che si fonda essenzialmente su Bluetooth; ciascun AirTag viene abbinato al telefono come si fa con delle cuffiette; a quel punto, se è nel raggio di iPhone, diventa immediato trovarlo.

L’applicazione
L’applicazione al centro del sistema è “Dov’è”, il programma per iOS che viene usato per trovare Apple Watch, iPhone, iPad e Mac. È qui che si trovano gli AirTag che abbiamo abbinato a un oggetto che intendiamo non perdere; anche qui il discorso è familiare a chi ha altri prodotti Apple.
Dov’è permette di trovare l’AirTag, rinominarlo, metterlo in modalità smarrito e gestirne tutte le funzioni, dalla denominazione fino al suo inserimento nella rete che lo aiuta a farsi ritrovare.
Quando un dispositivo è fuori dal raggio di portata di un AirTag e dell’iPhone scatta quella che possiamo definire come una “modalità smarrito di comunità”. Quando un utente qualunque che ha un iPhone si avvicina a un oggetto segnato da un AirTag, il suo possessore vede la posizione; se l’AirTag è in modalità smarrito chiunque potrà vedere che si è in prossimità di un AirTag perduto.
A questo punto, avvicinandosi e usando un iPhone o qualche altro dispositivo NFC, si potrà accedere a un sito Internet dove si avrà la possibilità di contattare chi l’ha smarrito. Questo accade anche a centinaia o migliaia di chilometri di distanza.
Il funzionamento è vincolato ad alcune delle tecnologie di bandiera di Apple: iCloud ed Apple ID. È molto simile alla funzione di localizzazione esistente in Tile che sfrutta la comunità, ma poiché il numero di persone che hanno iPhone è molto più grande di coloro che hanno un Tile e l’applicazione che l’accompagna, ci sono maggiori probabilità che qualcuno incontri un dispositivo perduto con AirTag rispetto a quanto accade se si usa un Tile.
Una volta che il dispositivo è stato individuato è possibile leggerne il tag usando uno smartphone dotato di tecnologia NFC.
Funzione Posizione Precisa
Quando si perde un oggetto connesso a un AirTag, se questo è nei pressi è possibile individuarne la posizione seguendo la sua traccia sonora.
La funzione si chiama Posizione Precisa ed è una di quelle rese possibili dai chip U1 e U2 che sono alla base della tecnologia UWB. Gli stessi chip, in cooperazione con tecnologie e componenti quali ARKit, accelerometro, giroscopio, sono in grado di fornire un’elevata precisione nel rintracciamento degli AirTag.
I chip UWB hanno una elevatissima “consapevolezza spaziale”; grazie ad essi è possibile localizzare gli oggetti con la precisione di 30 cm, l’ideale per trovare qualche cosa che si è perso.

Cosa cambia con iPhone 15 e AirTag 2
AirTag funziona con gli iPhone dalla versione 11 in avanti ma, con iPhone 15, Apple ha introdotto il chip Ultra Wideband di seconda generazione (U2), capace di estendere la portata delle funzioni di localizzazione di precisione fino a circa tre volte rispetto al vecchio U1: la funzione Trova nelle vicinanze arriva fino a 60 metri tra due iPhone 15, contro i 10‑15 metri tipici della prima generazione di UWB, come mostrano anche i primi test sul campo.
AirTag 2 sfrutta questa nuova generazione di UWB per una Posizione Precisa più comoda: Apple indica la possibilità di individuare oggetti smarriti fino al 50% più lontano rispetto al primo AirTag, con indicazioni visive, aptiche e sonore più rapide e stabili, e con il supporto esteso anche ad alcuni modelli di Apple Watch recenti.
Tutto questo non toglie nulla a chi usa iPhone 11–14 o il primo AirTag: continueranno a vedere l’oggetto sulla mappa, a farlo suonare e, se dotati di U1, a usare la Posizione Precisa nel raggio di circa 10‑15 metri. Le nuove distanze e alcune funzioni più evolute restano però riservate alla combinazione AirTag 2 letto da dispositivi con chip U2.
Modalità Avvisami quando mi allontano
Apple ha aggiunto anche una funzione di geofencing agli AirTag. In sostanza si tratta di un sistema con il quale possiamo definire il lancio di un avviso quando ci allontaniamo da un AirTag. Mediante l’app Dov’è è possibile selezionare l’AirTag che ci interessa e impostare su “Sì” l’opzione “Avvisami quando mi allontano”.
È anche possibile indicare determinate posizioni per le quali non è necessario ricevere l’avviso (es. l’indirizzo di casa), utile per chi ha più AirTag che non sempre si portano appresso.
Va detto che questa funzione resta solo relativamente utile. Si innesca infatti con un certo ritardo e spesso si viene avvisati solo quando si è già abbastanza distanti dall’oggetto. Se, ad esempio, si è in macchina si corre il rischio di essere già a qualche chilometro di distanza da quel che si è dimenticato.

Privacy di AirTag
È chiaro che un dispositivo come AirTag pone seri problemi di privacy. Potrebbe infatti essere usato in maniera illecita per tracciare lo spostamento di una persona. Apple fin dall’inizio ha allestito una serie di barriere per rendere il più difficile possibile la vita ai malintenzionati.
Il design di base
Apple ha disegnato tutto il sistema per tutelare la privacy. Apple spiega che nell’accessorio non è presente alcun dato sulle posizioni in cui si è via via trovato, la comunicazione con la rete di Dov’è avviene in maniera criptata e solo chi possiede l’AirTag è in grado di avere accesso ai dati; chi entra nella rete di crowdsourcing che aiuta a rintracciare un AirTag perso non sa di avere fornito la posizione del dispositivo.
Solo se il legittimo possessore ha messo in modalità smarrito l’AirTag diventa possibile leggerlo con un dispositivo NFC (un iPhone o un altro telefono anche Android).
A quel punto si richiama la pagina Internet e solo allora si vede il seriale dell’AirTag ed eventualmente anche il numero di telefono del possessore se è stato comunicato. Neppure Apple conosce la posizione delle singole unità che aiuta a ritrovare. Nel corso dello sviluppo è stato progettato un sistema che ruota gli identificativi del segnale Bluetooth per evitare che siano intercettati.

Funzione anti stalker
Un aspetto molto importante è la funzione anti stalker. Per capire che significa, basta pensare al gesto sempre possibile di chi usando il tracker vorrebbe seguire i movimenti di qualcuno.
Questa operazione è resa da Apple complicata facendo in modo che, se abbiamo con noi un AirTag che non ci appartiene, questo invia una notifica al nostro iPhone da cui apprendiamo che: “un AirTag trovato si sta muovendo con te”.
Questo avviene solo se l’AirTag non è abbinato con il nostro iPhone o se non c’è un AirTag abbinato a un altro iPhone che si trova nelle vicinanze per evitare di ricevere una notifica da qualcuno che, ad esempio, si trova nello stesso scompartimento del nostro vagone. Quando si riceve questo avviso si tocca la notifica e si può far suonare l’AirTag così da trovarlo subito.
Da fine 2022 sono state implementate anche altre funzioni:
- Chi ha un iPhone 11, iPhone 12, iPhone 13 o successivi può usare la funzione “Posizione precisa” per vedere la distanza e la posizione esatta di un AirTag sconosciuto, quando è nel raggio di prossimità.
- Quando un AirTag non nostro emette un suono viene anche mostrato un avviso sul nostro telefono. Utile se per caso non abbiamo sentito il suono o il suono non è udibile perché l’AirTag è in una posizione nascosta.
- Il sistema di avviso dei tracciamenti indesiderati utilizza una logica complessa per determinare come avvisare l’utente; questa logica è stata aggiornata e ulteriormente affinata. A volte quindi intercorre meno tempo dal momento in cui un AirTag inizia a seguirci a quando saremo avvisati della sua presenza.
Avvisi di tracciamento indesiderato anche su Android
Dal 2024 Apple e Google hanno lavorato insieme alla specifica “Detecting Unwanted Location Trackers”, che introduce su iOS 17.5 e Android 6.0+ avvisi standardizzati quando un tracker sconosciuto si muove con noi per un certo periodo di tempo.
Oggi, se un AirTag o un accessorio compatibile con la rete Dov’è si muove con noi a nostra insaputa, sia iPhone sia molti smartphone Android mostrano una notifica del tipo “Oggetto trovato che si muove con te” / “[Item] Found Moving With You”, permettendo di far suonare il tag, vederne l’identificativo e accedere a istruzioni per disattivarlo, indipendentemente dalla piattaforma con cui il tracker è stato abbinato.
Questa novità si aggiunge alla precedente app Tracker Detect per Android e alle funzioni anti‑stalker interne di AirTag, che in AirTag 2 sono state ulteriormente rafforzate rendendo, tra le altre cose, più difficile la rimozione fisica dello speaker, una pratica usata in passato per eliminare gli avvisi acustici.

Che fare se un AirTag non nostro viaggia con noi
E se veniamo avvisati che un AirTag non nostro perché non collegato a un nostro iPhone viaggia con noi, che cosa possiamo fare? Apple ha un’estensivo documento che spiega le “buone pratiche” sia per non essere tracciati che per bloccare ogni tentativo di tracciarci oppure se semplicemente abbiamo preso in prestito da un amico o un conoscente un oggetto con un AirTag.
Ad esempio un paio di chiavi o una borsa. Non riassumeremo qui ogni passaggio del documento Apple che è estremamente analitico. Ma in sintesi ecco le principali azioni possibili:
- Se un avviso dice che un AirTag sconosciuto viaggia con noi, verifichiamo toccando l’avviso il suo percorso.
- Per capire dove si trova avremo su iPhone (o su Android, se supportato) un pulsante per farlo suonare.
- Toccando l’AirTag che abbiamo trovato con noi con la parte superiore di iPhone potremo vedere a chi appartiene.
- Se è un AirTag smarrito potremo contattare il proprietario secondo le sue istruzioni. In caso contrario potremo disabilitarlo: essenzialmente si tratta di togliere la batteria dell’AirTag.
Antistalker per Android
Questa funzione è attiva di default in un iPhone. Chi ha un cellulare Android, inizialmente escluso e quindi a serio rischio di essere seguito da un AirTag senza accorgersene, dispone oggi di più strumenti. Oltre alle notifiche introdotte con la specifica Apple‑Google, è ancora disponibile “Tracker Detect”, un’app per dispositivi Android scaricabile dal Play Store e che ha come target gli utenti Android che vogliono impedire il tracciamento con eventuali AirTag nelle loro vicinanze.
Tracker Detect individua i tracker nelle vicinanze, quando questi sono lontani dal legittimo proprietario e compatibili con la funzione “Dov’è”, consentendo di localizzare quindi AirTag ma anche accessori per il tracking come quelli Bluetooth di Chipolo.
Sostituire la batteria di AirTag
Intorno alla batteria degli AirTag si era sviluppato un piccolo dibattito. La maggior parte delle indiscrezioni puntava alla presenza di una batteria CR2032 anche per via di una parte del codice di iOS 14 che spiega come sostituirla.
Chi pronosticava l’uso di una batteria sostituibile ha avuto ragione e si tratta proprio di una CR2032 che si trova ovunque a un prezzo molto basso (anche meno di un euro l’una su Amazon). La sostituzione è facile e operabile da parte dell’utente finale senza attrezzi speciali né particolari competenze. Basta ruotare la parte in acciaio dell’AirTag per avere accesso alla batteria.

È importante notare che da metà luglio 2022 gli AirTag non mostrano più il livello della batteria su iPhone. In precedenza c’era infatti un indicatore che rappresentava una AAA e una scala grigia che rappresentava indicativamente l’autonomia residua, ora sostituita da un allarme di batteria bassa.
Sembra che questa scelta, non esplicitata direttamente ma confermata dal fatto che nelle note che accompagnano gli utenti alla sostituzione della batteria di AirTag è stato eliminato il riferimento all’indicatore, sia dovuta al fatto che quest’ultimo era impreciso.

Gli accessori per gli AirTag
Apple ha previsto, come è ovvio, degli accessori a suo marchio per gli AirTag. Si tratta di una sorta di portachiavi che serve a tenere fisicamente uniti i “getttoni” con l’oggetto che vogliamo trovare. Questo indispensabile accessorio non è però incluso nel prezzo e viene venduto a parte. Al momento Apple offre un portachiavi in pelle e due laccetti, uno in pelle e uno in silicone. Ma ci sono terze parti che hanno cominciato a scommettere su forma (e successo) del dispositivo e a proporre accessori. Se volete sapere quali sono secondo noi i migliori, li trovate raccolti in questo articolo che viene aggiornato costantemente.

Apple sul suo store offre i costosissimi (da 299 fino a 449 euro) ciondoli, etichette portabagagli e portachiavi di Hermès che vengono venduti assieme a un AirTag personalizzato.
Ma ci sono anche quelli offerti a prezzi più ragionevoli di Belkin (14 euro) mentre su Amazon sono già in vendita decine di prodotti simili, anche se non certo della stessa qualità, con prezzi che partono da meno di dieci euro fino a 20 euro.
Interessante e originale la custodia per occhiali di Satechi all’interno della quale si può collocare un AirTag (chi porta gli occhiali comprende facilmente perché l’azienda americana ha pensato subito agli occhiali).
I principali accessori per AirTag al momento in cui scriviamo sono i seguenti:
- Laccetto AirTag in silicone di vari colori: 35 euro
- Portachiavi AirTag in FineWoven: 45 euro
- Laccetto AirTag in pelle (ad esaurimento): 45 euro
Compatibilità di AirTag
Gli AirTag sono compatibili con tutti gli iPhone in grado di eseguire iOS 13, o versioni successive, dunque con iPhone 6s e dispositivi più recenti.
Come detto però la funzione Posizione Precisa funziona solo su dispositivi con versioni più recenti di Bluetooth e soprattutto con il chip U1 o U2, quindi solo iPhone 11 o superiori, con i vantaggi massimi in termini di distanza e fluidità su iPhone 15 e successivi.

Prezzo AirTag
Il prezzo del singolo AirTag 2 costa ufficialmente 35 euro, mentre il pacchetto con 4 AirTag costa 119 euro. Il primo modello si trova ancora (probabilmente per poco) a prezzo scontato.






















