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Macitynet all’anteprima di Steve Jobs|, un poderoso ritratto umano

Gli incassi di botteghino non sempre sono la cartina tornasole dei buoni film: lo scarso successo in USA, e tutto quanto è stato riportato da Oltreoceano, possono essere subito accantonati, perché Steve Jobs| scritto da Aaron Sorkin e diretto da Danny Boyle è un film riuscito, avvincente e anche molto di più. Macitynet ha potuto vederlo grazie all’anteprima italiana di martedì 17 novembre a Milano svoltasi, caso vuole, nel cinema Apollo in Galleria De Cristoforis, locali acquistati da Apple in cui verrà costruito il primo flagship store della Mela nel nostro Paese.

Il film non solo è avvincente ma ha il pregio di offrire per la prima volta un ritratto poderoso a tuttotondo dell’uomo Steve Jobs. Come le migliori pellicole di Hollywood cattura lo spettatore, inchiodandolo alla poltrona per 122 minuti, strappandolo dal mondo reale per rivivere l’incredibile storia di Apple che si intreccia inesorabilmente con la vita, la personalità e il mito di Jobs. Il tutto mettendo in scena la rivoluzione della Silicon Valley che dagli ani ’70 a oggi, ha dato vita all’industria che più di ogni altra in anni recenti ha trasformato il modo in cui lavoriamo e viviamo oggi.

Pur essendo tratto dalla biografia di Walter Isaacson, il film Steve Jobs| è un’opera di fantasia che restituisce però un ritratto diverso, credibile e, secondo chi scrive, realistico dell’uomo che, inseguendo il proprio sogno con determinazione quasi sovrumana, ha rivoluzionato i computer, la musica, la telefonia, i tablet e altro ancora. Il ritratto di Jobs del film è molto diverso da quello quasi completamente negativo che emerge dalle pagine di Isaacson, ancora una volta possiamo dimenticare sia la biografia ufficiale, che le numerose critiche USA, incluse quelle di familiari e colleghi degli ultimi anni in Apple, che hanno bocciato il film senza nemmeno averlo visto.

Naturalmente il giudizio su Steve Jobs come persona e nel ruolo di guida di Apple sono soggettivi, ma soprattutto Jobs era una persona intelligente che è riuscita a limare (in meglio) il proprio carattere, il rapporto con familiari e colleghi, negli anni. Come più fonti dirette hanno confermato nel tempo, lo Steve Jobs giovane dei primi anni in Apple, da Apple II al progetto Mac e della clamorosa fuoriuscita da Cupertino è molto diverso da quello più maturo e riflessivo che il mondo ha visto all’opera al ritorno in Apple fino ai grandi successi planetari. Mentre nella biografia di Isaacson il ritratto di Jobs rimane quasi esclusivamente negativo per tutti gli anni raccontati, il film offre un Jobs molto più profondo, sfaccettato, complesso ma anche più umano, senza esimersi dal giudizio e dall’approfondimento, clamorosamente assenti invece nell’unica biografia autorizzata.

Grazie alla geniale sceneggiatura di Aaron Sorkin e ai dialoghi esplosivi, limati all’inverosimile, che sembrano provenire più dal teatro che dal cinema di Hollywood, il ritratto di Steve Jobs prende forma e consistenza come mai è avvenuto prima, un risultato possibile grazie alla magistrale interpretazione di un ispirato Michael Fassbender coadiuvato da un cast eccezionale nel rendere su schermo le personalità più importanti degli anni e delle vicende narrate. In primis Wozniak, interpretato da un credibile Seth Rogen, il compare geniale e bonario dei primi anni, l’assistente Joanna Hoffman, sullo schermo la versatile e bravissima Kate Winslet, che segue e consiglia Jobs come una seconda moglie sul posto di lavoro.

Ancora la figlia Lisa che ha vissuto sulla propria pelle lo Steve Jobs quasi inumano della gioventù attraverso il cambiamento e la maturità che lo hanno reso più sensibile ai pensieri e alle emozioni altrui, passando anche per il complesso rapporto con John Sculley, reso da un maturo Jeff Daniels, in vita adulato e poi denigrato ma che nel film suggerisce un legame ancora una volta diverso e più profondo di quanto sia stato possibile desumere dalle vicende societarie, vale a dire quello di una figura quasi paterna.

Anche se le vicende e i rapporti messi in scena sono praticamente tutti di dominio pubblico da anni, con poche ma notevoli eccezioni, di cui lasciamo il piacere della scoperta ai lettori, Steve Jobs| ha il pregio di raccontarli in maniera avvincente e, nonostante quanto dichiarato da giornalisti, familiari e dirigenti che hanno avuto il piacere e l’onore di conoscere Steve Jobs in vita, il ritratto offerto è quanto di più fedele alla realtà sia possibile ottenere di Jobs uomo, per i milioni di persone che lo hanno ammirato, odiato, adulato e osannato per i prodotti lanciati da Apple sotto la sua guida, senza mai averlo visto di persona nemmeno una volta.

Per ottenere questo brillante risultato Aaron Sorkin è ricorso agli strumenti del proprio mestiere: non ha rappresentato Jobs dalla nascita, adozione ai primi passi da imprenditore seguendo la linea temporale reale fino ad arrivare alle innumerevoli imprese. Invece la geniale sceneggiatura mostra Steve Jobs in piena azione nelle ore che precedono tre dei lanci di prodotto più importanti della sua carriera: il primo Mac del 1984, il futuristico computer NeXT del 1990 infine il primo iMac colorato del ritorno in Apple nel 1998.

film Steve Jobs| 5
L’unica creazione di fantasia di Aaron Sorrkin è quella di aver concentrato una serie di eventi, incontri e dialoghi proprio nei minuti che precedono il lancio di questi prodotti. Dall’interazione con amici e colleghi emerge però il vero Steve Jobs, comportamenti e parole che sono stati estrapolati dall’infinita letteratura disponibile sul suo conto ma soprattutto arricchita con aneddoti, racconti personali e giudizi dei protagonisti diretti. Prima di scrivere il film infatti Sorkin ha dedicato numerose ore per intervistare Wozniak e la figlia Lisa, mentre gli attori che li interpretano sullo schermo hanno a loro volta parlato a più riprese con Hofmann, Sculley, Andy Hertzfeld e altri ancora. Tutte queste persone, e non chi scrive, hanno dichiarato che il film riesce ad offrire un ritratto realistico di Steve Jobs com’era negli anni in cui è rappresentato.

Purtroppo o per fortuna, un numero necessariamente ristretto di persone ha potuto conoscere e lavorare con Jobs di persona, si tratta di una piccolissima cerchia rispetto al vastissimo numero di persone che lo conoscono per fama, per la sua incredibile storia e per le colossali imprese compiute. Ora grazie a questo film possiamo ammirare in azione il Jobs irruento, egocentrico, geniale ma mai disposto a scendere a compromessi della gioventù, quello al lancio del primo Mac, per poi osservarne piccoli ma fondamentali cambiamenti del periodo della crisi, fuori da Apple, al lancio di NeXT, fino ad arrivare al Jobs maturo, sempre geniale e appassionato e irruento, ma finalmente più empatico (a modo suo) e disposto ad ascoltare gli altri, lo Steve Jobs di iMac 1998 e della maturità umana e professionale.

Più e meglio della biografia di Isaacson, il film Steve Jobs ha così il grande pregio di offrire un ritratto più realistico e umano di Steve Jobs, una visione che raccomandiamo a tutte le persone che nel giorno della sua scomparsa hanno provato un sentimento di perdita, il distacco da una personalità preziosa, ricca di idee, di spunti intelligenti e innovativi, di un impeto passionale per dispositivi e strumenti che oggi ci accompagnano ovunque, personalità e passione decisamente non comuni.

Per conoscere Steve Jobs quando era in vita e anche ora per milioni di persone l’unico modo è sempre stato offerto da libri, interviste, dichiarazioni di colleghi e amici, praticamente sempre voci separate spesso in disaccordo tra loro. Ora finalmente abbiamo a disposizione un vero e proprio ritratto d’autore, un’opera corale e allo stesso tempo monolitica che mancava, un film intelligente che non solo diverte e intrattiene, ma fa riflettere. Per tutte queste ragioni il film Steve Jobs è uno dei migliori modi, se non l’unico, per conoscere Steve Jobs di persona.

Il film Steve Jobs| in arrivo nei cinema italiani a partire dal 21 gennaio è una visione caldamente raccomandata per tutti coloro che hanno sempre sentito parlare di Jobs e non vedono l’ora di conoscere meglio l’uomo e il genio, superando aneddoti e dicerie. Ulteriori informazioni sulla versione in Italiano sono disponibili sul sito ufficiale, sulla pagina Facebook e il canale Twitter dedicati.

steve Jobs| colandina 620

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