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Apple Watch e 5G: un brevetto punta all’uso dello spettro a “onde millimetriche”

Da qualche tempo i produttori di smartphone lottano per integrare tecnologie per sistemi di nuova generazione che consentano di sfruttare lo spettro a “onde millimetriche” che offre vari vantaggi rispetto alle frequenze finora utilizzate per le comunicazioni.

Particolari Sistemi su chip, fattori di forma e antenne sono state studiate per non compromettere il design dei dispositivi e rendere possibile integrare il supporto alle reti 5G anche dallo spessore inferiore a 8 mm. Apple sta pensando anche a future versioni di Apple Watch, lasciando immaginare il supporto sia per le reti 5G, sia per veloci varianti WiFi come l’802.11ad.

Il brevetto legato ad Apple Watch nel quale si fa esplicito riferimento alle onde millimetriche è stato scovato dal sito PatentlyApple che individuato una richiesta depositata all’inizio dell’anno scorso. La Mela potrebbe facilmente aggiungere il supporto a tecnologie 5G non millimetriche, compatibili con i mercati cinesi, europei e sudcoreani ma, nonostante le ridotte dimensioni del dispositivo da polso, a quanto pare ha intenzione di integrare in nuove varianti di Apple Watch sia il supporto alle onde millimetriche, sia alle precedenti tecnologie in radio frequenza.

Nel brevetto, in poche parole, si fa riferimento ad antenne separate a supporto di onde millimetriche e di precedente generazione. Usando una combinazione di tecnologie direzionali e di beam-forming una particolare tecnologia che consente di “direzionare” e concentrare il segnale Wi-Fi in una direzione piuttosto che in un’altra), così come antenne multiple, i segnali radio potrebbero puntare verso l’alto e verso l’esterno piuttosto che nella direzione del polso dell’utente, permettendo all’Apple Watch di migliorare nettamente la velocità di trasmissione dei dati.

Un brevetto legato ad Apple Watch punta all’uso dello spettro a “onde millimetriche”

Da notare che Apple non limita l’uso delle onde millimetriche al solo 5G; il brevetto, infatti, contempla espressamente il supporto delle onde millimetriche con lo standard 802.11ad, che consente di connettersi in modalità wireless a una velocità massima teorica di 7 Gbps ed è indicato da molti osservatori come una svolta per il segmento a corto raggio, perfetto per l’abbinamento con i visori VR, con i quali, potrebbe essere possibile fare a meno dei vari per il collegamento al computer. Apple indica anche l’utilizzo di questo standard in abbinamento a tecnologie future come ad esempio future varianti dei protocolli Bluetooth.

È ancora presto per capire che cosa hanno in mente i progettisti di Cupertino ma sulla carta l’obiettivo potrebbe essere quello di rendere Apple Watch sempre meno dipendente da iPhone, utilizzabile ad esempio, anche in accoppiata ad un visore AR/VR. Una banda passante adeguata (per trasmettere immagini stereoscopiche ad alta risoluzione) è fondamentale per le comunicazioni bidirezionali con questo tipo di dispositivi.

Le antenne presenti in future versioni di Apple Watch potrebbero essere usate anche come radar. Apple evidenzia infatti la possibilità di riflettere il segnale su ogni superfice incontrata, un elemento con il quale potrebbe essere possibile determinare la distanza da muri, persone, animali, mobili, ecc. Prima di essere miniaturizzata per l’uso con gli smartphone, sistemi a onde millimetriche sono stati sfruttati per la diffusione dei sensori radar di ausilio, ad esempio, alla guida delle automobili.

Come sempre, ricordiamo che Apple brevetta ogni anno centinaia di brevetti e non tutto ciò che viene brevettato si trasforma in seguito in prodotti/servizi reali.

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