Arrivato Scrivener 3, ma per ora non c’è su Mac App Store

Lo sviluppatore Literature & Latte anticipa Scrivener 3 in vendita diretta mentre Apple sta “lentamente” approvando la versione da distribuire su Mac App Store

Il primo segnale, per chi utilizza la versione iOS di Scrivener, è arrivato dall’ultimo aggiornamento, che ha cambiato sostanzialmente solo l’icona. Ma il nuovo look grafico (per iOS Scrivener rimarrà invariato ma sarà sempre compatibile) è solo la parte che emerge di Scrivener 3 per macOS. La versione Windows seguirà più avanti ma già la partenza della nuova generazione per Mac, un upgrade a pagamento sull’App Store per Mac, è diventata complicata.

Infatti, dice lo sviluppatore Literature and Latte, a causa di certe lentezze da parte del personale dello store Mac, ancora la versione non è stata approvata. E quindi dalla notte di ieri il nuovo Scrivener 3 è disponibile sul sito di Literature and Latte al prezzo di 45 dollari, 25 dollari per chi possiede le versioni 1 o 2.

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Cosa cambia

Il nuovo Scrivener introduce innanzitutto una nuova grafica più semplificata e veloce rispetto a quella mantenuta costante negli ultimi dieci anni su Mac. L’interfaccia moderna porta con sé anche miglioramenti di sostanza, i più significativi dei quali sono nella nuova modalità di “compilazione” (creazione del manoscritto da esportare, sia esso in formato Pdf che epub/mobi o altro) che diventa sempre più potente ma anche sempre più semplice da usare.

Velocemente, perché avremo modo di provarlo più avanti, Scrivener 3 introduce un nuovo sistema per la visione delle card, nuove etichette, migliore esportazione come detto con l’aggiunta dei formati ePub 3 e Kindle, gestione potenziata delle statistiche di lavoro giornaliero, migliori Custom Metadata, migliore outlining, migliore gestione della corkboard. Inoltre si possono vedere fino a quattro documenti nella nuova sezione “copyholders”, potenziati gli strumenti di ricerca, strumento di visione dei progressi nella toolbar, nuovo sistema di Bookmark che rimpiazza le Prokect Notes, References e Favorites. Questo rende anche più efficace e potente il sistema di gestione dell’Inspector, mentre il Dialogue Focus consente di vedere tutti i dialoghi in un’unica vista.

Per quanto riguarda i MacBook Pro con TouchBar, è stato aggiunto un supporto molto ampio, l’app è stata riscritta per i 64 bit e adesso secondo lo sviluppatore è sostanzialmente più veloce e stabile, oltre che “moderna”, nel senso che potrà crescere in maniera più organica con lo sviluppo di macOS. La versione per Windows, che paga il ritardo di partenza della app in quell’ambiente, seguirà più avanti, mentre Literature and Latte ha fatto anche un aggiornamento minore a Scapple, l’app per Mac che permette di disegnare mappe concettuali, utili in fase di progettazione ad esempio di progetti di scrittura long form.

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Come funziona l’aggiornamento

Sul sito di Literature and Latte è possibile acquistare la nuova versione. Se comprata direttamente dal sito o tramite venditori di terze parti (tipo Amazon) ad esempio entro il 20 agosto 2017, l’aggiornamento è gratuito, altrimenti c’è uno sconto. Per i primi acquisti, il prezzo ovviamente è pieno. Il discorso invece si complica per chi ha comprato Scrivener su Mac App Store.

Dato che gli autori sostengono di non poter vedere chi effettivamente ha acquistato il software, perché Apple non fornisce i dati, sono “costretti” a rimettere l’app versione 3 a prezzo pieno (mentre la versione 2 non è più acquistabile ma solo scaricabile da chi già l’aveva comprata). Però, Literature and Latte permette a chi ha già comprato Scrivener sullo store e può dimostrarlo, uno sconto in fase di upgrade, passando però dal sito dello sviluppatore e non più dal Mac App Store.

La buona notizia qui è che Literature and Latte ha deciso, a differenza del suo principale concorrente su macOS e su iOS, cioè Ulysses, di non passare a una modalità abbonamento. La cattiva notizia per chi è abituato a comprare tutto il suo software su Mac App Store, che adesso lo sviluppatore cerca, con una politica di incentivi, di spostare gli acquisti sul suo store. Anche perché il 30% che viene assorbito da Apple è compensato con sconti in fase di vendita diretta.