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Buffalo TeraStation 5410, in prova il NAS pensato per l’ufficio

Il nuovo Buffalo TeraStation 5410 rappresenta il caposaldo della ditta giapponese riguardo i NAS per il piccolo ufficio (o il professionista evoluto che lavora da casa), che accompagna nella linea, ad esempio, il modello 5210 basato su SSD di cui abbiamo già parlato in una recensione precedente.

Esteticamente il TeraStation 5410 si presenta in modo molto simile ai suoi fratelli della stessa linea, un NAS che cura l’aspetto esteriore in modo attento, forse perché sempre meno uffici oggi hanno una stanza server come un tempo (anche perché sempre meno necessaria) e un po’ perché oggetti come i NAS oramai, al pari di un computer, amano farsi vedere, e anche se non servirebbe, stare sulla scrivania accanto al Mac.

TeraStation 3410

TeraStation 5410: caratteristiche

Il TeraStation 5410 è un NAS a quattro bay orizzontali con accesso frontale, tramite sportellino: nella parte frontale, appena sopra l’ampia parte dei dischi, trova posto anche un ampio display per le informazioni necessarie (come ad esempio l’identificativo o l’IP che passa da una luce azzurra ad una rossa quando qualche cosa non va). Nella stessa area del display trovano posto alcuni LED di funzionamento relativi alla connessione Ethernet, il pulsante d’accensione, quello per il controllo dello stato del display ed infine, più in basso, la serratura di sicurezza per il blocco dello sportellino (chiavi incluse nella confezione).

Nella parte posteriore, decisamente più “industriale” di quella frontale, a fianco alla enorme ventola di raffreddamento sostano due porte Ethernet Gigabit e una 10 Gbit, un sistema di connessione che sarà sempre più diffuso in futuro, specialmente in ambito business, ma che al momento per il mondo Mac è compatibile solo con il nuovo iMac Pro.

Appena sopra due porte USB-A per la comunicazione diretta o lo scarico dei file (ma nel caso potete anche usarle per caricare l’iPhone).

Al suo interno viaggia un processore Annapurna Labs Alpine AL-212 Dual-Core che garantisce il corretto funzionamento di tutte le componenti interne e dei servizi accessori assieme a 1 GB di RAM.

TeraStation 3410

Benvenuto a casa

Il modello da noi testato era il modello TS5410DN0804-EU, con quattro dischi da 2 TB l’uno (Seagate IronWolf): è caratteristica di Buffalo vendere i prodotti con già i dischi dentro (la casa madre sceglie tra Seagate IronWolf e Western Digital RED) e per questo modello sono previsti tagli da 4, 8, 12 e 16 TB.

In caso di rottura di una delle unità si occupa Buffalo stessa della sostituzione, inviando un corriere a domicilio per il ritiro e la consegna della nuova unità durante i tre anni di garanzia compresi nel prezzo: la stessa rete commerciale Buffalo dovrebbe essere in grado di proporre eventuali upgrade di spazio nel caso il cliente lo richieda espressamente.

La prima installazione è abbastanza facile, sostanzialmente dopo l’accensione e il collegamento ad una presa Ethernet si scarica l’utility NAS Navigator 2, che provvede a recuperare il device nella rete e a impostare le prime preferenze, per poi collegarsi via web e impostare ogni dettaglio.

Una volta definito il primo utente, ed eventualmente altri, si passa alla cura del sistema RAID: i livelli possibili sono 0, 1, 5, 6, 10 e JBOD, e il set è abbastanza semplice.

Fatto questo sostanzialmente il lavoro è finito, anche se esistono molte altre preferenze, in moltissimi casi per un NAS una volta definiti gli utenti e il livello di RAID l’interfaccia web è chiamata in causa solo in caso di necessità o spegnimento dell’unità.

Chi lo desidera può attivare un server Time Machine per eseguire il backup del proprio Mac, o un servizio rsync affinchè il TeraStation 5410 parli con altri computer o NAS (anche di altri marchi, rsync è un protocollo standard) in modo indipendente, si può attivare la sincronizzazione con Dropbox o con un server S3 di Amazon, diversificare l’accesso ai volumi condivisi via SMB, AFP o FTP e attivare un antivirus.

Sostanzialmente le opzioni accessorie sono queste, perché il focus del TeraStation 5410 è la condivisione dei dati via SMB o AFP, che fa molto bene (e che sostanzialmente è ancora l’attività per cui la quasi totalità dei NAS da ufficio è utilizzata), quindi niente App Store.

Abbiamo utilizzato il NAS in salotto per diverse prove, e abbiamo notato una notevole velocità di esecuzione sia della copia da e verso i dischi sia anche di freschezza nell’uso delle pagine di configurazione: molto probabilmente, se avessimo avuto un iMac Pro (e un router compatibile) la connessione a 10 Gbit avrebbe garantito una gestione dei documenti come in locale, tenendo anche conto che in fase di test spesso i sistemi sono messi a dura prova, situazione difficilmente raggiungibile nel normale workflow d’ufficio.

Considerata la natura dei dischi e le capacità del processore, possiamo dire che la nostra stima per questo modello garantisce una copertura ottimale e totale per un piccolo ufficio di 4 o 8 persone, anche sino a 12 o 14 con accessi anche simultanei ma con documenti più piccoli.

Accessi multipli con numeri più alti dovrebbero valutare il passaggio a unità a disco Flash, la cui velocità intrinseca ben si sposa con accessi molteplici anche molto alti.

L’accesso via web ai documenti invece è comodo ma ci sarebbe piaciuto fosse già riconfigurata, invece è attivabile solo manualmente (una tantum) con qualche domanda di troppo per chi non è del mestiere: messa a punto funziona correttamente, ma il look è un po’ troppo “WindowsXP” e una rinfrescatina alla grafica non farebbe male.

Dal Giappone con furore

Nel corso delle prove abbiamo usato con soddisfazione il TeraStation 5410 per il backup di diversi documenti, provando alcune configurazioni soprattutto per il RAID, tutte eseguite in modo corretto e anche velocemente. Il cavallo di battaglia di Buffalo, la condivisione via SMB o AFP con Mac e Windows funziona in modo impeccabile, è molto veloce (nei limiti della tecnologia) e appare solida senza nessun imbarazzo.

Mancano i servizi accessori, come ad esempio Plex o la possibilità di virtualizzare, ma dipende se a chi sceglie Buffalo queste cose interessano: noi auspichiamo un aggiornamento software che dia una rinfrescata ad alcuni processi di configurazione (tra tutti webaccess) e una maggiore attenzione per le App mobile, che sono presenti ma anche sin troppo basilari.

Sostanzialmente un device che fa dell’hardware il suo aspetto più importante, e che può rivelarsi un ottimo prodotto per chi l’acquista dal punto di vista dell’archiviazione e della condivisione, ma che secondo noi potrebbe fare di più.

I lettori possono trovare i NAS buffalo nei negozi convenzionati della penisola ma si può trovare anche online.

 

Design:
4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Facilità-d’uso:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Prestazioni:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Qualità/Prezzo:
3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Average:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)

 

Pro:

  • Un NAS di bell’aspetto
  • Veloce e funzionale
  • Sistema operativo molto semplice

 

Contro:

  • Mancano alcuni servizi tra i più comuni

 

Prezzo: a partire da 899,00 Euro (8 TB) sino a 2.299,00 Euro (32 TB)

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