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Buon compleanno, Mac Os X

A fine marzo del 2001 usciva la prima versione non beta del nuovo sistema operativo di Apple. Anche se non ancora perfetta, era però in grado di incantare molti degli utenti di Mac Os 9. Vediamo rapidamente quali sono state le tappe salienti dello sviluppo del sistema operativo di Apple, seguendo la traccia di un articolo pubblicato da Ars Technica.

10.0 (Cheetah) – Tralasciamo le beta precedenti, che servivano a lanciare l’idea di una rivoluzione, sanzionata dal ritorno in Apple del fondatore Steve Jobs e della scelta di adottare NeXT come fondamento della transizione verso un nuovo e più potente sistema operativo dopo le scelte infelici (e non portate a termine) durante la metà  degli anni Novanta.

Nonostante una serie di problemi – ricordiamo per tutti il fatto che Mac Os X 10.0 non era in grado di visualizzare un Dvd, mancavano i driver praticamente per tutto, il ridimensionamento delle finestre era un incubo anche con un G4 733 Mhz (Digital Audio), il Mac più potente in quel momento – il cuore Unix e l’interfaccia basata su Aqua stava facendo capire a tutti che era iniziata una rivoluzione di tutto rispetto. Migliore di quello che era stato fatto precedentemente.

10.1 (Puma) Alla fine di settembre del 2001, il 29 di un mese infausto che ha colpito tragicamente il mondo, arriva la nuova versione di Mac Os X. Più stabile, più dinamica, dotata di un maggior numero di feature, molto più stabile (addio kernel panic nella maggior parte dei casi) che finalmente fa sembrare finita la fase delle sperimentazioni. Mac Os X diventa un tool per la produttività  estremamente potente, anche se ancora molte applicazioni hanno bisogno di Classic o addirittura di Mac Os 9 per funzionare. Rimane ancora la sensazione di una certa lentezza, però, come se la miglior macchina disponibile in quel momento, il G4 867 Mhz Quicksilver, non fosse abbastanza… La buona notizia è però che l’aggiornamento a Puma è gratuito. Il miglior livello di stabilità  si raggiunge con la versione 10.1.5.

10.2 (Jaguar) Bisogna pagare per avere, il 24 agosto del 2002, il nuovo 10.2, Jaguar per gli amici. Ma ne vale la pena, perché la rivoluzione è consistente. Arriva infatti Quartz Extreme (finalmente la Cpu è libera di correre da sola, mentre è la scheda video con la sua GPU ad occuparsi della visualizzazione di tutto quello che sta sul monitor), arrivano anche decine di nuove funzionalità . Viene leggermente segmentato il mercato dei computer utilizzabili: se la macchina più veloce presente in quel momento è il G4 Dual 1,25 Ghz, con le doppie porte del drive, è più che adeguata al funzionamento del sistema operativo, quelle più anziane con una scheda video con meno di 16 Mb di ram non possono apprezzare le bellezze di Quartz Extreme. Nonostante questo, i miglioramenti di velocità  ci sono per tutti. Arrivano anche tutte le applicazioni che permettono di integrare i propri dati e le proprie attività  con il Mac: iSync, iCal, iChat che poi si trasforma in iChat AV con l’arrivo di iSight. Però il Finder ancora non riesce a dare il massimo, probabilmente perché la maggior parte del codice non è stata ottimizzata. I miglioramenti attraverso le varie versioni sono consistenti e chi ancora ha deciso di restare con Mac Os X 10.2.8 non è decisamente tagliato fuori.

10.3 (Panther) La rivoluzione della pantera arriva felpata e potente. Una nuova ondata di funzionalità , un aggiornamento completo non solo di tecnologia ma anche di interfaccia: Steve Jobs ricorda non solo che la transizione verso Mac Os X è ufficialmente conclusa, dato che la maggior parte degli utenti usano il nuovo sistema, ma che è stata anche la più veloce della storia. Nel momento del lancio di Panther, nell’ottobre del 2003, il Mac più potente è il G5 dual 2 Ghz. Per la prima volta alcuni G3 vengono esclusi dalla possibilità  di poter installare il nuovo sistema operativo: i G3 Beige e il PowerBook WallStreet.

Ma le rivoluzioni non sono solo nell’interfaccia, ristudiata per poter favorire in modo sempre più completo le esigenze dell’utente. Molte delle tecnologie di Panther, attualmente lontano dal termine del suo ciclo di vita con la versione 10.3.3, consentono miglioramenti nel networking e nella gestione di quasi tutte le componenti di sistema. Chi scrive trova che una feature dell’interfaccia del nuovo sistema operativo da solo valga il passaggio a Mac per chiunque: Exposé, la geniale intuizione per permettere anche a chi ha schermi minuscoli (come un laptop 12 pollici) di lavorare senza problemi su documenti multipli.

10.4 (?) La nuova versione del sistema operativo di Apple ancora non è stata nemmeno annunciata, anche se è evidente che nei laboratori di Infinite Loop a Cupertino gli ingegneri stanno alacremente lavorando sui fondamenti della nuova versione del sistema operativo. Quali feature porterà  con sé? Anche se nei siti americani dediti ai rumors e alle indiscrezioni intorno ad Apple le ipotesi si sprecano, in realtà  non c’è niente di certo, se non che verrà  integrata maggiormente la funzione di voce sintetica per la lettura dei documenti, sarà  presente Xgrid e forse anche una nuova versione del file sysyem (attualmente viene usato l’HFS+) che dovrebbe chiamarsi HFSx.

Non è stato ancora neanche ufficializzato il nome del felino (dopo il ghepardo, puma, giaguaro e pantera che ci hanno accompagnato sino a questo momento) che fornirà  sia il nome in codice che quello commerciale, seguendo una tradizione iniziata con Jaguar.

Tanto per la cronaca, guardando al mondo della casa delle finestre, il 5 febbraio del 2001 Microsoft annunciava al mondo Windows XP, che veniva rilasciato il 25 ottobre 2001 nelle due edizioni Home e Professional. Dopo gli aggiornamenti, le nuove versioni sono state Windows Xp Media Center Edition il 31 ottobre 2002, Tablet Pc Edition del 7 novembre 2002, Windows Xp 64 bit annunciata il 28 marzo 2003 e poi ad aprile per Amd. Longhhorn, come i nativi americani chiamavano i bufali dalle lunghe corna, ancora deve uscire e probabilmente, secondo quando dichiarato anche dallo stesso Bill Gates, non vedrà  ufficialmente la luce fino al 2006-2007.
Il kernel di Linux, nello stesso arco di tempo, è passato dalla release 2.2 alla 2.6.4 rilasciata il 10 marzo scorso.

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