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Craig Federighi di Apple: “Non vendiamo la privacy come un bene di lusso”.

In un recente articolo scritto per il New York Times, il CEO di Google, Sundar Pichai, è sembrato far riferimento ad Apple parlando di privacy, scrivendo: «Non può essere un bene di lusso disponibile solo per le persone che possono permettersi di acquistare prodotti e servizi di alta gamma».

Come accennato, il commento di Sundar Pichai è stato visto da alcuni come una frecciatina nei confronti della Casa di Cupertino. Non sorprende che Craig Federighi, Senior Vice President Software Engineering di Apple, sia in disaccordo con quanto dichiarato dall’a.d. di Google. In un’intervista riporata su The Independent, riferisce che Apple aspira a fornire prodotti che offrano grandi esperienze, utilizzabili da tutti e che tutti dovrebbero avere, osservando che questi valori di riferimento e il modello di business di altre aziende “non cambiano dal giorno alla notte”.

“Da una parte, è gratificante costatare che negli ultimi mesi altre aziende nel settore sembrino inviare molti segnali positivi preoccupandosi per la privacy. Ritengo ad ogni modo sia qualcosa di molto più profondo di quanto sia possibile cambiare in un paio di mesi e con un paio di comunicati stampa, Ritengo che bisogna essenzialmente guardare alla cultura, ai valori di un’azienda e al modello commerciale nel complesso”, elementi che “non cambiano dal giorno alla notte”.

“Ma certamente dobbiamo cercare di essere entrambi un ottimo esempio per il mondo, mostrando che è possibile promuovere la sensibilizzazione dei cittadini su cosa dovrebbero aspettarsi da un prodotto, indipendentemente se lo comprano da noi o altri. Ovviamente Apple ama vendere prodotti a chiunque, non solo a chi può permettersi beni di lusso, riteniamo che una grande esperienza nell’uso di un prodotto sia qualcosa che tutti dovrebbero permettersi e la nostra aspirazione è sviluppare queste condizioni”.

federighi FBI
Craig Federighi

Federighi ha ribadito l’impegno di Apple con la privacy per tutta l’intervista, evidenziando che l’azienda raccoglie meno dati possibile, sfruttando ad esempio la privacy differenziale, in modo completamente anonimo, quindi senza alcuna condivisione di informazioni personali dell’utente, salvaguardando privacy e sicurezza.

Il dirigente di Apple spiega ancora che l’azienda investe massicciamente anche nella sicurezza e che in una location segreta testa la sicurezza dei propri iPhone, ponendoli a stress test piuttosto curiosi, studiando modi per rendere i processori e altri componenti più sicuri contro possibili attacchi.

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