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Dyson analizza gli effetti del lockdown sulla qualità dell’aria

Le tecnologie sviluppate da Dyson per i suoi elettrodomestici verranno impiegate dalla società per un progetto internazionale per monitorare la qualità dell’aria e dell’inquinamento prima e dopo le chiusure obbligatorie per Coronavirus.

Che il lockdown da Sars-CoV-2 abbia avuto un effetto benefico sulla qualità dell’aria lo si era già appurato dalle immagini satellitari della Cina mostrate nei telegiornali nazionali in onda nel mese di marzo, con cui si dimostrava come lo stop di traffico e industrie abbia effettivamente ridotto in maniera considerevole l’inquinamento atmosferico.

Un miglioramento che per altro si è registrato anche nel nostro Paese, in special modo nel Nord Italia dove le industrie sono più presenti che in altre zone della penisola. Presto però potremo saperne di più grazie a uno studio condotto dal Kings College London in collaborazione con la Greater London Authority che vede l’impiego di uno speciale strumento realizzato da Dyson, l’azienda nota per i suoi aspirapolvere senza filo con un potente sistema di aspirazione multi-ciclonico.

Coronavirus, Dyson analizza gli effetti del lockdown sull’inquinamento dell’aria

La ricerca spazierà su tre continenti e 14 città tra cui Milano, Londra, New York e Delhi. I dati vengono raccolti da diversi partecipanti con in spalla uno speciale zaino dotato di sensori – tra cui anche GPS per la localizzazione degli spostamenti e una batteria per alimentare il tutto senza impedimenti dal punto di vista della mobilità – capaci di monitorare la qualità dell’aria, delineando così un quadro dell’esposizione personale all’inquinamento atmosferico durante e dopo il lockdown.

Questa tecnologia è in realtà una rielaborazione di quella dei sensori attualmente presenti nei purificatori d’aria Dyson: gli ingegneri dell’azienda hanno infatti progettato questo dispositivo portatile di monitoraggio atmosferico in modo tale che potesse essere più piccolo, leggero e pratico, ma altrettanto preciso nel rilevare l’esposizione a PM2.5, PM10, VOC e NO2. I dati raccolti verranno poi confrontati con quelli dei sensori locali sulla qualità dell’aria nelle città e negli ambienti chiusi, rilevati dai purificatori Dyson connessi, allo scopo di evidenziare i cambiamenti nella qualità dell’aria delle città di tutto il mondo in questo periodo.

Nella prima fase, i partecipanti dovranno indossare lo zaino per raccogliere i dati sulla qualità dell’aria durante il lockdown, nel rispetto delle direttive dei governi locali effettuando gli spostamenti consentiti, ad esempio per fare la spesa, per l’attività fisica consentita quotidianamente o per gli spostamenti casa-lavoro. Questi dati permetteranno di elaborare così una sorta di “istantanea” sulla qualità dell’aria a cui ogni partecipante è stato esposto in un determinato giorno del lockdown.

Coronavirus, Dyson analizza gli effetti del lockdown sull’inquinamento dell’aria

Una volta revocate le restrizioni nelle varie città, il progetto passerà alla fase due. Ancora con zaino in spalla, i partecipanti dovranno ripetere i percorsi fatti nel periodo di lockdown per creare una seconda panoramica dell’esposizione all’inquinamento atmosferico una volta revocate le più stringenti misure di blocco. Gli ingegneri Dyson confronteranno queste due serie di dati per comprendere meglio gli effetti del lockdown sull’esposizione giornaliera alla qualità dell’aria degli abitanti delle varie città.

Per garantire la precisione dei dati provenienti dai sensori dello zaino in spazi aperti, gli esperti raccoglieranno anche quelli delle stazioni di monitoraggio cittadine, a ulteriore riprova delle conclusioni che trarranno. Utilizzando i dati anonimizzati dei suoi purificatori connessi – oggi più di 1,9 milioni in tutto il mondo – Dyson analizzerà anche le tendenze generali dei livelli di inquinamento dell’aria negli spazi chiusi in questo stesso periodo.

Tutti gli articoli di macitynet che parlano di Dyson sono disponibili da questa pagina.

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