ENCRYPT Act, la sorte della cifratura degli smartphone nelle mani del Congresso USA?

In diversi Stati americani proposte di legge potrebbero creare confusione e portare all’assenza di un minimo comune denominatore in materia di cifratura smartphone. Allo studio un progetto di legge per impedire a singoli Stati e amministrazioni locali di legiferare in materia.

Cifratura

Potrebbe essere il Congresso USA a decidere le leggi sul livello del diritto alla privacy degli smartphone. A questo mira l’ENCRYPT Act (Ensuring National Constitutional Rights of Your Private Telecommunications Act), un progetto di legge bipartisan presentato dal democratico Ted Lieu e dal repubblicano Blake Farenthold “seriamente preoccupati” dal proliferare di proposte di leggi locali che renderebbero impossibile la vendita negli Stati Uniti ai vari produttori di smartphone.

Che la materia sia confusa e controversa è noto. Alcuni stati, come New York e California studiano infatti leggi che potrebbero obbligare i produttori di smartphone a integrare una “backdoor” (una sorta porta di servizio universale) ma nulla impedirebbe ad altri Stati di legiferare in materia in modo diverso, consentendo a società come Apple, Google e altre, in virtù della mancanza di un minimo comune denominatore, di continuare a vendere i dispositivi senza problemi.

Di qui l’idea di Ted Lieu e Blake Farenthold: impedire che siano gli stati e le amministrazioni locali a legiferare in materia di cifratura, un privilegio che spetterebbe al governo federale degli Stati Uniti d’America (in poche parole, il Congresso). Tutto ciò non spazzarebbe ancora via l’idea delle backdoor che in tanti reclamano e pretendono, ma solo che l’argomento sarà eventualmente disciplinato da specifiche norme federali valide in tutta la nazione. Un diverso progetto di legge a Washington prevede l’istituzione di una commissione nazionale per studiare il problema, un altro ancora di imporre limiti specifici alla crittografia dei dispositivi.

James Comey, direttore dell’FBI, ha ricordato tempo addietro i problemi creati in alcuni casi dalla cifratura dei dispositivi che sfruttano sistemi operativi di Apple e Google. Da settimane non è ancora possibile accedere ai dati di due smartphone di persone coinvolte nell’attentato a San Bernardino (California). Comey ha anche dichiarato di non volere per forza una backdoor ma un meccanismo che consenta di accedere ai dati, anche se facciamo fatica a comprendere la labile differenza tra i due sistemi di accesso. Molti esperti di sicurezza concordano che le richieste di polizia e servizi d’intelligence di aprire una backdoor nei sistemi di comunicazione cifrati avrebbero un effetto disastroso.

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