Secondo l’ex capo della sicurezza di Facebook, Zuckerberg deve pensare a un nuovo CEO

Per tenere a freno il potere immenso di cui gode in Facebook, Mark Zuckerber dovrebbe nominare un nuovo amministratore delegato. A suggerirlo è Alex Stamos, ex capo della sicurezza del social.

Mark Zuckerberg

Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook (andato via nel 2018), suggerisce a Mark Zuckerberg di assumere un nuovo amministratore delegato e concentrarsi sullo sviluppo di nuovi prodotti.

“Vi sono argomenti validi per ritenere che abbia troppo potere”, ha riferito Stamos nel corso della Collision Conference di Toronto, aggiungendo: “Deve rinunciare a un po’ del suo potere. Se fossi lui, assumerei un nuovo CEO per l’azienda”.

Stamos suggerisce persino un nome: Brad Smith, Presidente e Chief Legal Officer di Microsoft.

Non è la prima volta che qualche ex importante collega di Zuckerberg punta il dito contro il co-fondatore dell’azienda. Pochi giorni addietro Chris Hughes, altro co-fondatore (andato via nel 2007), ha scritto che Zuckerberg ha ottenuto una potenza “senza precedenti” e l’attenzione sulla crescita l’ha spinto a “sacrificare la sicurezza”. Anche la senatrice democratica Elizabeth Warren è convinta della necessità di smantellare un’azienda diventata troppo potente e promuovere una maggiore competizione.

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

Per Stamos l’a.d. dell’azienda di Menlo Park dovrebbe scegliere qualcuno in grado di inviare segnali internamente ed esternamente che la cultura aziendale deve essere cambiata. Per Stamos, inoltre, vi sono anche motivi validi per smantellare Facebook, così come separare YouTube da Google, giacché questo ha portato a una limitazione della concorrenza. Trasformare Facebook in più entità a suo dire non risolverebbe questioni di fondo che affliggono i social media quali ad esempio la diffusione di notizie false e degli annunci pubblicitari manipolati a scopo politico.

Zuckerberg da parte sua ha recentemente proposto nuove regole per internet (ma non ha mai fatto cenno allo smembramento). Tutto accade mentre l’azienda dei social rischia una multa di 5 miliardi di dollari della Federal Trade Commission per violazioni della privacy dopo lo scandalo Cambridge Analytica.