fēnix 3 Sapphire, in prova l’orologio che non deve chiedere mai

fēnix 3 Sapphire è uno smartwatch pensato per le situazioni più estreme: non molto smart ma ottima manifattura ed eccellente rilevazione.

Sembra strizzare l’occhio alla famosa pubblicità in voga un ventennio fa il nuovo fēnix 3 Sapphire, il top di gamma della linea smartwatch di Garmin. Anche se non vorremmo definire il fēnix uno “smartwatch” in senso stretto: si tratta di un device estremamente evoluto, con sensori di prim’ordine ma che al tempo stesso manca delle funzioni touch, per cui potrebbe, a dir si voglia, fare categoria a se.
L’abbiamo testato per alcune settimane, per quanto ci sia dato di testare un modello del genere pronto per le situazioni più estreme a cui chi scrive non è arrivato, godendone dei benefici e di tutte le misurazioni.
Un orologio davvero importante e vera ammiraglia della linea Garmin: si può indossare tutti i giorni, ma è chiaramente pensato per le situazioni al limite o a competizioni agonistiche. Per questo, abbiamo deciso di eseguire una recensione divisa in due parti, prima come smartwatch da tenere al polso, l’altra come sistema evoluto di rilevazione sportiva.
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fēnix 3 Sapphire, guardare ma non toccare

E’ grande il fēnix, molto grande: la cassa esterna misura 51 millimetri di diametro (esclusi i pulsanti), il che ne fa probabilmente l’orologio con sensori più grande al mondo (a memoria di giornalista) e già da dentro la scatola si intuisce che questo è un modello “da uomini”.
Non ce ne voglia il gentil sesso, ma per indossare correttamente un fēnix è necessario avere un polso importante, tipicamente maschile: anche il peso si sente e varia da un minimo di 80 grammi con la cinghia in pelle o nylon a 160 grammi con quella in Titanio e state tranquilli che è un peso che si avverte al polso. Il modello da noi testato non aveva la rilevazione del battito cardiaco, comunque disponibile nella versione HR, questo giusto per dettagliare che non abbiamo potuto testare questa parte.
Non è sbarluccicoso come l’AppleWatch: anzi, si presenta in modo molto diverso: ruvido, importante ma discreto, emana un fascino da duro che sta bene tanto con un abito da sera come con una tuta da sub.
La prima cosa che si impara durante la fase di configurazione è che l’orologio non è touch: i cinque pulsanti laterali servono appunto per gestire (quasi) tutte le funzioni che appaiono sul display, laddove l’app per smartphone (per iPhone, Android e Windows Phone) o quella per Mac o Windows non arrivano. Il display offre diversi aspetti, da quello più immediato con i numeri a quello più “grunge” con lancette, sino ad altri scaricabili tramite App (l’orologio ha una memoria interna che può ospitare widget, app e appunto display) che personalizzano ulteriormente l’aspetto.
I pulsanti permettono di vedere tutti i dati, scorrere le informazioni, confermare o annullare e anche illuminare il display di notte: la luminosità è buona, di giorno l’orologio si vede sempre (anche se non è mai troppo luminoso) mentre di notte serve necessariamente attivare l’illuminazione. In questo abbiamo notato la mancanza di una funzione “non disturbare” che avrebbe fatto comodo: attivando infatti l’illuminazione automatica (con la rotazione del polso, buona ma non perfetta) questa funzione sempre, notte e giorno, e risulta ridondante di giorno quanto spesso inutile a letto (illuminando la stanza mentre dormiamo).

Garmin Fenix 15

Messaggi sul display

L’orologio riporta tutti i messaggi che compaiono sul display dello smartphone, e permette di eliminarli o di leggerli nella loro interezza, ma non di rispondere. Un menu a scorrimento permette anche di riprendere i messaggi non letti, ma non è proprio a portata, in particolare con il menu tramite pulsanti.
Tutti gli avvisi possono essere accompagnati da un avviso sonoro e da una vibrazione, così come è possibile impostare un allarme silenzioso e un cronometro.
Molto buona la batteria, che nel caso di utilizzo come smartwatch (senza l’attivazione di sensori evoluti come GPS) dura anche più di un mese (il dato ufficiale di 6 settimane ci è sembrato piuttosto ottimistico).
Una nota lieta anche la parte accessorista: la cinghia in nylon ci è piaciuta molto, perché risulta pratica da allacciare, si asciuga subito quando bagnata e non fa sudare il polso: il modello da noi testato comunque riporta una seconda cinghia in pelle che si cambia al volo.
Diversamente da altri smartwatch qui la larghezza del polso è pronta ad ogni situazione, anche a modelli extra-large.
Per la connessione al computer si utilizza il cavo di ricarica (con connettore proprietario) USB e l’App per Mac e Windows, che permette alcune configurazioni, anche esclusive, come l’aggiornamento del sistema.
Per la connessione con lo smartphone si utilizza il segnale Bluetooth.
Per il solo monitoraggio Garmin rende disponibili i dati anche via web, tramite account, con un sistema di condivisione (qui un esempio).

fēnix, verso l’infinito e oltre

Se come smartwatch casual fēnix soffre un po’ per via della mancanza di funzioni touch, come smartwatch sportivo siamo su tutt’altro pianeta. La cassa in metallo promette di resistere alle sollecitazioni più estreme, così come il vetro: si lascia vestire in modo tranquillo tanto in una corsa tra i boschi quanto in una gara di rafting, in acqua dolce quanto salata.
In pratica lo mettete al polso e non vi dovete preoccupare di nulla, l’orologio sarà sempre più resistente di voi (di noi di sicuro).
Gli sport inseriti sono diversi: dalla corsa (in palestra o fuori) allo sci (anche di fondo), dalla scalata alla corsa in bici, dalla corsa nei boschi al nuoto (in piscina o in mare), dal canottaggio al golf (con possibilità di memorizzare i circuiti) sino alla camminata più semplice.
I programmi ci sono tutti e una volta attivata l’attività l’orologio mostra nel quadrante i dati essenziali utili per la rilevazione in tempo reale, memorizzando gli altri, in modo che sia possibile trasferirli al telefono alla prima sincronizzazione.
La memoria interna non può ospitare musica, ma potete benissimo andare a correre lasciando il telefono a casa, lasciando che il GPS faccia il suo lavoro.
Un sistema di blocco (gestibile dall’utente) impedisce l’attivazione non voluta di una funzione durante l’attività e alla fine, prima della registrazione, è sempre chiesta una conferma).
In alcuni sport, come ad esempio la corsa, il sistema di sintesi vocale manda i segnali audio in cuffia (ad esempio ogni chilometro).

Garmin Fenix 36

I sensori

Impressionante il numero di sensori presenti: GPS, barometro, altimetro, bussola digitale, rilevamento della temperatura esterna, piani di scale, Bluetooth e Wi-Fi permettono una ampia elasticità e una elevata personalizzazione a cui, come abbiamo detto, è possibile aggiungere quella del battito cardiaco da una parte utilizzando il modello HR, dall’altra tramite una fascia Cardio Garmin che l’orologio comanda in autonomia.
Durante diverse attività l’orologio attiva dinamicamente il GPS quando necessario, anche se in questo caso la durata della batteria ne risente: 20 ore dichiarate sono un valore che possiamo avallare, anche se noi abbiamo fatto più sessioni diverse rispetto ad una unica.
A livello software il circuito Garmin è aperto e disponibile, quindi grazie all’integrazione con Salute di iOS, i dati delle corse sono andati (tutti) a finire nell’App che usiamo di solito, Nike+ Run Club.
Due parole sull’App Garmin per smartphone: di questa abbiamo già parlato in occasione dei test sul Vivoactive e Vivosmart: completa, efficiente, con un design moderno e davvero piena di dati soffre, forse, di eccessivo zelo nel mostrarli e può risultare alle volte caotica, in particolare per chi si avvicina per la prima volta e sta cercando solo alcuni selezionati dati importanti.
Meglio invece la visualizzazione web, pur passiva, perché consente più personalizzazione e con un display più grande è più gestibile anche ad una occhiata veloce.

Il fēnix tutti i giorni

Nell’uso di tutti i giorni il fēnix si rivela un compagno eccellente, seppure è presente la sensazione che sia stato progettato per ben’altro che andare in ufficio o la domenica al mare. Quello che piace è anche la forma, che offre sicurezza al polso maschile e che permette di indossare l’orologio anche per sport particolarmente duri e sporchi, sicuri che polvere, fango o sale non danneggeranno nulla.
L’uso dell’orologio è sicuramente meno smart di altri modelli, per via della mancanza del touch, ma per chi fa sport risulta un bene perché durate le sessioni più attive i pulsanti sono più precisi e meno soggetti all’errore (ad esempio sarebbe impossibile usare il touch in acqua).
La forma massiccia, le finiture di primo livello e la grande affinità non solo con l’App per smartphone ma anche con Mac o PC, unitamente alla possibilità di essere utilizzato anche stand-alone, ne fanno un punto di riferimento sicuro per chiunque pratichi sport, anche estremi, o anche per chi necessita di un modello smart ma duro e indistruttibile, come si dice “che non deve chiedere mai”.
Il prezzo, medo-alto per il mercato, ci sembra adeguato alla tecnologie a ai materiali profusi e sicuramente meno caro di parecchie attrezzature dedicate per lo sport.
Potete trovare fēnix 3 (in tutte le versioni) in tutti i negozi di elettronica e nel sito del produttore oppure in qualche offerta direttamente dalle pagine di Amazon, come ad esempio questo modello base, con un prezzo molto interessante.

Se volete approfondire l’argomento Smartwatch e Fitness Band raccomandiamo “SmartWatch 2.0”, il libro elettronico disponibile per iBooks Store oppure Amazon Kindle Store in vendita a 5,99 Euro.

Design:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Facilità-d’uso:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Prestazioni:
5 out of 5 stars (5,0 / 5)
Qualità/Prezzo:
4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Average:
4.4 out of 5 stars (4,4 / 5)

Pro:
• Potente e robusto
• Adatto a moltissimi sport, anche in acqua (salata)
• Può essere usato anche in modo indipendente dallo smartwatch
• Ottima durata della batteria

Contro:
• Non è touch
• La funzione di retroilluminazione merita più cura

Prezzo: 599,99 Euro (per il modello Sapphire, oggetto del test)