Fuori tutto: Twitter oltre a se stessa vuole vendere anche Vine

Dopo la chiusura dell’app, Vine potrebbe però sopravvivere: Twitter potrebbe riuscire a vendere la piattaforma video a qualche azienda interessata

Nonostante la chiusura della sua app, presto Vine potrebbe vivere una seconda vita sotto l’ala protettrice di un nuovo proprietario interessato a investire ancora nei suoi video da 6 secondi. Secondo quanto riportato da TechCrunch, Twitter sta valutando offerte multiple per il servizio di video. Alcune delle offerte sono molto basse, pari a meno di 10 milioni di dollari, cifra che non basterebbe nemmeno a coprire i costi che sostiene Twitter per mantenere Vine attivo per un solo mese.

Una vendita della piattaforma potrebbe però strapparla al suo triste destino: Twitter ha già eliminato l’app e nonostante i video siano sempre disponibili online (e qualcuno come Giphy offra già una alternativa a Vine), la necessità di Twitter di tagliare i costi potrebbe significare una prossima e non lontana dismissione anche della piattaforma online e di tutti i video fino ad oggi caricati.

Inoltre la vendita – diventata un’opzione concreta dopo il clamore e il disappunto suscitato dalla chiusura annunciata da Twitter – sarebbe un’opportunità per Vine di evolversi dopo anni di stagnazione quasi totale. Chiunque acquistasse Vine si troverebbe comunque ad affrontare alcune sfide spinose. L’utilizzo della piattaforma è ormai in calo da anni, e non è chiaro come un acquirente possa sperare di invertire questa tendenza.

Mantenere attivo il servizio implicherebbe costi fissi non indifferenti, cui non si contrappone alcuna strategia per la monetizzazione, principale ragione che ha decretato l’abbandono di Vine da parte di Twitter. Il social dei cinguettii aveva sperato infatti che Vine potesse diventare la principale piattaforma per condividere brevi video, ma la mancanza di strategia e di un progetto specifico ha fatto sì che diventasse solo un costo di cui liberarsi in un modo o nell’altro.

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