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Natale in USA? L’immigrazione ora richiede anche gli account social

Homeland Security, il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America, ha approvato il controverso piano che prevede per chi visita il paese richieste relative agli account social, risposta che potrà essere fornita compilando la richiesta di ingresso. L’idea risale ad alcuni mesi addietro e l’approvazione permetterà alle autorità di frontiera statunitensi di chiedere ai milioni di turisti che ogni anno si recano negli USA di rivelare le identità usate sui social media.

Si tratta in pratica di una linea nel modulo online e nel documento cartaceo (il formulario) che i visitatori devono compilare secondo i termini previsti dal Visa Waiver Program, il programma del Governo degli Stati Uniti che permette ai cittadini di un altro paese di recarsi negli USA per turismo o affari per un periodo di 90 giorni senza un visto.

Una fase della nuova procedura per ottenere l'ESTA online
Una fase della nuova procedura per ottenere l’ESTA online

Nel momento in cui scriviamo sul sito che consente di registrarsi per l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) le informazioni sui social media sono indicate come “opzionali”. L’utente può scegliere di rivelare o no informazioni sui social media (Facebook, Twitter, Youtube, Google+, Instagram e altre) indicando la piattaforma social più usata di frequente e il nome utente o qualsiasi altro nome utilizzato sui canali social.

Come prevedibile, per queste richieste non mancano le polemiche. Rappresentanti dell’American Civil Liberty Union (un’organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti) hanno fatto sapere di essere “preoccupati per le ricadute negative percepite maggiormente dalle comunità arabe e musulmane che, indicando username, contatti e indicazioni delle reti social, saranno inevitabilmente esposte a rigorose operazioni di scrutinio”.

La misura in questione è solo l’ultima di una serie che consentono al Dipartimento dell’Homeland Security di eseguire screening contro potenziali rischi che riguardano la sicurezza nazionale e decidere in merito all’ammissibilità negli Stati Uniti. A gennaio di quest’anno sono state attuate le modifiche previste nella legge denominata Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act of 2015, rafforzando le procedure di sicurezza relative ad alcune categorie di viaggiatori nell’ambito del Visa Waiver Program (VWP). L’U.S. Customs and Border Protection (CBP) accoglie mediamente più di un milione di passeggeri al giorno.

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