Google ha creato “in casa” i tool per gestire i suoi oltre 40.000 Mac

Nel corso di un annuale conferenza dedicata agli amministratori di sistema, Google ha illustrato alcuni tool proprietari per gestire gli oltre 40.000 Mac impiegati all'interno dell'azienda. In arrivo come open source specifici strumenti di gestione pensati per gli ambienti enterprise.

Nel corso della LISA ’13, conferenza dedicata agli amministratori di sistema che si svolge annualmente negli Stati Uniti, il Macintosh Operations team che opera all’interno di Google ha spiegato che la società ha dovuto obbligatoriamente sviluppare un proprio insieme di tool per gestire circa 43.000 Mac. Il motivo, stando a quanto hanno dichiarato gli ingegneri Clay Caviness e Edward Eigerman, è che Apple da qualche tempo non supporta adeguatamente gli strumenti di serie con il sistema a supporto degli ambienti enterprise. “Non usiamo nessuno dei tool di gestione di Apple” hanno dichiarato i due ingegneri; “Apple discutibilmente produce due tool specifici, OS X Server e Remote Desktop, non più adatti quando dovete gestire 50, 100, 200 macchine… abbiamo perso la loro attenzione per gli strumenti di gestione enterprise”.

In una delle slide mostrate, Google evidenzia come con l’arrivo di iPhone poco sia cambiato  nell’applicazione di gestione remota del desktop di Apple: “Manca una major release dal 2006”. Per evitare l’uso dei software di gestione Apple, Google ha sviluppato una propria serie di strumenti e sfruttato tool open source un po’ per tutto: dalle configurazioni, alla gestione dei pacchetti, al monitoraggio di sistema e altro. Nel corso della conferenza è stato annunciato che uno dei tool di imaging monolitico denominato CanHazImage, per la distribuzione di immagini disco agli utenti, sviluppato in proprio, verrà presto rilasciato come open source.

Benchè Google abbia menzionato nel corso della presentazione il supporto interno a più sistemi desktop (OS X, Windows, Linux e il suo Chrome OS), ha anche specificato che gli impiegati che vogliono usare una piattaforma diversa da OS X, devono aprire un “business case”, vale a dire un documento di progetto che spieghi motivazioni e benefici.

Che il Mac all’interno di Google piace e sia consigliato è evidente: basta pensare ai circa 40.000 Mac attivi mostrati durante la presentazione paragonando la cifra con i 42.162 impiegati full-time dell’azienda (Motorola esclusa). I due portavoce di Google hanno anche spiegato che la società ha eseguito gli aggiornamenti a OS X 10.7 e 10.8 sul 99.5% dei Mac che compongono il parco mezzi aziendale in 8 settimane e in questo momento è in corso il passaggio a OS X 10.9 Mavericks.

LISA13