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HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Apple ha finalmente rilasciato il suo piccolo smart speaker anche in Italia. Si chiama HomePod Mini e gli amanti della musica che utilizzano l’ecosistema Apple non possono che esserne felici. Per poterlo usare occorre avere un telefono o un tablet di Cupertino, e si comanda tramite l’app Casa (Home, nella versione inglese) che consente di avere accesso alle funzionalità dell’HomePod sia per la domotica che per la riproduzione della musica. Ma è usando la voce e sfruttando il gioco di squadra di altri accessori Apple che si fa di più.

Piccolo ma potente

Abbiamo messo nella rete di casa il nuovo HomePod mini di colore arancione in pochi secondi. Tolto dalla confezione, dove c’è anche l’alimentatore Apple con presa USB-C da 20 Watt in tutto uguale a quello venduto per gli iPad, abbiamo inserito la spina (il cavo è connesso direttamente all’HomePod mini e non può essere tolto) e abbiamo avvicinato l’iPhone.
HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia
È l’unico modo per attivare lo smart speaker (si può usare un iPad in alternativa) e seguendo le istruzioni che fanno pop-up automaticamente sul telefono abbiamo configurato in pochi secondi l’HomePod mini.

L’ultimo passaggio è quello che prevede, in maniera non dissimile dagli Apple Watch, l’uso della videocamera dell’iPhone per “leggere” non un codice su schermo ma uno schema di colori che compare sul display superiore dell’HomePod mini. Un insieme di luci che in pochi secondi vengono riconosciute (con anche un suono) e che porta al pairing e all’inserimento dell’HomePod mini in rete.

C’è ancora uno step sul quale torneremo tra un attimo, prima vediamo le funzioni dell’HomePod mini di per sé, tralasciando quelle relative alla domotica di cui parliamo in un articolo separato.

Comandi vocali e integrazione con Musica

HomePod mini è uno smart speaker. Rispettoso della privacy (c’è un settaggio per dirgli di smettere di “ascoltare” la chiamata Hey Siri e rispondere solo se fisicamente toccato sulla sommità), elegante, piccolo ma con un suono sorprendentemente potente, “arreda” praticamente qualsiasi ambiente basta avere l’accortezza di essere relativamente vicini a una presa elettrica visto il cavo di un metro e mezzo circa.

I comandi vocali sono quelli di Siri più l’interazione con la riproduzione della musica e altri comandi che l’HomePod mini abilita. Se lo collegate alla Apple Tv (come abbiamo fatto noi) per avviare il set-top box di Apple e il televisore smart basta dire “Hey Siri, accendi Apple Tv” e a quel punto si possono dare gli altri ordini “senza mani” all’apparecchio di Apple.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Riguardo a questo, l’integrazione con Apple Tv è interessante: abbiamo piazzato l’HomePod mini davanti al televisore che è collegato via Hdmi a una Apple Tv. Sia la Apple Tv che HomePod mini sono sulla stessa rete wifi e nella stessa “stanza” di Casa (Soggiorno, nella fattispecie). Il pairing tra i due è stato rapidissimo con il menu Apple Tv e la HomePod mini può funzionare sia da “normale” smart speaker che da piccola soundbar per la Apple Tv. Il suono è sorprendentemente potente e modulato.

Non abbiamo un HomePod classico (quello non più in produzione e mai distribuito in Italia) per verificare la differenza di presenza sonora tra i due, ma possiamo dire che la resa rispetto agli speaker integrati del televisore è ovviamente molto elevata. Il fatto che poi, a differenza da alcune soundbar, non proietti il suono direttamente verso l’alto per avere un rimbalzo sul soffitto è un plus, perché disturba meno i vicini dell’appartamento al piano di sopra. E possiamo ben dirlo perché invece il nostro vicino del piano di sotto è dotato di una soundbar più “cafona” che la sera risuona in maniera fastidiosa.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Castore e Polluce

Abbiamo battezzato il nuovo HomePod mini Polluce perché volevamo fare un’altra operazione. Ormai da parecchi mesi abbiamo in casa infatti un altro HomePod mini, comprato in Spagna (che ha visto la vendita degli apparecchi Apple prima di noi). Lo abbiamo recensito qui e rimandiamo quindi alla nostra recensione per quanto riguarda le funzionalità. Aggiungiamo che adesso quando abbiamo connesso nella zona “Soggiorno” Polluce (che è l’HomePod mini arancione) c’era già Castore, l’HomePod mini bianco.

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Immediatamente è stato proposto dalla app sul telefono di accoppiare i due come due altoparlanti stereo sia per la riproduzione di Musica che della Apple Tv. Abbiamo detto ovviamente di sì, abbiamo indicato a quale doveva essere assegnato il canale destro e a quale il sinistro e poi abbiamo dato ok. Tempo dieci secondi e la nostra soundbar virtuale stereo era pronta. Il pilotaggio dalla Apple Tv è immediato e normalissimo, sia con i comandi vocali che con il telecomando. L’impatto del suono cresce notevolmente. L’app Casa ha una opzione per limitare i bassi che possono essere fin troppo presenti in un ambiente domestico.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Avere due HomePod mini apre la strada a varie combinazioni possibili: si possono tenere nella stessa stanza, oppure in stanze diverse e suonare la stessa cosa ovunque o cose diverse in ciascuna stanza, magari passandosele con il telefono. Non abbiamo a disposizione una casa abbastanza grande da separare efficientemente i due speaker. Certamente non la villetta monofamiliare a due piani tipica delle periferie benestanti americane che si vede nei keynote di Apple. Comunque, abbiamo provato gli speaker in due stanze separate e ovviamente funzionano come da copione: si possono anche mandare messaggi dal telefono o da CarPlay agli speaker in casa e a gli altri dispositivi connessi. Anche qui: abbiamo verificato che sia fattibile (non con CarPlay, però) tuttavia il modo di utilizzare i due HomePod mini più consono al nostro stile di vita è stato di usarli in soggiorno come impianto hifi digitale senza fili e come soundbar della televisione con Apple Tv.

Opinioni personali

Si può usare il codice morse sul dorso degli HomePod mini: un tocco avvia o ferma la musica, il più e il meno fanno alzare e abbassare il volume, due tocchi si passa alla canzone successiva e tre si torna indietro. Una pressione lunga attiva Siri anche se c’è la versione “live” in ascolto.

La possibilità di utilizzare l’iPhone o l’iPad per controllare gli speaker è fantastica: funziona in maniera molto naturale perché è integrata dentro Musica, ma si possono anche creare delle scene apposta per suonare delle playlist e collegarle a un allarme, ad esempio, oppure all’umore della serata, e attivarle “senza mani”. Il trucco più divertente (e vi garantiamo che non stanca mai) è avvicinare il telefono all’HomePod mini, nel nostro caso indifferentemente Castore o Polluce.

Se l’iPhone sta riproducendo della musica, vibra e la passa allo speaker. Se viceversa è lo speaker già attivo, l’iPhone “attrae” su di sé la playlist e la canzone in corso. Se ricordate il vecchio spot dell’iPod in cui un giovane americano caricava i brani dal suo Mac all’iPod mentre ascoltava la musica, bloccava la riproduzione sul computer, si metteva e cuffiette dell’iPod e riavviava riprendendo la colonna sonora della sua giornata, questo è un sogno ancora più bello che arriva esattamente vent’anni dopo quell’epoca.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Pensiamo che, per chi è nell’ecosistema di Apple, questo HomePod mini attento alla privacy, funzionale per la casa e ottimo riproduttore di musica sia l’ideale.

Se usate un altro sistema per la musica (cioè Spotify) l’apparecchio smart funziona ma in modalità passiva, come una cassa bluetooth: non ci sono i comandi e gli automatismi di Siri, almeno per ora. Questo però è un limite voluto da Spotify, perché è più di un anno che Apple ha messo a disposizione di tutti gli sviluppatori le API per far funzionare HomePod e Siri con le loro app.

E questo già accade infatti per Musica di Amazon, TuneIn, Pandora, iHeartRadio e varie altre app. La causa in corso tra Apple e Spotify potrebbe essere una delle ragioni ma pare che sia l’azienda europea a rimetterci, in questo momento.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

It’s all about music

Secondo noi la musica su HomePod mini suona molto bene. Su due HomePod mini ancora di più. Lo diciamo da mesi, torniamo a ripeterlo adesso. Il piccolo speaker è intelligente, dotato di microfoni, fa un lavoro in finezza per capire e prevedere quale deve essere la resa dell’audio, ha bassi presenti, acuti trillanti e medi molto ben disegnati. Restituisce una scena musicale completa e lo fa in maniera non direttiva: non c’è un “fuoco” della resa sonora e zone d’ombra nella stanza. È impressionante ma, a ragionarci sopra, è logico. Con l’audio Apple sta da tempo facendo quello che ha già fatto con la fotografia: ricrea una immagine computazionale più ricca e completa che integra anche aspetti non naturalmente eseguibili su dispositivi di piccole dimensioni.

Intendiamo dire che il chip S5, i driver full range, il sistema di sospensione, le guide per le onde acustiche, i radiatori passivi e i quattro microfoni permettono all’HomePod mini di scansionare la resa sonora di ciascun ambiente trenta volte al secondo e confrontarla con l’immagine audio che ha ipotizzato per ciascuna canzone che sta suonando, modificandone dinamicamente la resa sino a che le due immagini non si sovrappongono perfettamente. Per provarlo ci siamo dedicati a un piccolo tour de force.

HomePod mini è finalmente italiano. L’abbiamo provato da solo e in coppia

Siamo passati dall’ascolto di Sally Can’t Dance di Lou Reed a Collector Items di Miles Davis, dalla colonna sonora di Xanadu (Olivia Newton John e gli ELO) al vecchio Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883 sino a Buddha Bar III, dal classico Back in Black degli AC/DC a Seventh Son of a Seventh Son degli Iron Maiden sino ai concerti per violino di Mozart e a quelli di J.S. Bach (1 & 2) entrambi diretti da Christopher Hogwood con la sua Academy of Ancient Music e per finire la colonna sonora di Manhattan, il film di Woody Allen, che è tutta fatta con musica di George Gershwin.

Tutta musica in formato loseless di Apple Music, con alcuni album digitalizzati apposta per il servizio di Apple e spazializzati. La resa è impressionante. L’ascolto “da divano” offre una gamma di colori e una spazialità della scena sonora molto più ampia di quello che potremmo aspettarci. Ma volevamo esserne sicuri.

Abbiamo infatti scelto questi album perché abbiamo a disposizione i relativi cd e li abbiamo suonati uno dopo l’altro sul nostro impianto hi-fi della fine degli anni Ottanta (amplificatore Pioneer, cd player Technics e casse ESB) con una resa molto diversa da quella di HomePod mini. Nonostante il suono caldo e molto morbido delle casse Esb e la loro maggiore presenza soprattutto agli alti volumi per via delle superiori dimensioni fisiche dei driver, il suono delle HomePod mini ha molto più colore, una gamma dinamica sorprendente e rende bene anche a volume bassissimo, pur potendo crescere a livelli fastidiosi non solo per chi si trova nella stanza ma anche per i vicini (che sono infatti venuti a indagare se ci fosse una festa in piena mattina). Risultato? HomePod mini singolo o in coppia promosso a pieni voti.

Il futuro della casa secondo Apple

Come vedremo anche nella prova di domotica, il futuro della Apple passa da qui, e da qui passa l’hub per lo stile di vita digitale. Non è più il computer ma è il cloud, la voce e gli strumenti in grado di processare le informazioni ed eseguire gli ordini. Anche la concorrenza lo sta facendo ma Apple può giocare alcune carte uniche a nostro avviso. Innanzitutto la privacy, cioè non ascolta e non ruba o monetizza le informazioni.

Poi l’integrazione, perché l’ecosistema di Apple si “vede” e si trova con una facilità impressionante, a partire dalla configurazione dei nuovi apparecchi.

Poi la bellezza e la resa dell’hardware: questi speaker smart di Apple sono dei piccoli capolavori di tecnologia, fantascienza pura se ce li avessero messi davanti dieci anni fa. Eppure la strada era già indicata con gli spot già venti anni fa, quando è uscito l’iPod.

Infine, la cosa forse più semplice e scontata ma necessariamente da ribadire: gli HomePod mini suonano alla grande ma uno solo non vi basterà, dateci retta.

HomePod mini costa 99 € Iva compresa al pubblico e sarà disponibile entro Novembre su Apple Store e nei negozi autorizzati.


Homepod mini non è soltanto un speaker che risponde ai comandi ma diventare il sistema di connessione tra la vostra casa e la vostra in mobilità. Lo vediamo nella recensione HomePod e domotica che metteremo onine più avanti nella giornata. Intanto potete studiarvi tutto l’ecosistema Apple per Casa su questa pagina del nostro sito.

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