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iFixit critica Samsung Galaxy Upcycling Program

Kevin Purdy di iFixit in un post sul blog aziendale racconta che nel 2017 un piccolo team di ingegneri Samsung illustrò loro l’interessante e “rivoluzionaria” idea del Galaxy Upcycling Program, iniziativa pensata per promuovere la riqualificazione di apparecchi elettronici obsoleti come soluzione creativa per ridurre la produzione di rifiuti elettronici.

L’idea del programma in questione, recentemente ampliato, è di dare nuova vita ai vecchi smartphone della multinazionale sudcoreana, convertendoli in dispositivi IoT (Internet of Things) di vario genere grazie a un aggiornamento software. Samsung ha attivato la beta del servizio Galaxy Upcycling at Home negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Corea del Sud. Con “Galaxy Upcycling at Home” gli utenti possono trasformare i vecchi dispositivi Galaxy in apparecchiature intelligenti per la casa, come baby monitor, soluzioni per gli animali domestici o altro, a seconda delle loro esigenze individuali.

L’annuncio dell’iniziativa Samsung Galaxy Upcycling Program arrivò nel 2017 ma il servizio non è realmente partito fino ad aprile di quest’anno. Ad iFixit era stata offerta la possibilità di conoscere in anteprima alcuni dettagli; il progetto piacque molto, al punto di appoggiare l’iniziativa e permettere l’inclusione del suo nome nel materiale di marketing della Casa sudcoreana.

iFixit critica l’Upcycling Program di Samsung
Immagine del Galaxy Upcycling dall’annuncio originario di Samsung nel 2017

Secondo quanto riferisce iFixit l’idea iniziale era di permettere lo sbloccaggio del bootloader, permettendo agli utenti di sostituire Android OS e installare ciò che volevano, come ad esempio LineageOS (un progetto nato dalle ceneri di CyanogenMod con funzionalità non disponibili sui firmware ufficiali) o altri sistemi. Samsung avrebbe dovuto predisporre – tra le altre cose- un marketplace open source dove gli utenti potevano proporre idee e software per riutilizzare i vecchi device Galaxy, qualche cosa iFixit riteneva “innovativo” e “rivoluzionario”.

Il logo iFixit è rimasto visibile sul materiale di marketing di Samsung. Dirigenti di iFixit si sono recati nel quartier generale di Samsung in Corea del Sud per informarsi meglio del progetto e dopo avere testato alcuni software il CEO di iFixit, Kyle Wiens, aveva annunciato il progetto in prima persona nell’ambito della developer conference di Samsung nel 2017. Nonostante le varie promesse e premesse, il software non è mai partito e il team di Samsung avrebbe smesso di rispondere alle mail di iFixit. Collegamenti interni all’azienda sudcoreana avrebbe fatto capire che i dirigenti non erano entusiasti di un progetto che non aveva un chiaro collegamento con qualche prodotto o una precisa pianificazione costi-benefici.

Secondo iFixit il progetto del programma lanciato ad aprile “è quasi irriconoscibile” rispetto a quello da loro originariamente “approvato”. Quello che sembrava un ambizioso piano ora è qualcosa che non ha quasi più senso dal punto di vista economico. iFixit fa giustamente notare che se l’utente desidera qualcosa di semplice come un sensore o un monitor audio, fa prima a vendere il telefono e comprare sensori dedicati.

Le funzionalità disponibili così come è stato concepito ora il programma, sono talmente limitate che si fa prima e si ottiene di meglio anche con sensori che si trovano su mercati secondari; come se non bastasse le funzionalità Galaxy Upcycling at Home sono disponibili solo per dispositivi delle serie S, Note e Z distribuiti a partire dal 2018 (modelli S9, Note9 o successivi) che supportano Android 9 e superiori. La disponibilità dovrebbe essere in futuro estesa anche a ulteriori dispositivi ma per ora sono esclusi modelli precedenti.

Nelle scorse ore Samsung ha pubblicato due spot in cui ridicolizza la fotocamera di iPhone 12 Pro Max a confronto con il suo top di gamma Galaxy S21 Ultra. Tutti gli articoli di macitynet che parlano di Samsung sono disponibili qui, invece per tutte le notizie dedicate all’universo Android si parte da questa pagina.

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