Home CasaVerdeSmart Il futuro della Smart Home: domotica e Intelligenza Artificiale dopo CES 2020

Il futuro della Smart Home: domotica e Intelligenza Artificiale dopo CES 2020

Nei 6 giorni di permanenza effettiva a Las Vegas per il CES 2020 abbiamo avuto occasione di provare da vicino nuovi prodotti, parlare con tecnici, uomini delle pubbliche relazioni, CEO di startup e di marchi consolidati nel campo della domotica consumer che, diciamolo subito, si sta avvicinando sempre di più a quella specializzata degli installatori e degli impiantisti almeno per le case in cui abitiamo o vorremmo abitare.

Al ritorno dal CES sono tanti gli amici che ci chiedono quali sono stati i migliori prodotti o le tendenze che abbiamo notato tra i grandi spazi del Sands Expo e del Centro Congressi al netto dei gadget in grado di attirare l’attenzione del pubblico per qualche ora o per qualche lancio sensazionale.

Per il settore Smart Home abbiamo intervistato, fotografato e discusso con almeno 40 delle aziende che affollano un terzo del piano superiore di Sands Expo: marchi molto noti anche in Europa come Legrand (Bticino), Somfy, Nice aziende asiatiche piccole e grandi e più o meno note da Onvis a Yeelight ht ma abbiamo visitato la grande sala di Amazon Alexa, interloquito con gli Assistenti Google sparsi in vari stand e pure assistito ai keynote di grandi multinazionali come Bosch, LG, Samsung che più o meno direttamente popolano la nostra casa di oggetti e dispositivi intelligenti.

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

Consolidamento

La prima parola che ci viene in mente per descrivere le tendenze di mercato è sicuramente questa: il consolidamento è un processo in atto da qualche tempo nel mondo della smart home e al CES 2020 se ne vedono finalmente i frutti con diversi player del mercato e, per nostra fortuna, alcuni di questi hanno a che fare con produzioni e aziende italiane.

Il caso più eclatante e interessante a nostro parere è quello di Legrand (Bticino lo scriviamo tra parentesi perché e parte della multinazionale francese ma ha stabilimenti e progettualità anche nel nostro paese) che finalmente si è integrata con Netatmo: la “domotizzazione” delle componenti del quadro elettrico chiude il cerchio della gestione dell’impianto con un accesso facile da app, smartphone e accessori compatibili anche con Alexa, Google e Homekit ma sopratutto in grado di lavorare anche senza comandi vocali. 

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

Consolidamento per Netatmo e Bticino è anche Smarther with Netatmo: l’evoluzione del termostato (che è solitamente il primo componente di un impianto tradizionale a diventare smart in ottica di risparmio) pensato da Bitcino/Legrand come risposta al disrupt di una piccola azienda concorrente come Netatmo che, dopo l’integrazione delle due aziende diventa smart come il modello disegnato da Starck, ne assorbe le funzionalità ma mantiene l’estetica e la comodità (il boost della temperatura da display) di un termostato tradizionale.

In realtà oggi Legrand/Bticino con Living Now (e le altre serie civili internazionali) i citofoni smart e tutti gli accessori portati in dote da Netatmo è in grado di fornire un’offerta a tutto campo per quel mercato che dipende non solo dall’esperienza degli installatori ma anche dalle scelte dei consumatori per un accesso più diretto alla domotica: termostati, valvole, strumenti per la sicurezza casalinga e il wellness abitativo. Se poi a questo aggiungiamo l’inserimento di funzionalità smart in relais da quadro, teleruttori energy meter etc abbiamo una offerta tutto tondo dall’elemento più tecnico a quello più funzionale e di design.

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

L’altro esempio di consolidamento è quello offerto dal gruppo NICE: la multinazionale di Oderzo, Treviso ha portato finalmente a compimento il piano per trasformare in una offerta per il pubblico la lunga serie di aziende che ha acquisito negli ultimi mesi: Fibaro, Abode, aziende di servizi per la sicurezza in tutto il pianeta. Se al CES 2019 questa strategia si leggeva tra le righe o andando a cercare il nome di NICE nei poster di aziende all’apparenza scollegate, quest’anno la strategia è evidente ma ancor di più lo sono 3 tre prodotti in grado di trasformare e consolidare mercati, dispositivi e servizi lontani con l’ultimissima versione del gateway Fibaro Home Center 3 (lo aspettavamo da tempo), il gateway ABODE pensato per la sicurezza e compatibili Homekit e con la sua nuova telecamera e, infine un gateway per i prodotti NICE in grado di legarsi agli assistenti vocali più in voga.

Grazie ai progetti di Fibaro che comprendono anche switch/interruttori, valvole, sistemi di controllo a quelli di ABODE che gestiscono la sicurezza e quelli di NICE per la gestione di tapparelle, garage e sicurezza abbiamo una offerta a tutto campo da un unico fornitore che grazie al consolidamento di diverse società offre un ampio spettro di compatibilità.

Un terzo esempio di consolidamento lo possiamo riferire all’annuncio dello sviluppo di una piattaforma comune dei grandi player dell’informatica come Apple, Google, Amazon ma sinceramente al CES 2020 non c’erano prodotti che offrissero una traccia diretta della sua evoluzione: l’evoluzione della Smart Home è la tendenza naturale all’integrazione per offrire la copertura di qualsiasi aspetto della gestione della casa: dalla termoregolazione al ricambio d’aria, dall’analisi attraverso sensori alle automazioni più complesse. Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

Intelligenza Artificiale

La seconda parola chiave, anche se in un evento del genere non suona più tanto nuova, è l’uso dell’intelligenza artificiale anche nella Smart Home: in realtà l’impiego della AI è talmente pervasivo che sembrerebbe limitante descriverne gli effetti nella “semplice” domotica:  aziende come LG, Samsung che producono robot e dispositivi di assistenza o grandi multinazionali come Google e Amazon che vendono servizi vogliono integrare il vostro stile di vita digitale ad ogni livello con la gestione della casa: nell’interazione con la vostra nuova auto elettrica, nella creazione dell’atmosfera più giusta per il vostro rientro a casa con la spesa già fattta e recapitata in anticipo e persino nel suggerirvi le mosse e i vestiti giusti per un appuntamento galante.Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

Lo scorso anno negi eventi che volevano raccontare l’evoluzione di quello che è il dialogo con gli assistenti virtuali si parlava di un successivo passo in cui Alexa e Assistente Google fossero in grado non solo di rispondere alle nostre domande ma anche di anticiparle o di darci suggerimenti (anche non richiesti direttamente) in base alle nostre abitudini e consuetudini. 

Un anno dopo siamo già arrivati a quello stadio (il secondo stadio dell’AI – PERSONALIZZAZIONE) visto che il vostro telefono vi suggerisce di prenotare in un dato locale se Google Maps ha rilevato che quando eravate in quella città avete già cenato in quel ristorante oppure la TV LG vi propone la nuova puntata di una certa serie se conta le volte in cui l’avete seguita in quel specifico orario nei mesi scorsi.

La smart home diventa parte quindi dell’analisi del vostro comportamento e gli assistenti più o meno graditi vi suggeriscono di accendere il riscaldamento, attivare la lavapiatti di giorno per risparmiare o persino di ricaricare l’auto elettrica se avete pianificato una gita nei giorni seguenti con una prenotazione e l’autonomia residua è insufficiente.

LG nel suo Keynote al Mandalay Bay e in alcune demo nel suo padiglione dal titolo “Anywhere is Home” ha prefigurato ulteriori evoluzioni dell’AI e, sinceramente, siamo rimasti allo stesso tempo affasciati e spaventati dalle possibili implicazioni. Il terzo stadio prevede una intelligenza “ragionante” che connette l’analisi delle vostre emozioni con dei suggerimenti di vita quotidiana e comportamenti complessi: ad esempio se dovete tenere un discorso per la riunione della vostra azienda vi suggerisce di indossare un particolare vestito, arrivare rilassati all’evento facendovi una sauna, bevendo una particolare tisana e aiutandovi nel ripetere a voce alta il vostro discorso mentre fa scorrere le slide della vostra presentazione sul vostro TV o sul grande schermo della vostra auto a guida autonoma.

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

Il quarto stadio, quello dell’ESPLORAZIONE prevede che l’AI non solo sia in grado di dare suggerimenti ma che sia in grado di fare esperimenti in perfetta autonomia con i dati che gli mettete a disposizione con sensori anche installati a bordo del vostro corpo (uno smartwatch, un braccialetto fitness, colloqui precedenti con l’AI, l’analisi del vostro comportamento.

Difficile per un pubblico occidentale comprendere come possa venire in mente ad una azienda coreana di mostrare questo futuro così poco rassicurante in cui un assistente virtuale diventa di fatto il nostro consigliere spirituale o il nostro più stretto confidente ma chiunque abbia visto “Her” o “Lei” puo essersene fatta un’idea e non dobbiamo dimenticarci che la cultura orientale, in primis quella del Giappone e della Corea sono fortemente impregnate della fiducia nell’uso dei robot come soluzione tecnologica ai problemi della solitudine, delle cure parentali e nei confronti dei più anziani.

E questo ci porta alla terza parola chiave: Fiducia.

Fiducia

Partecipando a diverse presentazioni e conferenze al CES 2020 la parola più ricorrente era Trust: come strumento di marketing, come benchmark per le aziende, come principio ispiratore per prodotti nel campo della salute smart e della smart home.

Trust può essere tradotta direttamente con Fiducia, ma anche con Fede, Credibilità, Affidabilità che, se ci pensate msono le caratteristiche per cui ci mettiamo in casa un assistente virtuale, un microfono a cui rivolgiamo le nostre domande, dei prodotti tecnologici che finiscono nelle scatole o nei quadri del nostro impianto delle telecamere che riprendo la nostra vita in casa e fuori.

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

E sono queste le grandi sfide che la smart home e chi vuole vendere prodotti correlati devono vincere: come faccio a conquistare la fiducia di un utente sempre più smaliziato? Potrò vendere i miei prodotti solo con il desiderio di stupire con una nuova funzione dimenticandomi dell’affidabilità? Che fiducia può avere il mio nuovo utente di piccola startup se non sono in grado di gestire la scalabilità dei servizi che deriverà da un possibile successo? Come faccio a garantire e gestire con efficacia la privacy dei dati del mio cliente e sopratutto fare in modo che comprenda la mia serietà?

Il futuro della Smart Home: riflessioni su domotica e AI dopo CES 2020

La fiducia in qualche modo può derivare dal consolidamento che vi abbiamo raccontato qui sopra: aziende con una lunga storia che integrano startup per creare linee di prodotti affidabili anche con tecnologie recenti e offrono risorse per la scalabilità di un progetto non del tutto completo per offrire soluzioni a tutto campo. Vedremo questa tendenza crescere nei prossimi anni per offrire una ampiezza di opzioni anche all’interno di uno stesso marchio.

La fiducia può derivare in ogni caso dalla conoscenza: dei rischi, dell’esatto percorso che fanno i nostri dati e di come vengono utilizzati; non deve essere fede cieca in cambio di un servizio che ci fa comunque comodo; dobbiamo avere in cambio affidabilità, linearità di comportamento del nostro fornitore e assoluta chiarezza nella gestione di quello che la nostra vita racconta. Anche per la nostra smart home.

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