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iPhone, rivoluzione o rivoluzionicchia?

L’iPhone è arrivato… finalmente! Molti (fra cui il sottoscritto) aspettavano con ansia il rivoluzionario cellulare di Apple. La presentazione dell’iPhone ha pure messo in ombra l’ottima Apple TV, la cui unica colpa è stata quella di essere presentata in contemporanea con un oggetto attorno al quale si era creata un’aspettativa senza pari.

Tutti contenti e soddisfatti?
Pare di sì: il prodotto è davvero rivoluzionario e promette di dare una svolta al mercato della telefonia come iPod ha dato una svolta a quello della musica portatile.

Nonostante ciò da parte nostra vogliamo sforzarci e andare controcorrente. Non che chi scrive non sia entusiasta del prodotto, anzi! Però è forse opportuno anche necessario fermarsi un attimo, interrompere l’emozione e pensare. Non solamente alla rivoluzione, ma anche a ciò che già  c’è o, più precisamente, ci dovrebbe essere. Perché se l’iPhone rappresenta il non plus ultra in quanto a novità  tecnologica, pare che pecchi dal punto di vista di quelle che dovrebbero essere le basi ormai assodato nel mercato della telefonia.

In mezzo a tanto ben di Dio di prossima generazione, alcune possono fare storcere il naso. Ad esempio la scelta momentanea di non supportare UMTS o HSDPA, le nuove tecnologia che negli ultimi anni si stanno affermando nel mercato dei gestori telefonici. Forse queste due tecnologie non ancora hanno avuto il successo che tutti si aspettavano, ma non sembra del tutto una buona scelta quella di restare una o due generazioni indietro rispetto alla concorrenza.

E che dire del fatto che, come abbiamo annunciato nel nostro “hands-on”, il telefono potrebbe essere supportato da solo un operatore telefonico se non che di sicuro potrebbe minare le probabilità  di penetrazione e diffusione del dispositivo. Nel caso italiano poi, la scelta del gestore sembrerebbe obbligata, visto che gli unici operatori ad avere rete EDGE sono TIM e WIND. La scelta di TIM, di sicuro società  che fra le due detiene maggiore copertura e quota di mercato, viene da sé.

Forse sarebbe necessario studiare una configurazione alternativa dell’iPhone, specificatamente per il mercato europeo e questo richiederebbe una maggior flessibilità  del dispositivo, oltre a scelte in materia di marketing policy decisamente differenti.

Altra nota non del tutto convincente riguarda l’impossibilità  di sincronizzare il telefono tramite bluetooth o wi-fi: perché mai? Perché possiamo collegare un Nokia 6630 al Mac via bluetooth senza problemi, mentre non potremo farlo, non si dice con un prodotto Microsoft, ma uno di Apple.

L’impossibilità  di installare programmi sul dispositivo, blindando in un certo senso il parco software potrebbe anch’esso rappresentare una lacuna, anche se questa mancanza potrebbe essere colmata da una nuova sezione di iTunes Store. Bisogna ammettere che, comunque, il tutto appare in linea con le altre scelte di Apple: iPod, Apple TV e iPhone, tutto ruota attorno ad iTunes. Un accentramento sullo store online anche per iPhone, quindi, sperando che la “blindatura” non deluda chi vorrebbe un dispositivo più personalizzabile e versatile.

E la batteria? quanto durerà  la batteria in stand by per un dispositivo di quel tipo? Per ora sappiamo solo che dura 16 ore in ascolto di musica. Non sembra, sempre come si legge nel nostro articolo sarà  nemmeno possibile sostituire la batteria, cosa di una certa rilevanza per un dispositivo telefonico. Sarebbe poi opportno auspicare che inclusa nella confezione si trovi un caricabatterie per rete elettrica e non solo un cavo USB come è per l’iPod.

Insomma, la rivoluzione c’è e sicuramente l’iPhone è una finestra sul futuro, sulla storia che sarà . Però non ci si può anche contemporaneamente non augurare che Apple abbia imparato dagli errori del passato (un solo nome, Newton) e che alcune delle ombre che si stagliano su iPhone siano frutto dell’anticipazione sul lancio e che possano essere colmate proprio grazie al tempo che ancora manca alla presentazione vera e propria. In fondo mancano 6 mesi alla commercializzazione in USA e un anno a quella in Europa e tutto può ancora cambiare.

Siamo liberi di fare tutte le considerazione che vogliamo; per le conclusioni, fortunatamente, abbiamo ancora molto tempo.

Intanto, benvenuto iPhone.

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