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Oltre la nano SIM: le SIM virtuali renderanno inutili le schedine telefoniche?

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Negli iPhone e iPad attuali Apple sfrutta la nano sim, evoluzione della SIM card che ha permesso di ridurre le dimensioni dei componenti della scheda per i servizi di telefonia (voce e dati). Da tempo esistono standard per la gestione di SIM virtuali che delegano al telefono, al tablet o a un computer funzionalità di cui normalmente si occupano chip e SIM dedicate. Meccanismi per la gestione di SIM virtuali consentono di eliminare chip e accessori da dedicare alla gestione delle carte, permettendo di gestire funzioni di telefonia in dispositivi sempre più piccoli e sottili.


Tra i vantaggi delle eSIM, (embedded SIM) la possibilità di trasformare e semplificare l’uso della connettività, grazie all’offerta di una maggior copertura e all’ubiquità offerta dai servizi cellulari. Riportiamo come esempio un vantaggio su tutti: la possibilità di andare all’estero e di attivare al volo una tariffa in base alle proprie esigenze, direttamente dal proprio dispositivo, senza dover dipendere dall’operatore di riferimento del paese da cui si proviene, ma anche senza dover recarsi nel negozio di un operatore locale per acquistare una SIM.

Al MWC di Barcellona Infineon ha mostrato chip la gestione delle eSIM, processori minuscoli (1,5 x 1,1 x0,37 mm) progettati con tecnologie a 14nm pensati per l’integrazione in dispositivi di minuscole dimensioni (alcuni dei quali ancora devono ancora arrivare sul mercato), utilizzabili anche nell’ambito delle applicazioni M2M (machine to machine).

sim cards
Tra i vantaggi delle SIM virtuali, la possibilità per l’utente di cambiare operatore senza cambiare fisicamente una scheda. Specifici standard sono supportati dalla VSCA (Virtual SIM Card Alliance), alleanza che offre un servizio cloud per la gestione della SIM card virtuale basato su specifiche tecniche (Remote SIM Provisioning) approvate dal GSMA. Esistono poi fornitori che offrono servizi e soluzioni di gestione delle sottoscrizioni a schede SIM virtuali, aziende che hanno ottenuto la certificazione per i server Consumer remote SIM provisioning (RSP), fornitura remota di SIM per consumatori, noto anche come SM-DP+ (Subscription Management Data Preparation).

Lo standard è utilizzabile sia dai gestori (cha hanno profili di SIM card virtuali), sia dagli “aggregatori”, compresi produttori di apparecchiature originali. Nel campo delle apparecchiature e dei dispositivi connessi iOT le sim virtuali potrebbero essere impiegate più velocemente e con successo: invece per quanto riguarda smartphone e tablet l’introduzione delle sim virtuali sembra più allettante per i costruttori, sempre impegnati a ridurre le dimensioni dell’hardware, ma meno per gli operatori di telefonia, preoccupati di perdere completamente il contatto con i clienti e di veder ridotta l’importanza delle proprie catene di negozi.

 

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