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Zuckerberg, «Il Vision Pro l’avevamo inventato noi, ma non ci piaceva»

Al Vision Pro ci aveva già pensato Meta ma poi ha deciso di fare un’altra cosa. Non dice proprio così Mark Zuckerberg – CEO del gruppo che, oltre che gestire Facebook si occupa anche di Realtà Virtuale e produce Quest, un visore concorrente di quello di Apple – ma alla fine la sua opinione sul dispositivo annunciato alla WWDC è questa.

L’occasione per discutere di Vision Pro è stato un incontro con i dipendenti. È stato in questo contesto che, inevitabilmente, il discorso di Zuckerberg è caduto sugli eventi dei giorni scorsi e ha detto la sua opinione sul dispositivo per realtà virtuale della Mela. «Ero curioso di vedere che cosa Apple aveva messo insieme e alla fine devo dire che non c’è nulla di particolarmente innovativo che noi non abbiamo già messo in conto ed esplorato.

Se quel che ha fatto Apple, pare di capire, l’avrebbe potuto fare anche Meta perché non l’ha fatto? Perché «Apple – spiega Zuckerberg citato da The Verge – voleva un dispositivo ad alta risoluzione e ci ha messo dentro la tecnologia per supportarla. Il risultato è che costa sette volte Quest e per funzionare ha bisogno di una batteria separata. Hanno accettato dei compromessi che hanno un senso per l’obbiettivo che si ponevano. Noi innoviamo con prodotti che siano accessibili al maggior numero di persone possibili, abbiamo venduto milioni di Quest».

Insomma, Apple punta all’élite, Meta a creare tecnologie che siano accessibili al maggior numero di persone; in più ha una differente filosofia di fondo: la visione sulla funzione di Quest è diversa da quella di Vision Pro: «Noi abbiamo una prospettiva sociale, pensiamo a dare alle persone la possibilità di interagire in maniera nuova, ad essere attive e fare delle cose, la demo di Apple ha messo una persona seduta su un divano da sola. Potrebbe certamente essere il futuro del computer ma non è quello che vorrei che fosse»

Apple e Meta vanno in diverse direzioni nello scenario dell’universo virtuale, una divergenza che rende ottimistico ed entusiasta Zuckerberg perché rafforza la sua convinzione che «quello che sta facendo Meta è quel che conta e avrà successo»

Concetti non troppo differenti da quelli esposti ad ottobre dello scorso anno quando Zuckerberg aveva punzecchiato Apple sul versante metaverso, spiegando che la strategia di Cupertino avrebbe portato alla creazione di un suo “ecosistema chiuso” con danni sia per le aziende, sia per i consumatori che sceglieranno di accedere alla realtà virtuale tramite il visore della Mela, sottolineando l’importanza di uno scenario inclusivo verso tutte le altre aziende che vogliono collaborare.

Il CEO di Meta aveva anche parlato della necessità di una strategia basata su standard aperti ma questa esiste solo teoricamente: non c’è ufficialmente nessun impegno effettivo o apertura reale o parziale per le esperienze VR di Meta su dispositivi di terze parti e non c’è garanzia che questo possa accadere in futuro.

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