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Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Con il Nokia 3310 versione 2017 è resuscitato il mercato dei cellulari senza Internet o quasi (meglio noti come “feature phone” e “dumb phone”) e a dargli del filo da torcere ora c’è un nuovo concorrente: Mudita Pure.

Questo cellulare infatti ne imita le ristrettezze partendo proprio dal fatto che non è possibile navigare in Internet perché non c’è neppure il browser. L’idea di produzione nasce infatti dal fatto che secondo recenti statistiche l’86% della popolazione mondiale giocherella con lo smartphone quando si trova in compagnia e in media toccano, cliccano e strisciano il dito sullo schermo del telefono oltre 2.600 volte al giorno.

Per disintossicarsi da tutta questa tecnologia e godersi a pieno i giorni di vita che abbiamo a disposizione è l’obiettivo che questa categoria di dispositivi si pone ma Mudita Pure lo fa meglio degli altri anche sotto altri punti di vista.

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Uno è quello dello schermo, un pannello E-Ink monocromatico da 2.84” con risoluzione 600 x 480 pixel a 270 ppi resistente ai graffi e che per via di questa tecnologia risulta perfettamente leggibile anche all’aperto (è uno dei pochi limiti del Nokia 3310 2017 di cui accennavamo in apertura). Inoltre non emette luce blu che disturba il sonno e affatica la vista, il che non guasta.

Ma chi decide di investire i propri risparmi in Mudita Pure ci guadagna anche in copertura telefonica, visto che incorpora antenne che supportano le reti GSM di tutto il mondo ma anche le bande 2G, 3G e 4G LTE. Antenne che tra l’altro sono di tipo ultralow SAR, acronimo che sta per Specific Absorption Rate, cioè riducono l’emissione delle radiofrequenze che vengono assorbite dal corpo durante l’utilizzo (e la salute ringrazia).

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Vi starete chiedendo: a che serve tutta questa capacità se tanto non si può navigare in rete? La scelta è in realtà più che giustificata da un’altra delle funzioni più interessanti di Mudita Pure e che fa invidia a molti dei suoi cellulari concorrenti. La presa USB-C normalmente impiegata per ricaricare la batteria può essere usata anche per collegarlo al computer via cavo e sfruttare il modem integrato trasformandolo in un modem per navigare dal portatile – il motto dell’azienda, che condividiamo a pieno, è «Internet sulla scrivania, non in tasca» – per la gioia di tutti noi giornalisti che ormai scriviamo un po’ ovunque.

E visto che abbiamo parlato di batteria, uno dei punti forte di questa categoria di cellulari è garantito anche in questo modello: dentro ve ne è una da 1.900 mAh (sostituibile) che si ricarica in tre ore e promette fino a 5 giorni di autonomia se usato normalmente oppure oltre 14 in standby.

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Ci si potrebbe fermare qui perché tutto questo basterebbe già per farci correre a comprarne uno, ma Mudita Pure è ancora molto altro. Innanzitutto ha un vassoio di facile estrazione laterale all’interno del quale possono essere alloggiate due schede nanoSIM e dall’altro lato è presente un interruttore con tre-funzioni-in-uno per impostare la modalità aereo, la modalità “Non Disturbare” oppure riattivare tutte le connessioni in un click.

Un’altra caratteristica a nostro avviso davvero interessante e che pochi altri propongono è la Whitelist, per selezionare cioè un numero ristretto di contatti che ci possono contattare in qualsiasi momento tenendo alla larga tutti gli altri (perfetta per lasciare acceso il telefono anche di notte in caso di emergenza).

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Questo cellulare è inoltre certificato IP54, quindi è altamente resistente alla polvere e agli spruzzi d’acqua, il che significa che lo potete usare senza troppe ansie anche sotto la pioggia. C’è il Bluetooth 4.2 LE, la presa cuffie da 3.5 millimetri e il comparto audio – composto da speaker sul fondo, capsula auricolare e microfono – è realizzato in collaborazione con Harman Kardon, che è praticamente una garanzia.

Tutta questa tecnologia è racchiusa in un cellulare che risulta bello da vedere (ma sono gusti), con un design davvero minimalista, curve morbide e delicate e due opzioni di colore, bianco oppure nero con schermo invertito per le schermate principali. Il sistema operativo (disponibile in lingua inglese, spagnolo, francese, tedesco e polacco) è chiaramente proprietario e progettato su misura per funzionare rapidamente con uno schermo di tipo E-Ink ed è bilanciato ottimamente visto che sulla carta il cellulare promette di accendersi ed essere subito operativo in appena cinque secondi.

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Dal punto di vista hardware non stupisce ma ci sta, perché come detto non è uno smartphone ma un cellulare vecchio stampo dotato però delle ultime tecnologie dal punto di vista delle funzionalità. Se volete saperlo, dentro ci sono un processore Arm Cortex-M7 a 600 Mhz, 16 MB di SDRAM e 16 GB di capacità utilizzabili anche e soprattutto per archiviarci la musica.

Perché nei suoi 14,4 x 5,9 centimetri in quasi 1,5 centimetri di spessore e per un totale di 140 grammi, con Mudita Pure non solo telefoniamo, messaggiamo, registriamo note audio, salviamo i contatti in rubrica, accendiamo la torcia, appuntiamo note ed eventi in calendario, impostiamo sveglie ed eseguiamo rapidi conti con la calcolatrice, ma possiamo anche ascoltare la musica con il player musicale che supporta sia i file in MP3 sia in alta qualità in formato FLAC.

Mudita Pure, il cellulare con schermo E-Ink e modalità hotspot

Ah, e per facilitare la disconnessione c’è anche un’app di meditazione le cui sessioni disponibili si possono personalizzare sia nella durata che nelle musiche di sottofondo.

Ci siamo, dovremmo avervi detto tutto. Mancano solo prezzo e link di acquisto. Per il momento Mudita Pure non è in vendita perché l’azienda sta raccogliendo i fondi su Kickstarter per finanziare il progetto e trasformarlo in un prodotto reale.

La buona notizia è che nel momento in cui scriviamo, dei 100.000 dollari necessari per avviare la produzione di massa ne sono già stati raccolti più del doppio (siamo a 223mila e spicci) e chi volesse può ancora contribuire alla raccolta per assicurarsene uno ad un prezzo vantaggioso, con sconti che si aggirano intorno al 30%. Il prezzo di vendita finale sarà di 369 dollari, più o meno 340 euro con il cambio attuale, e le prime spedizioni partiranno ad aprile 2020.

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