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Apple: multa in Brasile per l’iPhone venduto senza alimentatore

Ad Apple è stata comminata una multa nello stato di brasiliano di San Paolo per non avere incluso di serie l’alimentatore nella scatola degli iPhone 12 e modelli precedenti, ma anche perché avrebbe “fuorviato gli utenti” e non avrbebe rispettato contratti di riparazione dei dispositivi in garanzia.

A riferirlo è il sito iMore che a sua volta cita la Fundação de Proteção e Defesa do Consumidor (Fundação Procon o Procon-SP), agenzia per la tutela e difesa dei consumatori che ha applicato un’ammenda pari a R$ 10,546,442.48 (oltre un milione e mezzo di euro) per avere venduto gli iPhone senza alimentatore di serie. La stessa agenzia accusa Apple di pubblicità ingannevole perché avrebbe venduto dispositivi “con vizi di fabbrica” e applicato “condizioni inique” nel contratto con i consumatori e non avere riparato dispositivi che avrebbe dovuto riparare in garanzia.

Fernando Capez, direttore generale della Procon-SP, avrebbe dichiarato che Apple “deve comprendere che in Brasile esistono solide leggi a tutela dei consumatori e le istituzioni. Deve rispettare tali leggi e le istituzioni”.

Ad ottobre ad Apple sarebbe stato chiesto di motivare la decisione di eliminare l’alimentatore dalla confezione degli iPhone ma la risposta con i riferimenti “all’impegno dell’azienda con l’ambiente”, a quanto pare non è stata ritenuta soddisfacente. Lo stesso organismo ha puntato gli occhi anche su Samsung per la decisione simile riguardo i Galaxy S2 ma l’azienda sudcoreana si è offerta di offrire gratuitamente un alimentatore agli utenti, scelta che è stata ritenuta soddisfacente dalle autorità.

L’ammenda inflitta da Procon-SP riguarda, come accennato, anche altri aspetti, incluse le affermazioni di Apple riguardo l’impermeabilità di iPhone. Ad utenti che hanno avuto problemi dopo che i loro dispositivi sono stati a contatto con l’acqua, l’azienda si è rifiuta di fornire assistenza gratuita, affermando che non avevano diritto alla riparazione. Altri inconvenienti si sarebbero verificati in seguito ad alcuni aggiornamenti, indicando come “clausole inique”, alcuni termini nei contratti con gli utenti. «In uno dei di questi, l’azienda declina l’assunzione di responsabilità di ordine giuridico, garanzie implicite, [..] informando che “il software distribuito da Apple… non è coperto da garanzia” e che “Apple non garantisce che il prodotto possa funzionare ininterrottamente senza errori», scrive Procon-SP.

Apple può fare ricorso in appello, e la vicenda potrebbe finire in tribunale se non si riuscirà a trovare una soluzione.

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