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Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook Pro

Esistono diversi Hub-dock “a barra” sul mercato: di solito sono lunghi cilindri con le porte che vi servono per espandere la capacità di collegamento del vostro MacBook Pro ma nessuno è in grado di fare “corpo unico” con il portatile per non dimenticarlo in giro e per non farlo rotolare o penzolare su un fianco.

Nell’ultimo giorno della nostra visita al CES 2020 abbiamo incontrato il progettista di questo interessante hub di tipo 10 su 2 (10 porte aggiuntive che ne sfruttano 2 esistenti) che in  queste ore è al termine della fase di lancio su Kickstarter e ci ha proposto di provarlo nel nostro viaggio di ritorno in Italia e nei giorni seguenti. 

Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook Pro

Come funziona? 

Dal punto di vista della disposizione e varietà delle prese si tratta di un dispositivo abbastanza standard, quello che invece è particolare è il sistema di aggancio al fondo del portatile che permette di farlo diventare solidale utilizzando due prese Thunderbolt 3 / USB-C su un fianco e il foro della cuffia dall’altro a mo’ di pinza. 

Nel prototipo che stiamo provando la parte sinistra (vista dal lato della trackpad) è rigida e va infilata facendolo scivolare verso destra mentre la parte destra è estraibile e reinseribile grazie ad un sistema a molla che funziona “a pinza”. Nella versione definitiva il lato sinistro si potrà leggermente inclinare per facilitare l’inserimento. Il materiale è alluminio anodizzato lavorato in CNC con ottima precisione e in due colori per adattarsi ai modelli di MacBook Pro argento e grigio siderale.

Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook ProC’e’ da dire che il modello definitivo che abbiamo visto in versione di preproduzione ha il sistema di aggancio realizzato con lo stesso identico colore e finitura dello chassis.

Una volta “incastrato” l’invisible hub funziona anche come rialzo per la parte posteriore e, come vedete dalle foto l’allineamanto con il nostro MacBook da 15” è praticamente perfetto. 

L’inserimento si prende due ThunderBolt  e la presa cuffia ma queste porte vengono replicate sul retro almeno in modalità USB-C 3.1 gen 2 e ne rimangono sempre due per l’alimentazione diretta o per collegare due periferiche thunderbolt.

L’alimentazione può passare dal retro visto il supporto al Power Delivery fino a 100 Watt.

Qui sotto le immagini del box e i dettagli del prodotto/prototipo che abbiamo provato in questi giorni.

Altro importante aspetto è il raffreddamento della parte inferiore del portatile e dell’uscita dell’aria sotto il monitor: la fenditura relativa rimane sempre libera e nella settimana d’uso non abbiamo rilevato grossi problemi di smaltimento del calore che secondo DG Rule viene aiutato dai 3 pad posizionati sotto l’hub; inoltre la maggiore inclinazione dell’insieme aiuta a mantenere più areata la parte inferiore del portatile.

Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook Pro

Il dettaglio delle porte e la compatibilità

“Rubando” le due porte sul fianco e quella audio il sistema aggiunge Thunderbolt 3, HDMI display, USB-C, Mini DP, 3 x USB 3.1 Gen 1, micro SD, SD, e cuffie/microfono. La carica avviene fino a 100 W attraverso l’Hub e rimangono due porte thunderbolt libere. La compatibilità e garantita con i modelli da 13″, 15″ e pure il nuovo 16″ degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 con tre differenti dimensioni di Hub e due diversi colori: grigio siderale e argento.

Ingressi e ingombro
– 2 x Thunderbolt 3 USB-C
– 1 x porta minijack

Uscite 
  1 X HDMI/1 X MiniDP: risoluzione [email protected] max, Support MST and SST, Supporta 4K/2K  per uso simultaneo
– 1 X Thunderbolt 3: fino a 6K ( max ) o2 X [email protected] Video fino a 40 Gb/s,  carica max Max 100W Power Delivery con pass through
– 1 X USB-C: supporta carica PD 3.0, Max 100W e supporta USB-C 3.1 Gen1 5Gbps, dall’uscita Docking il massimo è 5V/1.5A
– 3 X USB3.1 Gen 1: con transfer rate di 5Gbps. Permette l’uso con 3 USB flash disk o con 1 hard disk + 2 USB flash disk.
– 1 X SD/ 1 X Micro SD: supporta SD/SDHC/SDXC, SD3.0 UHS-1 con velocità fino a 104Mb/s, le porte
– 1 X Audio: uscita stereo e ingreso Mic con presa minijack 3.5.

Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook Pro

E’ comodo?

Una volta agganciato vi scorderete che si tratta di un corpo “estraneo”: durante la settimana di test lo abbiamo trasportato in aereo, in una valigia da pilota, in uno zaino e utilizzato su scrivanie e divani senza notare il minimo accenno di movimento nella sua sede: in questo è aiutato dalla forma che si sposa perfettamente con le curve del nostro MacBookPro.
In aereo e in treno è sicuramente vantaggioso avere delle porte sul retro visto il pochissimo spazio laterale quando si viaggia in economy: sia l’alimentazione che le chiavette e i collegamenti vengono sfruttati in profondità e può essere pure utile avere il piano di appoggio rialzato. Sulla scrivania potrebbero esserci meno problemi ad usare le porte laterali ma qui ce ne sono ben 10 con la comodità di avere un lettore di card SD e micro SD che possono lavorare insieme e senza pericolosi dongle che pendono ai lati.

Inserimento e rimozione sono comodi pure nel caso vogliamo lasciarlo sulla nostra scrivania in spazi ristretti come dock da collegare permanentemente a periferiche fisse ma sicuramente la sua vocazione è l’uso in mobilità.

Recensione DG Rule invisible Hub: scompare sotto il MacBook Pro

E’ veloce e conveniente?

I dati di targa li avete visti sopra e possiamo dire che vengono rispettati a fondo visto che la porta sul retro è ancora Thunderbolt 3.

Abbiamo provato dischi esterni, chiavette e schede di ogni tipo e la comodità di avere tante porte disponibili che lavorano pure insieme senza problemi per il trasferimento dati è notevole. Visto l’ingombro ridotto abbiamo pure installato una micro-sd da 256 GB con tutta la nostra libreria musicale e le foto più vecchie per mettere più spazio a disposizione dell’SSD a bordo del MacBook Pro per l’editing video.

L’unica controindicazione che troviamo è quella dell’utilizzazione sulle ginocchia con lunghe chiavette USB posizionate sul retro: il loro ingombro potrebbe risultare pericoloso per la chiavetta stessa che soprattutto se di costruzione leggera potrebbe facilmente piegarsi o rompersi. Se viene utilizzato su un piano rigido o una chiavetta compatta non ci sono controindicazioni di sorta.

La presa che veramente ci manca, soprattutto pensando ad un uso come dock da scrivania, è la presa Ethernet che fa comodo per installazioni fisse o in alberghi in cui il Wi-Fi è sovraffollato. Per chi ne fa uso in mobilità “totale” l’ethernet può essere meno determinante nella scelta. Troviamo invece molto comoda l’uscita miniDisplay port per il monitor visto che abbiamo potuto sfruttare un vecchio iMac 27″ del 2009 con ingresso video e dei vecchi adattatori video per collegare un monitor VGA.

DG Rule è in consegna a Marzo 2020: abbiamo visto al CES 2020 il prodotto nella sua versione finale con il fianco inclinabile e pure nella colorazione più scura, abbinato perfettamente anche al MacBook da 16”. Non abbiamo grossi dubbi sulla messa in produzione. A poche ore dalla fine del lancio su kickstarter sono stati raccolti oltre 289.000 € su un obbiettivo di 4483 € e l’Hub è in vendita a 89 € ancora per pochi pezzi mentre il prezzo finale sarà di circa 135 €.

Conclusioni

Visti i prezzi pensiamo che sia in questa fase che al prezzo finale si tratti di uno strumento utilissimo per chi viaggia spesso in aereo e in treno con piccoli ripiani a disposizione e poco spazio laterale, per chi fa fotografia e necessità di un Hub integrato che non sporge direttamente sui fianchi o con i cavi, per chi vuole un dock sempre pronto e poco imgombrante sotto il monitor (le porte sono tutte sul retro) magari frapponendo un adesivo per proteggere la parte inferiore del portatile. 

L’offerta su kickstarter finisce il 17 Gennaio. Verificate se al momento della lettura ci sono ancora delle condizioni vantaggiose per l’acquisto.

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