Recensione LaCie DJI Copilot l’Indiana Jones degli hard disk portatili per fotografi, videomaker e…

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi

Anche se non siete il famoso archeologo, il nuovo LaCie DJI Copilot vi farà felici in viaggio

LaCie DJI Copilot è un disco meccanico addobbato dal marchio francese come complemento ideale a chi viaggia molto, e produce materiale digitale non potendo o non volendo usare un classico Mac o PC per l’archiviazione: LaCie DJI Copilot infatti è in grado, autonomamente, di eseguire un backup del contenuto della memoria dello smartphone (iPhone, iPad o Android), di copiare il contenuto di schede SD e altri device via USB-A (come videocamere o fotocamere) nel mentre che le ricarica (grazie alla batteria interna) usando un solo pulsante e un display monocromatico.

Pur senza il cappello di Harrison Ford nella famosa saga cinematografica, ci siamo messi di buona lena e l’abbiamo provato per voi.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi

LaCie DJI Copilot, la recensione

La guerra dei droni

A prima vista, LaCie DJI Copilot ricorda un po’ i dischi della serie Rugged sempre di LaCie: in effetti il design è sempre di Neil Poulton anche se il colore grigio è ben diverso e lo distingue ampiemente.
In effetti la forma non è a caso: la comma che ricopre il disco permette di assorbire urti, fattore molto importante quando usate il disco in mobilità e in condizioni non sempre ottimali.

La prima cosa che colpisce di questo disco è sicuramente il nome, dove campeggia la sigla DJI che richiama il famoso marchio di droni.

Il disco infatti è pensato per gli smartphone, ma anche come complemento ideale per chi appunto è solito usare i droni per le riprese e necessita di una unità non troppo pesante, non troppo delicata e non troppo grande da portarsi appresso per il backup del materiale, in modo che sia sempre in due parti.

Ovviamente LaCie ha colto la palla al balzo in un prodotto che alla fine risulta molto comodo anche a chi non usa i droni, ma esegue riprese tramite smartphone o fotocamera o videocamera con le stesse necessità: un backup fa sempre comodo e qualora la ripresa non sia su una SD è sempre possibile, come vedremo, sfruttare il connettore USB a corredo.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi

Primo contatto, dal bosco all’ufficio

Una volta aperta la scatola, si odorano subito le possibilità: all’interno infatti oltre al disco e ad un alimentatore (il disco funziona grazie ad una batteria interna), trovano posto un cavo microUSB/Lightning e MicroUSB/USB-C che permette di ricaricare lo smartphone nel mentre che eseguiamo la copia di backup dell’intera libreria di foto e video, operazione che è svolta totalmente in automatico una volta acceso il disco.

Allo stesso modo possiamo inserire una scheda SD ed eseguire una copia oppure, se il device di ripresa usa memorie di altro tipo, connetterlo direttamente con un cavo al connettore USB-A per la copia diretta. La velocità si attesta quasi intorno ad un USB 3, per le unità da noi provate.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi
Da spento, il display scompare del tutto

Tutte le operazioni sono pensate per essere svolte in velocità: nel disco è presente un piccolo display monocromatico che illustra i feedback principali (come l’avvenuta copia) e l’interazione avviene tramite clic singoli o ripetuti nell’unico pulsante presente nel lato opposto ai connettori.

Collegando uno smartphone via cavo, possiamo anche eseguire operazioni più complesse,
come visualizzare i documenti scaricati all’interno del disco, copiarli nella memoria del telefono o condividerli con altre App, aggiornare il firmware del disco e eseguire piccole routine di manutenzione dell’archivio.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi
LaCie DJI Copilot, qui a confronto con il cugino Rugged Thunderbolt 2

Tutte le operazioni avvengono in modo molto semplice e nonostante la presenza di un piccolo manuale di istruzioni (con la controparte in PDF all’interno del disco) sostanzialmente si impara tutto strada facendo e seguendo le istruzioni a video o dell’App.

Una volta a casa o in ufficio (o in tenda o in Hotel, a seconda della tipologia di utente) possiamo collegare il disco via USB-C ad un Mac o PC, e gestirne il contenuto con la massima libertà come fosse un normale disco USB. Tra l’altro segnaliamo che con l’acquisto del disco possiamo riscattare un mese di Adobe Creative Cloud, del valore di una sessantina di Euro.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi
Qui si notano bene i connettori: Micro USB (con adattatori USB-C e Lightning) per smartphone, SD Reader, USB-C per Mac e PC e USB-A per il collegamento diretto a fotocamere e videocamere, sino al connettore per l’alimentazione

A prova di tempo e intemperie

Come dicevamo in apertura, non abbiamo avuto modo di provare il disco in situazioni estreme, ma ogni device collegato è stato visto in modo corretto, dalla Reflex all’iPhone, dal Mac al PC (la formattazione del disco è in ExFAT, quindi non velocissima ma vista da entrambi i sistemi).
L’App è in grado di visualizzare il contenuto del disco e di mostrare l’anteprima di moltissimi documenti: è possibile gestire l’anteprima anche di file Raw (abbiamo provato Canon,  Nikon e DNG) e visualizzare filmati, fino a FullHD direttamente dal disco senza la necessità di scaricarli in locale).

L’estetica del disco è ottimale in moltissime situazioni: il disco è come dicevamo a prova di caduta ma anche di acqua, schizzi e polvere, la parte dei connettori si può proteggere con una gomma apposita (che si stacca per l’utilizzo) e il display è molto comodo perché si vede bene anche al buio.

La durata della batteria è molto buona, nel nostro caso ha tenuto ben tre settimane di inattività senza ricarica, risultando poi pronta all’uso quando richiamata.

A voler trovare qualche difetto possiamo dire che la forma del disco è molto generosa (più di un Rugged, per fare un esempio), che supporta una sola connessione alla volta e che la gomma protettiva è utile, ma lo sarebbe stata di più con una copia di sicurezza all’interno della confezione (come il disco Rugged).

Per quanto riguarda il prezzo, al momento è previsto solo un modello da 2TB ad un prezzo di più di 400 Euro, ben superiore ai normali dischi USB in commercio, che in gran parte è giustificato dalla presenza dei servizi, anche se non possiamo certo dire che si tratta di un prodotto economico.

LaCie DJI Copilot, in prova l’Indiana Jones dei dischi
Eccolo, nudo e crudo senza il rivestimento in gomma

Considerazioni

LaCie DJI Copilot si propone come il miglior amico per il fotografo d’esterno, per chi usa i droni per le riprese (ma anche per chi le fa senza, come ad esempio chi fa riprese aeree), per il fotografo avventuriero che non può portarsi dietro il costoso Mac ma che sa valutare l’importanza di un backup al volo.

L’uso del disco è molto comodo, si fa tutto anche con una sola mano e i cavi possno anche essere lasciati connessi senza problemi. Sostanzialmente possiamo dire che LaCie DJI Copilot è una specie di cloud per chi non può o non ha un cloud a portata di mano sul lavoro (e per chi usa file Raw o riprese in 4K è decisamente troppo presto per parlare di cloud) e necessita di un device che faccia il proprio lavoro senza fare troppe domande.

LaCie DJI Copilot è un marchio distribuito in Italia da Attiva: i lettori possono trovarlo in tutti gli Apple Premium Reseller della penisola, come nei migliori negozi di elettrodomestici e informatica.

Pro
• Molto versatile, per chi viaggia senza Mac/PC
• Batteria per smartphone integrata
• Adatto a chi usa i droni (ma non solo)
• Include un mese di abbonamento ad Adobe CC

Contro
• Dimensioni molto generose
• Supporta solo una connessione per volta

Prezzo: 409,99 Euro (prezzo suggerito per la versione da 2TB)