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Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C

PHILIPS ha presentato da pochissimo il suo monitor B-Line 243B9 che nasce da MMD, azienda licenziataria del marchio: un display Full HD contraddistinto da un prezzo aggressivo, ma completo di connettività USB-C che funziona anche da Hub e ricarica per portatili ed è costruito con materiali riciclabili. Macitynet lo ha provato e ha sperimentato le sue capacità in ambito Office e la comodità di avere in uno spazio ridotto l’accesso a periferiche e alimentazione.

PHILIPS B-Line 243B9, la recensione

Taglio business

Il display PHILIPS B-Line 243B9 arriva nella scatola scomposto in tre parti, il display, il troncone principale e la base, che si montano senza cacciaviti in soli cinque minuti.

Una volta messo sulla scrivania ci si accorge subito della elevata versatilità di movimento offerta: lo schermo ruota infatti liberamente di 90° in senso orario posizionandosi anche in verticale, oltre a potersi inclinare frontalmente rispetto all’utente sino a 30°.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C

Non è possibile ruotare la base, mentre è consentito il movimento verticale, grazie al grande troncone posteriore che sorregge il display. Questa libertà è apprezzata, tuttavia manca un blocco sensibile nelle posizioni standard, a cui tornare facilmente una volta spostato.

Il peso del display è ridotto, 5,19 Kg (3,57 Kg senza piedistallo) e trattandosi di un pannello a 24″, la stabilità è buona e le vibrazioni non eccessive.

Il materiale esterno è plastica nera satinata, non particolarmente lussuosa ma tagliata per l’uso da ufficio: il display ovviamente ha un taglio prettamente business, con connettori a scomparsa nella parte posteriore ma un HUB USB 3 pratico nella parte sinistra.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C
Fuori dalla scatola, i tre pezzi da montare, più il cavo HDMI e quello USB-C

Non sottovalutate il Full HD

In un’epoca in cui si parla comunemente di 4K o 5K, e si iniziano a sperimentare i primi pannelli 8K, il Full HD (1920×1080 pixel) è spesso sottovalutato.

Eppure la risoluzione resta comunque buona per un ufficio di tipo business o come display secondario per chi fa grafica.

In questo caso lo spettro di colori copre il 90% di NTSC e 104% di sRGB, quindi si dimostra ideale per tutte le operazioni che ruotano attorno a Office, ad esempio, ma anche per chi sviluppa codice o web, o semplicemente fa lavoro da ufficio e affianca questo portatile ad un Mac mini o ad un MacBook.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C
Qui vicino al nostro Mac mini, sul quale è stata fatta la prova, a sua volta con un HUB Satechi appena sotto

Ed è proprio con un Mac mini 2018 che l’abbiamo usato, dapprima via HDMI e poi via USB-C, con quest’ultima che offre anche più opzioni di risoluzione.

D’altra parte il pannello è un LCD con Tecnologia IPS (con retroilluminazione Sistema W-LED, con grado di opacità del 25% e tempo di risposta di 4 ms), quindi abbastanza buono per l’ufficio ma con qualche propensione in più.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C
I pulsanti per il menu OSD

USB-C tutta nuova (e molto pratica)

Il PHILIPS B-Line 243B9 propone diverse modalità di connessione: oltre all’HDMI, trova posto un connettore Display Port e una inattesa VGA, porta che è oramai nel dimenticatoio in ottica client ma che qui allarga il range di compatibilità anche con dispositivi che non siano computer da ufficio veri e propri o macchine meno recenti.

Il display ad esempio può essere comodo anche in una sala server, o verso apparecchi di controllo remoto di qualche tipo, dove la porta VGA purtroppo regna ancora sovrana.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C

Per computer moderni invece la nuova connessione USB-C 3.2 in grado, con un solo cavo, di trasportare il segnale video, di funzionare anche come HUB USB (grazie alle 4 prese USB-A presenti sul display, due laterali e due sotto, a fianco dei connettori video) e anche di ricaricare un computer sino a 65W.

In parole povere, se lo usate con un portatile, collegate il cavo USB-C al portatile e in un attimo avete video, caricabatterie attivo (per tutti i Mac, anche se l’ultimo MacBook Pro da 16, che richiede 95W di potenza, carica molto lentamente e praticamente tutti i PC) e mouse, tastiera e anche uno o due dischi pronti sulla scrivania.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C

Accessori

Come tutti display, anche il PHILIPS B-Line 243B9 propone un menu OSD che si comanda con i pulsanti che compaiono frontalmente, in basso a destra.

Il menu è in lingua italiana (a scelta) e permette la definizione di diversi parametri, tra tutti la temperatura colore, l’alimentazione, la selezione manuale dell’ingresso video (che di default è automatica) e anche l’audio. L’uso tramite i pulsanti è normale, anche se serve un po’ di pratica.

L’audio è, come nella maggior parte dei display di questo tipo, di servizio: si sente senza problemi, è migliore ad esempio di quello del Mac mini ma, in tutta onestà, se per voi l’audio del vostro Mac ha una qualche rilevanza meglio investire in un sistema esterno (noi abbiamo usato le Nommo Pro di Razer).

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C

Considerazioni

A partire dall’aspetto fino ad arrivare alle caratteristiche principali, si capisce che questo PHILIPS B-Line 243B9 nasce per adattarsi ai compiti di ufficio.

La risoluzione Full HD oggi mostra qualche limite nelle Applicazioni di grafica e progettazione, mentre si trova più a suo agio laddove gli applicativi sono più elementari come richiesta di pixel e palette.

Detto questo, la connessione USB-C 3.2 è una piacevolissima novità e, considerata anche la possibilità di ricaricare un portatile, abbastanza insolita per questa categoria di prezzo (sino all’anno scorso i display USB-C non riuscivano a caricare i MacBook Pro se non nella fascia alta di prezzo).

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C
Il pannello Monitor nelle preferenze di sistema, qui con USB-C: via HDMI le opzioni scendono

Il design privilegia la praticità piuttosto dell’estetica, restando però su un progetto sobrio: un modello che ben si sposa per chi vive un ambiente business ma anche per chi magari lo usa saltuariamente come display per il portatile, senza pratese di grandi risoluzioni oppure, perchè no, perché magari lo abbina come secondo display (pensiamo a chi ha un iMac) per lasciarci palette, email, o una foto di confronto (molto utile per chi disegna).

Considerate tutte le caratteristiche, c’è da dire che il prezzo è molto interessante, perché in questa fascia come detto l’USB-C è abbastanza raro, ancor di più con questa potenza erogata.

Recensione PHILIPS B-Line 243B9, il monitor da ufficio con USB-C
Abbiamo fatto anche una prova con un MacBook Pro 16, in questo caso usando un cavo HDMI e un adattatore

Pro:

• Grande elasticità di movimento
• USB-C 3.2 è molto comodo
• Molto attento all’ecologia

Contro:

• Il Full HD può essere un limite per alcune App
• Design un po’ scontato

Prezzo:

220,00 Euro

Il PHILIPS B-Line 243B9 è stato presentato da pochissimo ma si trova già in vendita su Amazon a 220,00 euro.

Design
Facilità d'uso
Prestazioni
Qualità/Prezzo

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