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Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam è molto meglio di una webcam

A chi serve oggi una Webcam? La domanda è lecita visto che in circolazione è difficile trovare un dispositivo moderno capace di supportarne una che non sia già dotato di webcam. Per non parlare dei telefoni usati come Webcam (un esempio è la funzione di iPhone recentemente introdotta).

In realtà c’è tutto un mondo che preferisce usare una Webcam aggiuntiva anche se ci sono soluzioni alternative e meno complesse. Questo avviene per la qualità delle webcam che è quasi sempre superiore a quelle di cui sono capace quelle integrate e spesso offrono una flessibilità enormemente superiore.

È il caso della Razer Kiyo Pro Ultra, un’rede piuttosto lontana della prima Razer Kiyo, con cui oramai condivide approssimativamente il design, ma rappresenta un balzo in avanti enorme non solo per il marchio ma per tutto il settore.

Dotata di un sensore Sony paragonabile a quello di una fotocamera DSLR, è in grado di offrire qualità elevatissima pensata soprattutto per chi fa streaming (Discord e Twitch, ma ovviamente funziona benissimo anche su Teams, Zoom e Meet) e ha bisogno di un controllo preciso su luci, inquadratura e qualità di immagine.

L’abbiamo messa alla prova. Vediamo come è andato il nostro test

Apriamo la confezione

La confezione è in cartone con, all’interno, la webcam (avvolta da un profilo in gomma per facilitare il trasporto, d’altra parte si tratta di un prodotto con parti delicate), un cavo USB-C/USB-A intrecciato da 1,5 metri e un coperchio in gomma utile solo nel trasporto (per la privacy come vedremo c’è altro).

La prima cosa di cui ci si rende conto una volta toccata con mano è che è… grande, molto grande, la più grande webcam che chi scrive ha mai provato, in pratica è come avere un obbiettivo “prime” con ƒ 1.7 per una reflex, cosa che come vedremo è estremamente vicina alla realtà.

Le misure sono per il solo corpo 5,8×7,5×7,4 centimetri ma contrariamente a quanto si pensi e si potrebbe immaginare guardando le foto, la Razer Kiyo Pro Ultra è leggera, solo 336 grammi, poco più delle Razer BlackShark V2 Pro per esempio, con cui può essere abbinata in ottica streaming.

La forma, come accennato, ricalca il design piuttosto originale della prima Razer Kiyo, dalla quale si discosta però per una forma mano minimale e per l’assenza dell’anello luminoso, che qui oramai praticamente non serve.

La fotocamera arriva con una base di appoggio pieghevole, che ha due funzioni: quella di reggere la webcam quando sta sopra il monitor (fisso o del portatile), grazie alla forma a gancio, ma anche quella di poterla posizionare sopra il tavolo, e grazie proprio al meccanismo permette di metterla nella giusta posizione verso l’utente.

Sotto la base c’è la vite per il collegamento ad un treppiede (noi abbiamo usato questo di Manfrotto) ma volendo la base si stacca e la webcam va direttamente sul treppiede, in base alle preferenze dell’utente.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam
È grande, ma non troppo pesante e ci sta benissimo sopra il display di un MacBook Pro, senza per questo piegarlo o appesantirlo

Privacy a portata di mano

La webcam è realizzata in una plastica nera molto dura, con inserti diversi nelle varie parti, e lo stesso anche per la base di appoggio, che però ha una parte in gomma antiscivolo perfetta per una presa salda quando la si monta sul treppiede (evitando così che la camera cada, perchè molte parti paiono piuttosto delicate, specie quelle in vetro).

La parte frontale è caratterizzata da vetro di generose dimensioni con, al centro, l’obbiettivo circondato da una ghiera zigrinata che si muove su due posizioni (con movimento guidato a scatto), permettendo di aprire delle lamelle interne che chiudono fisicamente l’obbiettivo preservando la privacy.

Il movimento delle lamelle è meccanico e azionabile solo con la mano e prevede due scatti, uno chiuso e uno aperto, non è possibile lasciarlo su fasi intermedie. Non c’è nessun modo di guidarlo via software e questo garantisce la massima sicurezza: il movimento

Il connettore USB-C è sul retro in basso: chi non ha computer con USB-A può optare per un classico cavo USB-C/USB-C puro oppure Thunderbolt 3 o 4.

Come funziona la Razer Kiyo Pro Ultra

Anche se ufficialmente la webcam non è compatibile con macOS (nelle specifiche si parla solo di Windows 8 o successivo (per via dei driver Synapse) la webcam è vista e usata correttamente dal Mac come videocamera esterna in tutte le App (e browser) che abbiamo usato per le prove.

L’abbiamo usata correttamente anche quando non collegata direttamente al Mac ma usata grazie ad un HUB Thunderbolt 4 (il Caldigit TS4) senza problemi, tanto quanto su Windows. Questo fattore è particolarmente importante perché di solito chi fa streaming si trova a maneggiare diversi dispositivi esterni e un HUB è quasi sempre necessario.

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La vite inferiore, presente sia sulla webcam che sul piede di appoggio, permette l’uso di un treppiede grande o piccolo: in questo caso abbiamo usato un modello di Manfrotto

La vera differenza operativa viene fatta dai driver Synapse compatibili solo su PC, che offrono una incredibile serie di personalizzazioni e opzioni di gestione della webcam, sulle quali torniamo tra poco.

I driver permettono anche di aggiornare il firmware, operazione da non sottovalutare, e la la varietà delle opzioni di personalizzazione non è inferiore a quella di una fotocamera DSLR, tanto che è necessario perdere un po’ di tempo per famigliarizzare, specie se non si hanno i fondamentali della fotografia.

Nonostante l’impossibilità di sfruttare i driver Synapse, le grandi qualità della fotocamera comunque restano anche su Mac.

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La gestione di tutti i parametri della fotocamera non è uno scherzo e serve un po’ di esperienza prima di poterla dominare. Peccato che i driver siano solo per Windows

Un sensore che fa la differenza

La prima differenza che si nota nel confrontare la vecchia Razer Kiyo e questa nuova Razer Kiyo Pro Ultra è senza dubbio la mancanza di un anello con i LED.

Si tratta certamente di una scelta che deriva da un sensore radicalmente diverso, con una capacità davvero enorme di catturare tutta la luce disponibile possibile e rimetterla in camera, tanto da rendere inutile il sistema di illuminazione.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam
Molte, moltissime delle fuinzioni andrebbero esaminate singolarmente, ma a noi è piaciuta molto la possibilità di eseguire uno zoom, e di poterlo fare nella parte scelta dell’inquadratura

Questo ovviamente senza dimenticare che comunque a listino Razer ci sono accessori ben più capaci di dare luce rispetto al piccolo anello. Ad esempi la luce Razer Key Light Chroma, che in associazione a una webcam come questa si dimostra un compagno straordinario.

Un grande sensore dicevamo: si tratta del Sony Starvis 2 da 1/1.2 pollici, che per specifiche è molto simile a quello sulle fotocamere DSLR.

Non a caso infatti molti, moltissimi degli streamer professionali che negli ultimi anni hanno iniziato non solo a popolare ma anche a “forgiare” setup di luci nello sfondo sino a poco tempo fa impossibili hanno raggiunto risultati ragguardevoli grazie all’utilizzo di fotocamere al posto delle webcam, molto più capaci di catturare e gestire la luce del soggetto e del primo piano, oltre ovviamente a fornire un segnale più pulito e una gestione del punto di bianco nettamente migliore.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam
Rispetto al vecchio modello la nuova Razer Kiyo Pro Ultra ha perso l’anello luminoso, ma con il sensore più potente non serve più: in caso, Razer propone una serie di accessori di tutto rispetto, come la Razer Key Light Chroma

Uno dei problemi delle webcam tradizionali è infatti quello di “leggere” il punto di luce più alto presente nell’inquadratura e, di conseguenza, adattare l’esposizione di tutta l’inquadratura: il risultatoè che di giorno questo “difetto” comune non si vede molto, ma appena l’inquadratura diventa buia la situazione peggiora: il soggetto viene illuminato oscurando lo sfondo, oppure qualunque forma di luce nello sfondo diventa un bianco accecante rendendo il soggetto più scuro.

Razer Kiyo Pro Ultra ovviamente non può eliminare del tutto questo problema, ma grazie alle dimensioni del sensore può gestire molto meglio ogni tipo di inquadratura, valorizzando i dettagli e evitando che una lampada sullo sfondo cancelli i dettagli su soggetto in primo piano

Ovviamente questa situazione va gestita, mad esempio attivando il focus manuale per un controllo accurato sul punto di lettura della luce, e creando il bokeh che se usato bene può dare l’idea di una grande qualità

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam

Numeri

La lente presente sulla Razer Kiyo Pro Ultra è di sicuro un prodotto di qualità, con una ampiezza focale di ƒ 1.7 (da 8,5 millimetri), capace come detto di sfocare lo sfondo in modo sorprendente ma anche di offrire un angolo visuale di 82°- 72°.

La fotocamera non è motorizzata (il che probabilmente è l’unico difetto descrivibile come tale assieme alla mancanza dei driver per macOS) e gestire un angolo così ampio può essere interessante, ma anche complesso, specie per chi non ha un setup professionale alle spalle.

Per questo grazie a Synapse una delle funzioni migliori che abbiamo potuto provare è stato quello del taglio digitale del formato dell’inquadratura, che può essere usato anche geometricamente, scegliendo l’area migliore da visualizzare.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam
Razer Kiyo (a sinistra) con la nuova Razer Kiyo Pro Ultra, una parentela vicina solo nel design

Il sensore da ben 8,3 megapixel  è in grado di produrre una immagine da 3840 x 2160 pixel, oppure flussi video 4K a 30 FPS, 1440P a 30 FPS o 1080p a 60 FPS oltre ovviamente a tutti quelli inferiori su codec video YUY2 e NV12.

Numeri impressionanti che come vedremo sono destinati a rispondere alle esigenze di uno specifico tipo di pubblico, anche se ovviamente non sono disprezzabili da parte di nessuno specialmente se si ha un minimo di capacità di domare  le grandi caratteristiche di modularità offerte dai driver Synapse.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam

La Razer Kiyo Pro Ultra alla prova

La prova sul campo ha dimostrato quanto avevamo immaginato leggendo le specifiche e le funzioni: la webcam è davvero un mostro di potenza, con una capacità davvero incredibile di gestire e piegare ogni singolo barlume di luce.

Se usata per call con buona luce su applicazioni come Teams, Meet e Zoom la webcam non riesce a esprimere tutto il potenziale offerto dal suo arsenale perché i software di streaming commerciale non hanno la capacità di valorizzare il sensore, obbligato ad adeguarsi a flussi di dati altamente compressi.

Ma utilizzando software più sofisticati per lo streaming come OBS su piattaforme come Discord o Twixl, o meglio ancora per registrare video offline da esportare poi su YouTube, allora riusciamo a ottenere risultati davvero strepitosi.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam
La telecamera funziona perfettamente anche su Mac, qui ad esempio su Photo Boot, pevcato non avere tutte le personalizzazioni di Windows

Anche con una stanza totalmente al buio, la telecamera riesce a sfruttare la poca luce con estrema maestria, mentre con luce ideale, come ad esempio di giorno, il segnale è ricco, pulito e con pochissimo rumore.

Qualche piccolo artefatto lo si nota nello streaming con autofocus attivo a 4K perché di tanto in tanto c’è un fermo immagine per ritrovare il soggetto, ma abbiamo comunque notato che l’autofocus lavora molto bene quando, messo un oggetto davanti alla telecamera, il fuoco passa dal volto all’oggetto e viceversa con una velocità pazzesca.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam

Tutt’oro quello che luccica? No, perchè il microfono presente nella webcam non è all’altezza del resto, un peccato che noi giudichiamo venale, dato che chiunque investa su questa webcam sicuramente utilizza un microfono esterno, sia esso uno dedicato, come il Razer Seiren V2 Pro oppure integrato nelle cuffie come quello nelle Razer BlackShark V2 Pro.

Conclusioni

Anche se le dimensioni sono importanti, la nuova Razer Kiyo Pro Ultra si accoppia bene con i display esterni quanto senza problemi sopra il display di un MacBook Pro provato per l’occasione, grazie al suo peso ridotto.

Non è una fotocamera da viaggio, nonostante la presenza del tappo, ma a casa, in ufficio o in studio è capace di offrire qualità incredibile in tutte le situazioni.

Il costo è molto importante se paragonato alla media delle webcam nel mercato, ma questa nuova Razer Kiyo Pro Ultra non è propriamente una webcam, ma un device con il cuore e il cervello di una fotocamera DSLR ed è più corretto confrontarla con quel settore di mercato, dove si difende molto bene ad un prezzo più che accessibile.

Se avete esigenze di streaming solo commerciale probabilmente troverete più appetibile uno dei modelli inferiori come la Razer Kiyo Pro, mentre se vi occupate un po’ di streaming o nel vostro lavoro la presenza in camera è fondamentale per le registrazioni, siano esse in FullHD o in 4K allora questo investimento si ripagherà in tanta qualità da una parte e una estrema libertà di setup per lo sfondo dall’altra, una necessità spesso determinante nella scelta della giusta inquadratura.

Recensione Razer Kiyo Pro Ultra: la vostra nuova webcam non è una webcam

Pro:

• Probabilmente la migliore webcam sul mercato
• Ottima modularità
• Software completo e verticale

Contro:

• Software solo per Windows
• Solo da studio
• Prezzo importante (se paragonato al mercato webcam)

Prezzo:

• 349,99 €

Razer Kiyo Pro Ultra è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre Diovrebbe arrivare anche su Amazon.it.

Restano disponibili anche i modelli Razer Kiyo Pro (FullHD a 60 Hz) o Razer Kiyo X (FullHD a 30 Hz)

REVIEW OVERVIEW

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