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Le TV Samsung come le VW: consumi ridotti solo quando vengono testate?

Sulla scia dello scandalo delle emissioni delle auto diesel di Volkswagen, l’attenzione ora si sta spostando ad ogni genere di dispositivo, con particolare attenzione al controllo riguardo a quanto dichiarato da produttori e quanto rilevato invece nella realtà.

Sotto i riflettori sembra essere caduta anche Samsung: secondo uno studio di ComplianTV, citato da The Guardian, un gruppo di ricerca finanziato dall’UE, i televisori Samsung in Europa utilizzerebbero meno energia durante le fasi di analisi le valutazioni di efficienza energetica rispetto a quanta ne viene invece usata durante l’uso reale.

Le TV di Samsung hanno una funzione di “motion lighting” che offusca la loro luminosità, e riduce il consumo di energia, quando le immagini sullo schermo si muovono rapidamente. La ricerca ComplianTV dimostrerebbe che la funzione di motion lighting agisce come promesso sotto le condizioni di prova della International Electrotechnical Commission (IEC), ma in condizioni reali consumerebbe invece più energia, aumentando il dispendio per il cliente finale e le sue bollette.

Samsung Motion Lighting Feature

Samsung ha fermamente negato l’idea che il motion lighting sia una sorta di stratagemma di manipolazione progettato per attivarsi solo in condizioni di test, rifiutando l’idea che l’opzione si attivi solo durante i test:

“Il motion lighting è stato introdotto nel 2011 in tutti i nostri televisori, come parte di una serie di caratteristiche che abbiamo sviluppato per contribuire a ridurre l’impatto ambientale della nostra tecnologia TV. Siamo immensamente orgogliosi di queste tecnologie e non vediamo l’ora di innovare ulteriormente in questo settore – afferma Samsung e prosegue – se il cliente sceglie di modificare le sue impostazioni di visualizzazione o di passare a una modalità diversa, allora la funzione si spegne, il che offre ai nostri clienti una semplice scelta se dare la priorità all’efficienza energetica o alle prestazioni nel loro TV”.

Il documento di ComplaintTV non cita direttamente Samsung, ma parla di comportamenti differenti nel consumo da parte di alcune TV a seconda del fatto che siano messe sotto test che nell’uso comune. Poi Rudolf Heinz,  project manager dei laboratori di ComplianTV, ha detto al Guardian: «Samsung rispetta la lettera della legge – ovvero non fa nulla di illegale – ma non lo spirito della legge».  L’agenzia svedese che testa i consumi di energia ha poi confermato di essersi imbattuta in non precisate TV che chiaramente riconoscono i test «e immediatamente riducono il loro consumo di energia, aggiustando la luminosità dello schermo. Questo – si legge in una lettera inviata all’UE – è un modo di aggirare la sorveglianza delle autorità preposte e dovrebbe essere sanzionata dalla commissione». Anche in questo caso, però, non si fa riferimento ad alcun produttore specifico.

Che Samsung abbia ragione o torto, che sia realmente l’azienda sul banco degli imputati e che ci sia da sola, una cosa è certa: lo scandalo Volkswagen ha ridotto la fiducia nei proclami dei grandi protagonisti del mercato e in ogni affermazione e dato di laboratorio sul rispetto delle regole; così le autorità che regolano il mercato potrebbero essere tentate di andare a verificare i test che scaturiscono dai laboratori, visto che grazie all’elettronica diventa ora possibile ingannare misurazioni e tavoli di test.

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