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Schoolwork e Classroom: così la classe con Apple diventa virtuale

Sono quarant’anni che Apple è presente nelle scuole: dapprima negli Usa e poi in tutto il mondo, anche in Italia. Adesso la rivoluzione passa attraverso una serie di nuovi prodotti e servizi che servono per le scuole – con un programma di certificazione degli insegnanti per adesso forse rivolto solo a quelli americani – che la mette di nuovo in corsa con Microsoft e soprattutto con Google, molto attente al sistema scuola.

Il progetto principale che contiene la strategia di Apple si chiama “Creatività per tutti”, è centrato sui prodotti come il nuovo iPad con Apple Pencil e consente agli insegnanti di accedere a un programma didattico gratuito con contenuti che permettono loro di integrare facilmente disegno, musica, regia e fotografia nei piani scolastici di qualsiasi materia. Gli esempi sono stati studiati con insegnanti e pedagoghi e secondo Apple saranno una risorsa di grande valore (oltre che completamente gratuita) per tutte le scuole.

Ma ci sono anche altre due novità. La prima si chiama Schoolwork, la seconda Classroom. Entrambe sono progettate per aiutare insegnanti e amministratori a ottenere il meglio dall’integrazione della tecnologia Apple nelle scuole.

schoolwork

Schoolwork è una app che fa la funzione di registro e diario. Come spiega Apple, “permette di creare compiti, analizzare i progressi degli studenti e integrare le app nelle lezioni in modi nuovi e coinvolgenti”. Schoolwork in sostanza trasforma l’iPad grazie alle Schede presenti nell’app, permettendo in maniera molto facile di creare e inviare i compiti con pressoché ogni tipologia di contenuto, dai link web ai PDF e altri tipi di documenti, a tutti gli studenti.

Per funzionare le singole app didattiche devono integrare il supporto a Schoolwork e varie app negli Usa, come Nearpod, Tynker e Kahoot, lo stanno già facendo. Tra l’altro l’ecosistema di app per la didattica su iOS è enorme e da oggi si potenzia ancora di più grazie al nuovo framework ClassKit. Gli insegnanti beneficieranno di questa integrazione su piattaforma iOS non poco.

L’altra novità o meglio aggiornamento è Classroom che invece approda sul Mac. L’app già utilizzata su iOS adesso diventa uno strumento ancora più potente e permette agli insegnanti di usare un Mac per gestire gli iPad degli studenti e guida i ragazzi durante le lezioni, favorendo la concentrazione e agevolando la condivisione dei lavori: con Classroom, gli insegnanti possono aprire app, libri e pagine web contemporaneamente su tutti i dispositivi degli studenti o inviare e ricevere documenti. Classroom consente inoltre agli insegnanti di visualizzare gli schermi dei dispositivi della classe durante la lezione per aiutare i ragazzi a concentrarsi sull’attività, assegnare iPad condivisi a specifici studenti e persino ripristinare le password. La versione Mac dell’app sarà disponibile in versione beta a partire da giugno.

Infine, una novità per le scuole che utilizzano gli strumenti Apple per la didattica, macOS o iOS: 200GB di spazio di archiviazione gratuito iCloud per insegnanti e studenti, che alzano finalmente il limite di 5 GB oramai obsoleto e permettono di fare il salto di qualità atteso nei confronti dello storage offerto da Microsoft e da Google.

Nei prossimi mesi vedremo e proveremo il funzionamento di questi nuovi software e funzionalità, raccontando come vengono implementati anche nelle scuole italiane.

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