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Senatore USA interroga Apple su libertà di parola e Cina

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Il senatore USA Josh Hawley ha scritto una lettera aperta a Tim Cook nella quale, tra gli altri argomenti, accusa Apple di essere troppo legata alla Cina per la produzione, oltre che di aiutare il governo cinese a sopprimere la libertà di parola.

Hawley ha precedentemente affermato che Cook e Sundar Pichai di Google sono ritenuti personalmente responsabili delle questioni relative alla privacy relative al tracciamento dei contatti del coronavirus. Ora il senatore USA afferma che Apple dovrebbe ridurre la sua dipendenza dalla Cina, riportare il lavoro negli Stati Uniti e anche che non dovrebbe vietare Twitter.

Apple è stata chiara nel corso degli anni sui “rischi materiali” in Cina, come dettagliato dai documenti SEC depositati da Cupertino nell’ultimo decennio. Non è chiaro perché Hawley ritenga che – se Apple decidesse di rimuovere Twitter dall’app store per aver violato i termini di servizio probabilmente legati alla moderazione – sarebbe un comportamento definibile come “deplatforming”.

Senatore USA interroga Apple su libertà di parola e Cina

La mancanza di moderazione in un’app ospitata, non è una grande responsabilità legale per App Store negli Stati Uniti, ma espone Apple a responsabilità immense a livello internazionale, dato che Twitter è un servizio globale. In ogni caso su quest’ultimo punto una risposta non serve, visto che il problema è già stato risolto con un incontro di persona tra Tim Cook ed Elon Musk in Apple Park a Cupertino.

Il senatore Hawley vuole anche che Apple dettagli il suo “piano per diversificare la sua catena di approvvigionamento e le reti di produzione, compresi eventuali piani per espandere la produzione dei suoi prodotti negli Stati Uniti con lavoratori americani”. Chiede, inoltre, che l’azienda “fornisca tutte le comunicazioni tra Apple e i funzionari del Partito Comunista Cinese in merito alla funzione AirDrop nell’aggiornamento iOS 16.1.1”.

Apple non ha ancora risposto pubblicamente alla lettera del senatore e non è detto che lo faccia.

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