Esplosione nella fabbrica in Cina, ancora una volta dovuta alla polvere di alluminio

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Secondo il China Labor Watch l’esplosione avvenuta sabato in uno stabilimento in Cina che produce pannelli per iPad 2 è dovuta alla concentrazione di polvere di alluminio. Fu questo pulviscolo a causare l’incidente in uno stabilimento Foxconn nel mese di maggio in cui persero la vita 3 persone e 15 rimasero ferite.

E’ stato un accumulo di polvere di alluminio a provocare l’esplosione avvenuta sabato scorso, 17 dicembre, al quarto piano di uno stabilimento della società Ri Teng Computer Accessory, sussidiaria di Pegatron, nei pressi di Shanghai. Nell’incidente sono rimaste ferite circa 60 persone di cui 18 sono state ospedalizzate per cure e accertamenti. Il primo annuncio ufficiale sulle cause dell’incidente arriva dal China Labor Watch, associazione che da alcuni anni difende i diritti dei lavoratori in Cina ed è riportato da Businessweek.

L’esplosione verificatasi al quarto piano dello stabilimento è avvenuta in una sezione in cui vengono ripuliti i pannelli in metallo che costituiscono il retro di iPad 2. Così stando ai primi accertamenti del China Labor Watch l’incidente di sabato scorso di Shanghai risulta molto simile, se non identico, con un altro più devastante incidente verificatosi nel mese di maggio in uno stabilimento Foxconn di Chengdu. Secondo le indagini che seguirono il caso l’esplosione che provocò la morte di tre persone e il ferimento di altre 15 fu provocato dall’accumulo di polvere di alluminio in un condotto di areazione. Anche in quell’edificio di Foxconn venivano ripuliti i pannelli posteriori destinati a iPad 2.

Le autorità locali di Shanghai stanno proseguendo le indagini nello stabilimento della sussidiaria di Pegatron. Occorre attendere ancora alcuni giorni per conoscere l’esito degli accertamenti.