PUBLIC WLAN FORUM 2003: l’eperienza VINCES

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Quando il “digital divide” lo fanno gli operatori che per ragioni di costo non hanno alcuna intenzione di portare la connettività  in aree impervie; ecco la soluzione satellitare.

Una delle esperienze in aree periferiche non servite da connessioni veloci mostrate al PUBLIC WLAN FORUM 2003 è quella denominata “VINCES – Valle d’Aosta Internet Network for Community, Enterprise, Schools”.

In questo caso di wireless ce n’è molto, ma in senso più ampio dell’accezione intesa nel contesto del WLAN FORUM, il Wi-Fi riveste solamente una parte dell’esperimento.

Come si nota dal completo/complesso schema dell’iniziativa (in fondo all’articolo) della regione autonoma Valle d’Aosta e finanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dalla fondazione di un istituto di credito piemontese, si è scelto di localizzare VINCES nella Valtournenche.

Lo stanziamento è stato di 8 milioni di euro.

Il target è il cittadino, la scuola e l’impresa ma non si esclude la massa dei turisti che in alcuni periodi dell’anno superano la popolazione residente.

Una regione ricca, si dice, ma quando i “quattromila” circondano gli abitanti e i passanti che volessero usufruire della “grande rete”, allora diventa difficile lavorare, studiare e comunicare, anche agli inizi del terzo millennio.

I provider telefonici non rispondono quando i cittadini e le istituzioni chiedono di ricevere connessioni ad alta velocità  e allora l’unica soluzione per non rimanere isolati è il satellite, nello specifico un collegamento bi-direzionale a larga banda (VSAT) da 2 Mbit di Eutelsat è alla base dell’esperimento.
Pare, non particolarmente economico.

Una volta disponibile il “feed” di internet è stato studiato un sistema di distribuzione delle prime location di fruizione “e-Center” (quattro) o “isole polifunzionali” (dieci): sono postazioni pubbliche e l’approccio è completamente no-profit.

Gli “e-Center” si trovano presso alcune “pépinières d’entreprises” (incubatori d’impresa) o scuole, tutte dotate di sistemi per la teleformazione, videoconferenza e l’accesso alle risorse di rete locale.

Le “isole polifunzionali” sono localizzate in aree marginali, le più abbandonate dalle infrastrutture e saranno a disposizione o in forma di self-service (discutibile la specifica in questo luogo di “download MP3, loghi e suonerie”) oppure gestite da personale specializzato.

Il centro operativo è definito “Rascard” e nel corso dell’anno saranno sviluppati i tre punti, oltre alla sede del municipio di Aosta: biblioteca – Valtournenche, Guest House – Cervinia e Plateau Rosa – Cervinia.

Il Wi-Fi vero e proprio è stato usato solo al termine di alcune “catene tecnologiche” come per esempio la fornitura di connettività  a PDA, TabletPC o laptop messi a disposizione o portati dall’utenza, un esempio è un’abitazione del 1600 riconvertita per questa funzione, è sufficiente registrarsi e poi l’accesso è aperto.

Il Wi-Fi è stato scelto per alcuni importanti fattori: immediati tempi di attivazione, basso impatto paesaggistico/ambientale/sanitario (ricordiamo che mentre un apparato Wi-Fi emette radiazioni elettriche per 0,95 voltmetro, un forno a micro onde ne emette 1,5 voltmetro e un telefono cellulare 9,0 voltmetro), limitati costi dell’infrastruttura soprattutto in unione con la tecnologia FSO – Free Space Optics per il collegamento senza fili tra le varie sedi dell’esperimento.

Rammarica sentir però dire dal responsabile regionale, Alessandro Cama (servizio patrimonio informativo), che la pubblicizzazione di VINCES avviene solamente per passaparola locale e se a ciò si aggiunge il sito di VINCES che non contiene alcuna informazione e che, anzi, potreste non raggiungere nemmeno la schermata iniziale se il vostro browser avesse abilitata l’opzione di blocco delle pop-up window.
Speriamo che venga dato il giusto risalto all’iniziativa sui mezzi di comunicazione!