Recensione Zeppelin Wireless di B&W, un dirigibile in musica

Bowers e Wilkins rinnova lo Zeppelin con un funzionale supporto wireless e qualche modifica interna per migliorare un sistema che di per sè era già una icona nel settore: dopo qualche giorno di ascolto l’impressione molto buona, ma le sorprese non sono mancate e l’audio è di quelli che vale la pena anche solo provare.

Zeppelin è la linea di diffusori di Bowers & Wilkins da salotto che mira al raggiungimento del massimo punto di vertice in un compromesso di design, compattezza e qualità audio, unitamente ad una serie di tecnologie legate alla trasmissione dati senza filo che rendono questo prodotto davvero un punto di riferimento nel settore. Recentemente B&W ha rilasciato una nuova versione di questo icononico altoparlante, uno dei pochi in commercio con connettività Airplay, lo Zeppelin Wireless che mantiene il fattore di forma a dirigibile (da qui il nome, per chi non lo sa Zeppelin era una linea di dirigibili rigidi tedeschi molto famosi nei primi anni del secolo scorso, il cui nome deriva a sua volta dall’ideatore il conte Ferdinand von Zeppelin) pur essendo stato completamente riprogettato, esternamente e internamente.

Lo chassis è più filante ma anche più robusto: la fascia anteriore è più spessa del 50% mentre inserti di rinforzo realizzati in fibra di vetro progettati ad hoc, irrobustiscono il cabinet per riprodurre audio a qualsiasi livello di volume privo di vibrazioni.

All’interno la riproduzione è gestita da un processore DSP il doppio più potente ed è stata completamente rivista la progettazione dei driver. Il nuovo subwoofer misura 6 pollici per bassi più potenti, i tweeter sono a doppia cupola e disaccoppiati dal mobile: rivisti anche i midrange. Il costruttore dichiara bassa risonanza, minori distorsioni per una diffusione sonora ancora più pulita e intelligibile per ogni tipo di musica.

Rispetto al primo modello, già ampiamente apprezzato dal mercato e il secondo già con Airplay, il nuovo modello ha perso anche il Dock per iPhone.

Appoggiato in salotto prima e sulla scrivania dell’ufficio poi, ne abbiamo apprezzato le caratteristiche sonore in più ambiti per qualche settimana, per scoprire che la tecnologia software è molto ben fatta (anche più del necessario a nostro avviso) e che se è vero che la purezza del suono appare del tutto normale quando c’è, ha creato un vuoto sonoro e fisico quando l’abbiamo, nostro malgrado, dovuto restituire.

Recensione Zeppelin Wireless

AirPlay

Fuori dalla scatola lo Zeppelin è un, letteralmente, piccolo piccolo dirigibile di 65 cm di lunghezza per 19 di altezza, con un diametro di poco meno di 60 cm nella mezzeria. La copertura è a metà tra una stoffa nera nella parte frontale e una gomma opaca sempre nera in quella posteriore, dove trovano posto, in alto, tre pulsanti per i comandi di riproduzione e del volume, mentre in basso i connettori dell’alimentazione, della rete Ethernet, l’uscita AUX, una porta MicroUSB di servizio, il pulsante Reset e quello d’accensione e spegnimento. Sul davanti, invece, lateralmente alla scritta centrale l’ingresso jack da 3,5 mm per l’audio analogico e il pulsante Bluetooth.

La prima configurazione noi l’abbiamo fatta da iPhone con l’App apposita (anche per iPad), ma è disponibile una App anche per Android e una per Mac direttamente dal sito del produttore, tutte in grado di configurare inizialmente lo Zeppelin, inquadrandolo all’interno della rete wireless per il funzionamento in Airplay e, nel caso, anche di scaricare eventuali aggiornamenti firmware.

softwarezeppelin

Una volta eseguite le operazioni preliminari, l’App non è più necessaria, ed è un bene perché l’interfaccia, semplice e austera, dell’applicazione alle volte si è dimostrata un po’ ridondante su alcuni passaggi.

Una volta messo in pista, lo Zeppelin è una meraviglia dal punto di vista software: collegato al Mac si accende e si spegne assieme a quest’ultimo in totale autonomia: in quanto dispositivo AirPlay certificato, non serve neppure abbinarlo ad altri dispositivi in Bluetooth, in quanto è sempre disponibile tramite il comando condivisione tramite AirPlay integrato in OS X e iOS: tale funzione è molto comoda da un lato perché è così possibile sfruttare il diffusore in svariati ambiti, quali la scrittura del pezzo dall’iMac, l’ascolto di un nuovo album con AppleMusic dall’iPhone oppure gustarsi un buon film la sera sul divano, con il portatile, con un audio immersivo ben più potente e cristallino di quello del MacBook Pro. Oltre a questo, lo Zeppelin può anche suonare la musica di Spotify in totale autonomia.

Proprio da questo punto di vista possiamo ammettere che i comandi posti nella parte sopra del diffusore sembrano avere un significato più di bellezza che funzionale, perché se usato al meglio, lo Zeppelin è un complemento d’arredo che, una volta posizionato, non si tocca più (potendo controllarlo praticamente da qualsiasi device mobile disponibile).

Poderoso

Al di la delle capacità tecniche di suono senza fili, la cosa che più si fa apprezzare da questo diffusore di classe è senza dubbio il suono. All’interno di una stanza media di 12 o 16 metri quadrati, lo zeppelin suona in modo potente a tutte le frequenze riempiendo ogni punto senza problemi, e senza per questo portare al massimo il volume. La resa sonora è apparsa completa e ben articolata tanto sui bassi quanto nitida e cristallina sugli alti, seppure si parla di un diffusore abbastanza compatto.

Non trattandosi di un prodotto direzionale, lo Zeppelin a modesto parere di chi scrive rende al meglio al centro di una stanza, sfruttando lo spazio attorno per una migliore diffusione del suono e per la ricostruzione tridimensionale, specie quando nel suono c’è l’audio di un film. Le caratteristiche di molti brani sono apparse migliorate e in alcuni casi abbiamo piacevolmente scoperto alcune note sin qui mai udite o poco dettagliate.

Da “Airplanes” di BoB & Hayley Williams a “Wishing You Were Here” di Alison Moyet, passando anche per “503” di Hans Zimmer, “I’d do anything for love” di Meat Loaf, “Lovers on the Sun” di David Guetta ed infine per “Tell Me Now” ancora di Hans Zimmer, quest’ultimo brano molto difficile per diffusori di questa categoria per via della vocale molto delicata e delle frequenze basse pronunciate: in tutti i casi il suono è apparso molto buono e in grado di pareggiare diffusori anche più quotati.

Unica concessione ad un a moda, quella di scolpire alcune tonalità, una certa tendenza a virare il suono verso il basso più d quanto ci sarebbe da aspettarsi, seppure questa considerazione è del tutto personale e percepibile solamente a chi ha un orecchio fine, un considerazione che per altro potrebbe anche essere influenzata dalle dimensioni e dall’arredo di un stanza.

Conclusioni

In definitiva, possiamo dire che lo Zeppelin wireless è un ottimo compagno per chiunque cerchi un diffusore wireless privo di compromessi, con una resa ineccepibile per quello che concerne la categoria e con un comparto software all’altezza delle migliori intenzioni, perché la comodità è oramai parte del design di qualsiasi elemento elettronico. Pur non avendoli provati tutti, possiamo affermare che lo Zeppelin è senza dubbio un punto di riferimento nel settore, anche se il costo importante, pur a fronte di un qualità indiscutibile, potrebbe essere un fattore limitante per molti potenziali acquirenti, che saranno tentati dall’acquisto di diffusori (magari della stessa B&W) basati su Bluetooth

Design:
(5,0 / 5)
Facilità-d'uso:
(5,0 / 5)
Prestazioni:
(5,0 / 5)
Qualità/Prezzo:
(3,5 / 5)
Average:
(4,6 / 5)

Pro

– Design curatissimo ed originale
– Suono di altissimo livello

Contro

– App ridondante in alcune parti
– Costo significativo

Prezzo Al Pubblico

Potete trovare Zeppelin Wireless in tutti i negozi di elettronica e nel sito del produttore, oppure scontato direttamente da Amazon a 649 euro. La distribuzione italiana è a cura di Audiogamma.