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Dell, un sacco di soldi in banca ma gli affari vanno male

L’imperativo categorico è: crescere sempre. Trimestre dopo trimestre, anno dopo anno. E quando c’è la crisi, cosa si fa? Si rallenta. E non va bene. Aziende sane, piene di lavoratori appassionati che sono in attivo e fatturano miliardi vengono all’improvviso massacrate dagli analisti e dalla borsa perché non fatturano in percentuale più degli anni precedenti.

àˆÂ una cosa brutta, ma fa parte del gioco. Come sta succedendo a Dell. L’azienda è in vera crisi, perché il suo modello di business (Dell ha in qualche modo inventato la vendita diretta via web e il prodotto assemblato nelle sue componenti dal cliente) sta attraversando un momento di crisi esistenziale. Serve ancora? Funziona? àˆ quello giusto?

Dopo aver cercato di sbarcare in altri settori, come quello dei palmari, dei televisori, della telefonia, Dell ha cercato di pulire la sua struttura interna, ma non riesce a reggere l’onda di questa crisi. Il fatturato si è contratto non poco: -23%, cioè si è passati dai 14 miliardi di dollari di un anno fa ai 10,2 miliardi del primo trimestre del 2009. Gli uomini e le donne di Michael Dell non sono certo in ginocchio, ma stanno incassando colpi a tutto spiano.

Allora, qual è la via di fuga più logica? Secondo gli analisti qui nella Silicon Valley, la mossa che tutti si aspettano è una grande acquisizione. A consentirlo sarebbero i quasi 10 miliardi in cassaforte, accumulati anno dopo anno e che tengono in piedi l’azienda anche in questi momenti di contrazione del fatturato e del flusso di cassa, e una considerazione di carattere strategico. Bisogna sempre crescere, se non si cresce in maniera “organica”, cioè naturale, allora si cresce in maniera “innaturale”, cioè con una bella acquisizione.

Nel mirino ci dovrebbe essere Palm, l’azienda ormai infestata da ex di Apple che tra pochi giorni si gioca tutto con il suo nuovo Pre. Il telefono in standard non-Gsm (va a Verizon, all’inizio) che quindi vedremo solo tra un bel po’ dalle nostre parti) che potrebbe rappresentare un rischio per Apple e i suoi concorrenti: Android di Google, Blackberry di Rim e Nokia.

Ma, secondo il New York Times, un’altra possibilità  sarebbe Acer, l’azienda taiwanese che è cresciuta molto negli ultimi anni e che permetterebbe a Dell di far crescere in un colpo solo la sua quota di mercato americana e mondiale.

Queste le voci, presto secondo alcuni potrebbero arrivare i fatti.

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