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I migliori libri su Firenze

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Proseguiamo la nostra rassegna ragionata di libri dedicati alle grandi città italiane. Dopo Milano, ecco Firenze, l’ex capitale italiana (per sei anni fra Torino e Roma, dal 3 febbraio 1865 al 30 giugno 1871), città del Rinascimento ma anche città culla dei Comuni, di Dante Alighieri e di tanta parte della storia (fu il Granducato di Toscana il primo a vietare la pena di morte) che metà della metà basterebbe a fare la gioia di qualsiasi altro poso.

Anche questa volta vogliamo dedicare alla città gigliata un racconto speciale, fatto di libri migliori, certo, ma anche un po’ meno convenzionali di quel che si potrebbe immaginare. E, perdonateci il nostro antico vizio, anche qualche variazione sul tema. A partire dalla Viola, quella squadra che è nel cuore di tutti quelli che sono nati o amano Firenze.

Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.

I migliori libri


Fiorentina. Capitani e bandiere. Il racconto dei grandi campioni che hanno fatto la storia del mito gigliato

C’è un certo numero di libri dedicati alla Fiorentina, al racconto dei suoi grandi campioni e dei suoi successi. Alcuni migliori, altri forse peggiori. Questo è uno di quelli belli. Un viaggio lungo i novantaquattro anni di storia dell’A.C. Fiorentina attraverso i ritratti di ottantaquattro calciatori e allenatori che quella storia l’hanno costruita. Da bandiere storiche come Julinho, Antognoni, De Sisti e Hamrin agli eroi degli ultimi anni come Giuseppe Rossi, Sébastien Frey e Luca Toni, dagli artefici del primo scudetto alle giovani promesse di oggi, passando per i fuoriclasse assoluti – Baggio e Batistuta in testa – questo libro riunisce i profili dei campioni che hanno reso grande la Viola. Oltre agli ottantaquattro profili, sono presenti poi due approfondimenti tematici: uno dedicato esclusivamente ai capitani, con informazioni e curiosità; l’altro, intitolato Firenze! , racconta invece tutti quei calciatori non fiorentini di nascita, che sono stati “adottati” dalla città in virtù dell’amore e della dedizione dimostrati alla maglia viola. Un libro imprescindibile per tutti i tifosi della Fiorentina e per gli appassionati di calcio in generale. Campioni, idoli, eroi in viola: un excursus sulla grande storia della Fiorentina, tratteggiata attraverso i ritratti dei più grandi giocatori e allenatori Tra i capitani e le bandiere viola: Giuseppe Galluzzi, Pedro Petrone, Romeo Menti, Fulvio Bernardini, Sergio Cervato, Giuseppe Chiappella, Francesco Rosetta, Julinho, Miguel Ángel Montuori, Kurt Hamrin, Bruno Pesaola, Claudio Merlo, Giancarlo De Sisti, Luciano Chiarugi, Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Daniel Passarella, Roberto Baggio, Gabriel Batistuta, Manuel Rui Costa, Luca Toni, Adrian Mutu, Davide Astori, Alia Guagni, Gaetano Castrovilli.

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Maledetti toscani

Entriamo subito in temperatura. Curzio Malaparte e il suo libro che è un’icona alla Toscana tutta ma a Firenze in particolare. Allarghiamo un attimo il tiro prima di restringerlo su Firenze. Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? Risposta ovvia, per Malaparte: di gran lunga più intelligente degli altri italiani, e libero – la libertà dipende dall’intelligenza-, il toscano è spregioso, disprezza tutti gli esseri umani per la loro stupidità. Per di più è sboccato, insolente, crudele, fazioso, cinico e ironico. Possiede in compenso una greca virtù: il senso della misura, il sentimento della meravigliosa armonia che regge i rapporti fra le cose terrene e le divine (basti pensare alla Divina Commedia, dove il Paradiso sembra un angolo di Toscana). E il più toscano dei toscani, un toscano – diciamo così – allo stato di grazia, è il pratese: becero, certo, visto che non ha paura di parlare come pensa, e rabbioso, rissoso, riottoso, nemico d’ogni autorità, d’ogni titolo e d’ogni prosopopea. È a Prato, del resto, che in mucchi di cenci polverosi «tutto viene a finire: la gloria, l’onore, la pietà, la superbia, la vanità del mondo». Concepito come un arioso, amoroso, sfrontato Baedeker, sorretto da una lingua di scintillante nitore, “Maledetti toscani” ci guida attraverso i paesaggi, i popoli, le città, la letteratura della Toscana, mimetizzando sapientemente la violenza del pamphlet: giacché a ben vedere è anche un ritratto ‘en creux’ degli italiani, che, vili, pavidi e cortigiani, della verità hanno paura, sognano privilegi e invidiano abusi e prepotenze, non sanno essere liberi e giusti ma solo servi o padroni. E dovrebbero imparare dai toscani a «sputare in bocca ai potenti».

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Le ragazze di Sanfrediano

La letteratura (e il cinema) che parlano di Firenze passano da questo autore oggi forse snobbato (ai tempi era famoso ma scriveva romanzi popolari) cioè Vasco Pratolini, che ha raccontato la storia della Firenze “rossa” dell’immediato dopoguerra. Il mondo del quartiere, la rappresentazione corale della vita di un rione popolare di Firenze: il libro di Pratolini è una favola moderna ma dall’ossatura antica, che si richiama alla novella boccaccesca, dove il vero protagonista è proprio lui, il quartiere di Sanfrediano. Qui le ragazze spasimano e si dannano tutte per lo stesso dongiovanni, “Bob” (dalla sua somiglianza con Robert Taylor), ma quando una delle innamorate gabbate, la Tosca, scopre il doppio gioco del ragazzo, decide di organizzare una beffa destinata a dargli una lezione una volta per tutte. Con un ritmo narrativo agile e brioso e un lessico ispirato al vernacolo fiorentino, Vasco Pratolini accompagna il lettore in una vicenda ricca di ironia, dove il contrappasso e la farsa scandiscono le storie dei protagonisti.

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Un cappello pieno di ciliege

Se c’è stato un grande giornalista in Italia, questo è stata una donna e si chiamava Oriana Fallaci. Anche romanziera e biografa di se stessa oltre che del suo tempo. Come in questo straordinario libro, arrivato quasi alla fine del suo cammino. “Ora che il futuro s’era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l’inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d’estate costituiva il mio Io.” Così comincia questa straordinaria epopea della famiglia di Oriana Fallaci, una saga che copre gli anni dal 1773 al 1889, con incursioni nel passato e in un futuro che precipita verso il bombardamento di Firenze del 1944. È una storia dell’Italia rivoluzionaria di Napoleone, Mazzini, Garibaldi, attraverso le avventure di uomini come Carlo che voleva piantare viti e olivi nella Virginia di Thomas Jefferson, Francesco marinaio, negriero e padre disperato, e donne indomite come la Caterina che alla fiera di Rosìa indossa un cappello pieno di ciliege per farsi riconoscere dal futuro sposo Carlo Fallaci, o come una bisnonna paterna, Anastasìa, figlia illegittima, ragazza madre, pioniera nel Far West. Dopo anni di ricerche, l’autrice ha visto la cronaca familiare trasformarsi in “una fiaba da ricostruire con la fantasia”: “la realtà prese a scivolare nell’immaginazione e il vero si unì all’inventabile poi all’inventato… E tutti quei nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, trisnonni, trisnonne, arcavoli e arcavole, insomma tutti quei miei genitori, diventarono miei figli”. PS: ciliege non è un refuso o un errore di ortografia: la Fallaci lo scrive proprio così. E ha ragione lei, ovviamente.

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Storia illustrata di Firenze. Ediz. illustrata

Il professor Franco Cardini è stato uno degli storici più attenti ed efficaci nel raccontare il nostro passato, e di Firenze oltre che figlio è stato cantore. Il carattere indipendente e bastian contrario più che la militanza politica lo hanno tenuto lontano dai cenacoli e dalle conventicole degli intellettuali che oggi premiano e promuovono, ma non per questo egli ha avuto un ruolo o un’intensità minori. Il volume offre un percorso di conoscenza di una delle più belle e famose città d’arte: Firenze. Il testo e le immagini accompagnano il lettore in un viaggio in cui il glorioso passato si snoda fino al presente, assorbendone i confini e brillando di nuovo splendore. Partendo dalle origini l’autore ripercorre i tempi della “florentina libertas”, per poi passare ai fasti del principato mediceo e asburgo-lorenese, e giungere infine alla Firenze del XX secolo, con i suoi momenti di difficoltà e le sue crisi, ma anche con la sua carica inventiva e la sua instancabile spinta al rinnovamento.

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Dante

Non si può parlare di Firenze senza parlare del suo più illustre cittadino, e non si può parlare di Dante nei tempi di oggi senza dare una lettura alla biografia documentale divulgativa più aggraziata e corretta che ci sia in circolazione. Parliamo del lavoro di Alessandro Barbero, il famoso storico torinese messo alla berlina per via di alcune uscite pubbliche che differivano dal senso comune. Dante è l’uomo su cui, per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che su qualunque altro uomo di quell’epoca, e che ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un giovane uomo innamorato o cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. La storia di Dante è per buona parte storia di Firenze, in maniera diretta o indiretta. Il libro ha la semplicità necessaria a trasformarlo in un buon viatico.

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Fatti e aneddoti di storia fiorentina. Secoli XIII-XVIII (rist. anast. Firenze, 1902)

Se qualcuno si innamora della Firenze medioevale e rinascimentale, c’è un libro da cercare, tra le polveri del passato. Ristampa anastatica dell’edizione Bemporad del 1902. Giuseppe Conti ci racconta Firenze tra il 1200 e il 1700 col contributo di fatti e aneddoti ricavati da diari, documenti, manoscritti talvolta inediti e rari. Dalla Compagnia dell’Amore del 1283 al tumulto delle donne per la carestia e la peste del 1497, dalla Schiava d’Averardo de’ Medici 1435 alla sfida al pallone fra Fiorentini e Bolognesi nel 1693 e così proseguendo con storie e cronache desuete di decine di fatti curiosi di Firenze. L’edizione è corredata da 95 illustrazioni a nero.

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Oltre l’ombra del grande fico: Guida al Quartiere Dantesco di Firenze

Scopriamo la città più turistica ma culturalmente fondata. La ricerca sul rione in cui nacque e abitò Dante, dunque sulle case degli Alighieri, ruota da sempre attorno a un baricentro immaginario: un antico albero di fico che il capostipite Alighiero avrebbe piantato, insieme a suo fratello, in un terreno nei pressi della chiesa romanica di San Martino. Se Piero Bargellini immaginava Dante neonato oscillare nella culla all’ombra di quell’albero, lo stesso Poeta impiegò, nella Commedia, l’immagine del «dolce fico» per testimoniare un’ideale di fiorentinità che si contrapponeva a certi nuovi ricchi, “grezzi” come il macigno da cui provenivano. E proprio un membro della famiglia dei Sacchetti, originari della rocciosa Fiesole, assassinò Geri di Bello Alighieri nel corso delle lotte tra le fazioni politiche. Il grande albero aveva smesso di proteggere la gioventù di Dante, Lapo, Francesco…gli equilibri del rione erano ormai sovvertiti. Questi eventi ed altri, curiosi quanto a volte drammatici, restano in filigrana nella ricerca sui luoghi della vita fiorentina degli Alighieri, come gli orti tra le chiese di San Martino e Santa Margherita, gli ombrosi vicoli dietro la Badia Fiorentina, le merlate torri dei Cerchi e dei Donati. Nato dal testo di un documentario video e dunque impostato a mo’ di guida, questo libretto è da considerarsi un riferimento per ambientarsi, oltre che in un luogo, nella storia di una ricerca, complessa e affascinante, che ebbe i suoi nodi essenziali più di un secolo fa – ma che riesce ancora a riflettersi nelle nostre anime.

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A spasso per Firenze

Entriamo nella parte più “tradizionale” delle guide e dei libri su Firenze. Ma per bambini dai sei anni. Torri, chiese, palazzi fortificati e residenze reali, musei tra i più famosi al mondo e poi stretti vicoli e panorami mozzafiato. Tenete gli occhi bene aperti: sarà un viaggio pieno di sorprese!

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I bambini alla scoperta di Firenze. Ediz. illustrata

Altro giro, altra corsa. Questa volta per chi ha almeno dieci anni. A passeggio tra le strade di Firenze, tra mura e pietre, colori e odori, per scoprire una delle città d’arte più belle d’Italia. Città di grandi poeti e scrittori, pittori e scultori, Firenze è alla portata di tutti i bambini curiosi e intraprendenti, che amano divertirsi con lo zaino in spalla, alla ricerca di angoli e luoghi sempre nuovi da svelare.

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101 cose da fare a Firenze almeno una volta nella vita

Da una serie di famosi libri che dicono tutto quello che andrebbe fatto (almeno una volta nella vita) visitando il capoluogo Toscano. Chi visita Firenze, ma anche chi ci vive da sempre, si ritroverà a tu per tu con il volto più autentico di questa meravigliosa città, enigmatica come una formula alchemica, ingegnosa come una macchina volante di Leonardo, conturbante come una scultura di Michelangelo. Conosciuta e ammirata per lo splendore dei suoi incredibili capolavori, raramente però si concede fino in fondo, e solo chi la sa scoprire ha accesso alla sua anima più vera. Perché per conquistare la città di Dante occorre entrare attraverso le porte giuste, e questa guida ve ne indica centouno. Centouno itinerari ed esperienze che vi metteranno sulle tracce del genio fiorentino, per scoprire che non aleggia soltanto nelle stanze degli Uffizi, nelle celle del convento di San Marco o nelle imponenti vele della Cupola del Brunelleschi, ma anche nelle botteghe di sapienti artigiani, nelle fotografie dei Fratelli Alinari e tra gli agrumi dei giardini medicei. Andrete alla ricerca di chiostri nascosti e visiterete il museo della Misericordia; ripercorrerete i luoghi del film “Amici miei” e addenterete un succulento panino al lampredotto; passeggerete per San Frediano o rimarrete comodamente seduti alle Giubbe Rosse.

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Storie di Firenze

Entriamo in un giro di nuovo, con una profondità e intenzione diversa, della storia di Firenze, grazie a Serena Bedini. Firenze è per eccellenza la città del Rinascimento e dell’arte, ma è stata anche un centro di grande importanza letteraria e artistica tra fine Ottocento e inizio Novecento; meta del Grand Tour, capitale del Regno d’Italia, ha accolto il fermento letterario dei primi anni del XX secolo, ospitando nei suoi caffè grandi autori della scena nazionale e internazionale. Molti sono i romanzi ambientati in questa città elegante, romantica e schiva, molte le liriche che la ritraggono con versi indimenticabili nelle varie epoche. “Storie di Firenze” si propone di visitare i quartieri, le strade e i palazzi del capoluogo toscano accompagnati dalle pagine più belle di Palazzeschi, Pratolini, Cicognani, di accomodarsi ai tavolini dei caffè letterari in compagnia dei futuristi, dei vociani e dei lacerbiani, di sbirciare tra i portici degli Uffizi, giocare a nascondino a Boboli, sospirare affacciati sull’Arno con le liriche di Campana e i brani indimenticabili di Papini, Soffici, Luzi e Montale, le riflessioni di Cecchi e Malaparte, i ricordi di Viviani, Praz, Bilenchi, Zeffirelli, i dipinti di Signorini, Conti, Bicci, Rosai. Un reportage narrativo che raccoglie nove diversi percorsi attraverso il capoluogo toscano, narrando aneddoti d’arte, curiosità, film e grandi romanzi italiani e stranieri che hanno reso Firenze teatro delle storie dei loro personaggi.

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Muro e muri. Tipi e architetture a Firenze e dintorni

In questo lavoro unico due architetti di grande competenza ed esperienza, Emma Mandelli e Michela Rossi, curano un eccezionale lavoro di catalogazione e storicizzazione di uno degli elementi architettonici fondanti: il muro e i muri. I tipi delle architetture a Firenze e dintorni. Un libro corredato di disegni e immagini straordinarie, dedicato a un lettore colto e attento, appassionato come le sue autrici.

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Firenze segreta. Curiosità, fatti divertenti, notizie interessanti, aneddoti e verità nascoste sui più grandi artisti e monumenti di Firenze antica

C’è ancora tantissima Firenze da scoprire, non temete. Ecco alcuni fra i tanti argomenti trattati in questo libro: le origini di Firenze e del suo nome; le “colonne affumicate” del Battistero di San Giovanni; lo scoppio del Carro e le pietre focaie del fuoco santo; l’enorme debito verso Firenze che l’Inghilterra non ha mai pagato; bizzarro, usuraio, “imbroglione”, ma che grande artista fu Benvenuto Cellini; il cagnolino di Giotto scolpito sul campanile; una lista di vivande per la “settimana santa” del tempo di Dante Alighieri; i fiorentini che scoprirono l’America; i carnefici di Or San Michele; otto secoli di “Bischeri”; la campana che fu mandata in esilio; i due Giuliani e i due Magnifici Lorenzi delle tombe medicee; i fiorini d’oro “murati” nel convento di San Marco; la pianta della città di Firenze come era duemila anni fa, e tante altre curiosità.

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Firenze bizzarra. Una passeggiata nella storia tra personaggi, curiosità, aneddoti e leggende che non troverete sulle guide turistiche

Sempre della stessa serie della precedente ma ancora più spinta, questa guida di Firenze curata da Luigi De Concilio è spettacolare. Da un giro breve e intrigante del centro storico di Firenze l’autore fa emergere segni e tracce di un passato dimenticato. Passando per via del Corso e piazza Santa Trinita, davanti a Santa Maria del Fiore o sotto la Loggia del Mercato Nuovo, ci imbatteremo in aneddoti, miti e curiosità colorite e divertenti, personaggi e famiglie che hanno dato lustro alla città, avvenimenti che non tutti ricordano tratti dalle opere di illustri storici e cronachisti. Perché sul terreno della storia nascono le leggende, ed esse hanno spesso il potere un po’ magico di chiarire ciò che è nebuloso e dare colore a ciò che appare spento.

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Storia pettegola di Firenze

Firenze è anche un po’ pettegola, anzi è proprio una ciana, come si direbbe là. E Ippolita Douglas Scotti, querciolina d’eccezione e figlia di querciolina eccezionale, ne raccoglie gli aneddoti più gustosi. La figlia del nobile commissario del quartiere di San Giovanni nel Corte del Calcio Storico, Ippolita lo sa bene. La storia di Firenze è piena di personalità di rilievo assoluto: artisti, politici, nobili e pensatori affollano gli annali della città culla del Rinascimento, e le loro gesta sono tanto grandi quanto famose. Eppure, sotto le cronache ufficiali, esiste una storia segreta che aspetta solo di essere raccontata. Oggi come secoli fa, le chiacchiere e i pettegolezzi sono parte integrante della vita sociale di qualunque città, e il capoluogo toscano non fa eccezione. Ecco quindi che le pagine di opere letterarie possono diventare un compendio di maldicenze, i ricchi signori vengono additati per i loro intrighi amorosi e le stravaganze degli artisti sono messe alla berlina sulla pubblica piazza. Dai buffi aneddoti sulla vita di Dante Alighieri a quelli poco lusinghieri su Masaccio; dai supposti figli illegittimi dei papi Medici alle amanti di Lorenzo il Magnifico; dallo scandaloso “ballo angelico” del marchese Frescobaldi alle voci sull’Osteria delle tre rane: Ippolita Douglas Scotti ricostruisce in queste pagine la storia di Firenze più maliziosa che ci sia.

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Storia di un’altra Firenze. Viaggio controcorrente in 25 tappe

Invece, Daniela Cavini ci regala un libro completamente diverso. Firenze, città feticcio, strapazzata dall’imperativo turistico, assediata da mandrie di auricolari. Nata e cresciuta all’ombra del Duomo, l’autrice lascia la polis costruita dagli avi per vivere fra guerre e campi profughi come addetta stampa della Commissione Europea. È a Sarajevo mentre la Nato bombarda la Serbia, a Belgrado quando la rivoluzione abbatte Milosevic, a Beirut mentre Israele cannoneggia il Libano e a Damasco ad accogliere i rifugiati iracheni. Ma quando nascono due gemelli, decide di lasciare l’ultima tappa del suo peregrinare – Amman – e di tornare a casa. Qui quasi casualmente si trova a incontrare per la prima volta il passato della sua città. Uno sguardo maturato da anni di macerie, avido di riparazione, si pone in modo nuovo rispetto alle pietre fra cui era venuto al mondo. È un incontro che non smette più di accadere. Inizia la ricerca smaniosa di luoghi e informazioni, di visite guidate, letture, studi notturni: ogni angolo custodisce un racconto, ogni manufatto porge un segreto. Il vecchio territorio prende lentamente una forma nuova. Risalendo alle origini, collegando i significati, la giornalista si addentra in una città quasi “accessoria”: non sono i capolavori assoluti ad attirarla, ma i luoghi secondari, quelli senza fila all’ingresso, quelli tenuti aperti poche ore al giorno, o pochi giorni al mese, magari da volontari. È una trama corale, la storia di un’altra Firenze, un intreccio che unisce tanti punti minori, smarriti all’ombra di idoli ingombranti, eppure parte dello stesso tessuto, di un patrimonio stratificato dal tempo, impreziosito dall’arte, costruito pezzo per pezzo, strada per strada. Venticinque siti restituiti dalle origini ad oggi, un ordito a scacchiera che parte dalle gualchiere di Remole – opificio medioevale dove la forza del fiume è sfruttata per convertire la lana in tessuto pregiato – e finisce a Villa Salviati, sede dell’archivio storico dell’Unione Europea. In mezzo ci sono oratòri preziosi tenuti in vita dalla testardaggine di preti ribelli, antiche scuole custodi della storia della scienza, parchi botanici unici al mondo, cenacoli dove una tavolata fra amici soppianta la Crocifissione, corridoi soprelevati per nascondere l’infermità dei potenti, chiostri che uccidono il Rinascimento. Uno slalom fra arte e storia, scienza e economia. Ma soprattutto un racconto di uomini, il cui lavoro continua a riscattare nei secoli l’insita barbarie vincolata alla specie umana.

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Firenze bizzarra. Una passeggiata nella storia tra personaggi, curiosità, aneddoti e leggende che non troverete sulle guide turistiche

Un’altra guida, veloce ma diversa dal solito anch’essa. Da un giro breve e intrigante del centro storico di Firenze l’autore fa emergere segni e tracce di un passato dimenticato. Passando per via del Corso e piazza Santa Trinita, davanti a Santa Maria del Fiore o sotto la Loggia del Mercato Nuovo, ci imbatteremo in aneddoti, miti e curiosità colorite e divertenti, personaggi e famiglie che hanno dato lustro alla città, avvenimenti che non tutti ricordano tratti dalle opere di illustri storici e cronachisti. Perché sul terreno della storia nascono le leggende, ed esse hanno spesso il potere un po’ magico di chiarire ciò che è nebuloso e dare colore a ciò che appare spento.

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Non sei mai stato a Firenze se… 4 passeggiate fuori dai soliti giri turistici

E infine chiudiamo con Wikipedro (e chi altri?). Una guida pratica, piena di storie, aneddoti e chicche per scoprire Firenze attraverso 4 passeggiate fuori dai soliti giri turistici. I quattro quartieri storici; fuori dalle mura; se sei innamorato; se viaggi con i bambini; il calendario del perfetto fiorentino, e molto altro. Con Wikipedro come guida personale. “Mi raccomando, mettiti un paio di scarpe comode perché ci sarà da camminare. Sei pronto? Gnamo, si va!”. Ahahah.

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