Home Hi-Tech Android World Jobs: «Fermato il compiler Flash per tutelare la piattaforma iPhone Os»

Jobs: «Fermato il compiler Flash per tutelare la piattaforma iPhone Os»

La ragione per cui Apple ha deciso di escludere la possibilità di creare applicazioni in Flash da convertire poi in programmi per iPhone Os è nel rischio di perdere il controllo sulla piattaforma iPhone e consentire la nascita di una meta-piattaforma universale costruita sopra ad Cocoa Touch facendo perdere ai clienti e agli sviluppatori le ragioni per preferire iPhone Os rispetto alla concorrenza. A fornire questa siegazione è più o meno Jobs. Diciamo “più o meno” perché Jobs non ha spiegato direttamente che in gioco c’è la supremazia di iPhone come piattaforma, ma a spiegarlo è John Gruber, di Daring Fireball le cui opinioni sono state, di fatto, indicate come corrette da Jobs.

Il Ceo di Apple punta a Daring Fireball come fonte di una posizione corretta in uno scambio di email con Greg Slepak, autore del blog TaoEffect. Slepak spiegava a Jobs come la scelta fosse sbagliata e come la posizione assunta da Apple fosse in sostanza negativa anche sotto il profilo dell’immagine. “Pensiamo che l’articolo di John Gruber – è stata la al solito sintetica replica di Jobs – sia centrato e non negativo”.

“Quello che Apple non vuole – dice Gruber – è che qualche altra società stabilisca uno standard de facto sopra a Cocoa Touch, sia esso Flash di Adobe o .NET (per via di MonoTouch). Se questo succedesse non ci sarebbe il vantaggio del vincolo alla piattaforma. Se, per esempio, venisse stabilita una piattaforma basata su Flash Mobile, che gira su più dispositivi come Android on Windows 7, questa non darebbe alcuna ragione di preferire iPhone”. Secondo Gruber Apple potrebbe non solo perdere il controllo del mercato, ma anche delle tecnologie “Sarebbe la società che gestisce questa meta-piattaforma – si legge nel testo – a dettare le nuove funzionalità di iPhone Os perché toccherebbe ad essa decidere quando gli sviluppatori potranno implementarle anche se Apple le avesse introdotte nel sistema operativo”

L’opinione di Gruber è che questa situazione dal punto di vista di Apple non è accettabile ed è una ragione sufficiente per avere imposto una modifica alle condizioni d’uso e che i clienti finali non avranno svantaggi: “Non è certo la quantità di applicazioni a fare difetto ad App Store”, dice Daring Fireball.

Le ragioni addotte da Jobs (per via di Gruber) contrastano con quelle portate da alcuni siti che avevano sostenuto esserci ragioni di carattere tecnico nell’esclusione del compiler Flash di Adobe. Altri avevano invece supposto che dietro all’azione compiuta con l’annuncio di iPhone Os 4.0 si collocasse un semplice capitolo della battaglia tra Apple e Adobe. Macitynet aveva indicato la mossa strategica come frutto della volontà di mantenere il controllo sulla piattaforma di sviluppo, in un articolo pubblicato lo scorso venerdì.

 

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