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Recensione fitness tracker Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi

Fitbit Ace 3 è la terza versione della famosa famiglia di Activity tracker per bimbi, la cui tecnologia è ereditata dalla famiglia Inspire (di cui abbiamo parlato qui) e Charge (qui la recensione dell’ultimo modello) per un pubblico il pubblico dei più piccoli che Ace vuole servire con coraggio e ambizione.

La scatola è da grandi

Il primo dettaglio arriva dalla scatola, che è “da grandi”, come ci ha fatto notare il pargolo di casa (che si è prestato, con malcelato entusiasmo, al test) e che fa la sua bella figura. Il look&feel infatti non si scosta da quello degli altri prodotti Fitbit, sobrio e chiaro, una bella sorpresa se incartato come un regalo.

All’interno, il tracker vero e proprio (ad una sola misura), un piccolo foglietto illustrativo (perlopiù inutile, si fa tutto dall’App) e il cavo caricabatterie USB-A.

La natura del Fitbit Ace 3 ricorda un po’ quella del vecchio Fitbit Flex, una piccola ogiva affusolata, inserita in un bracciale di gomma morbida: il nucleo di calcolo in questo modo può essere meglio isolato e permette anche il cambio di bracciale, dato che è possibile acquistarne di ufficiali e non ufficiali a piacere.

Com’è fatto

Fitbit Ace 3 è realizzato in silicone flessibile con fibbia in plastica rigida: le parti del cinturino sono bombate per meglio assecondare i maldestri movimenti dei piccoli, che come è risaputo, non pongono molta attenzione agli accessori indossati (molto diverso dal Fitbit Ace originale che avevamo recensito qui).

Fitbit ha anche preparato, sul sito, un PDF (qui il link diretto) per permettere ai genitori di capire se il bracciale è adatto al polso in crescita dei pargoli. Ad ogni modo, sempre nel sito Fitbit è presente una guida per adattare l’uso dei Tracker tutto il giorno.

Recensione Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi
Fitbit Ace 3, qui nei due colorazioni: nero e rosso oppure blu e verde

La forma (e i colori) si adattano tanto ai maschietti quanto alle femminucce, ma probabilmente c’è stata troppa attenzione alle fasce d’età più piccole: la bombata del bracciale va bene per i bimbi dai 6 anni (minimo stabilito per il calcolo delle statistiche) sino ai 9-10 anni, sopra l’eccessiva attenzione ai danni accidentali va a discapito di uno stile personale che inizia ad emergere negli adoloescenti e forse li è meglio optare per un modello come il Fitbit Inspire 2 (con buona pace dei dati che però forse non saranno precisi).

L’ogiva offre un piccolo display monocromatico molto luminoso e parco di batteria: Fitbit suggerisce un utilizzo di 8 giorni, a noi risulta forse una mezza giornata in meno ma è un range di difetto accettabile.

Non essendoci GPS al suo interno, è chiaro che Fitbit Ace 3 offre dalla sua una maggiore tenuta della batteria, e d’altra parte un GPS sarebbe del tutto inutile qui.

Non ci sono pulsanti visibili, ma lo schermo è touch ed esiste un pulsante aptico laterale: l’insieme del pulsante e del touch permettono di ottenere tutte le funzioni necessarie su una interazione che è una versione semplificata rispetto a quella presente su Inspire e Charge.

Recensione Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi
La vista in tre quarti evidenzia la cura del silicone, che non ha paura di acqua, sabbia, fango oppure contrasti decisi con le superfici

Interazione

Una volta fuori dalla scatola, con una carica parziale ma sufficiente a far giocare i bimbi sin da subito, basta accoppiarlo ad un iPhone (o iPad) o smartphone Android (qui l’elenco dei dispositivi compatibili) e seguire le istruzioni passo passo che sono molto chiare, anche se diversamente dagli altri Fitbit qui serve più attenzione.

Lato device, il display mostra diversi quadranti (intercambiabili ma non personalizzabili) dove oltre all’ora sostano anche simpatiche rappresentazioni di animali o pupazzi per rallegrare gli utenti: purtroppo, anche nel Fitbit Ace 3, al pari di Inspire e Charge, manca un quadrante privo dell’ora, per chi magari preferisce usare il tracker sulla mano destra, accompagnato nell’altra da un orologio analogico.

Le interazioni, come dicevamo, sono una forma semplificata del Charge: movimenti verticali aprono ai vari strumenti (Impostazioni, cronometro, conto alla rovescia, dati del giorno) mentre con un tap sul display si entra nella specifica App e con il tasto aptico si torna indietro di un passo.

L’App

Come App si usa quella di Fitbit, che è a parer di chi scrive, una delle meglio scritte, chiara e reattiva, completa e con un database di utenti invidiabile.

Fitbit Ace 3, dicevamo, non può essere usato “direttamente” da un bimbo. Per l’utilizzo è necessario avere un utente Genitore e un utente Figlio (anche se non servono due device, il genitore può usare solo l’App). In questo modo il padre può accedere a tutti i dati e i parametri del figlio, ma nello switch serve la password, il che è una seccatura.

Pur considerando la natura del device, e il pubblico a cui è rivolto, secondo il modesto parere di chi scrive l’obbligo a avere questo dualismo Genitore/Figlio è eccessivo, sarebbe stato comodo lasciar scegliere agli utenti come operare e in qualche caso lasciare che l’utente figlio diventasse l’unico, per i pargoli che hanno un iPad o uno smartphone loro.

In questo caso, infatti, il bracciale indica le chiamate e gli SMS, come i modelli da adulti, e lascia personalizzare gli avvisi di App di terze parti uno a uno.

Recensione Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi
Alcune schermate della parte della gestione dell’App, dalla vista generale a quella dell’attività giornaliera, sino a quella della scelta dei quadranti

La vera sfida, nei device come questi, è di parametrizzare tutti i dati che provengono dal device (che sono tanti come vedremo) al corpo di un bimbo, in costante crescita e cambiamento: per questo quando l’App si accorge che si tratta di Ace, rispetto agli altri device, probabilmente parametrizza i dati in modo diverso.

L’App rileva e mostra l’analisi del sonno, settore dove probabilmente Fitbit è il marchio con più potenzialità ed esperienza, in tre step (sveglio, sonno e sonno profondo), ma ha anche un avviso per ricordare al bimbo che è ora di andare a nanna.

C’è un promemoria per ricordarsi di fare una passeggiata, che a causa del COVID diventa molto importante perché i bimbi tendono a fossilizzarsi sul divano, e ovviamente c’è il conteggio dei passi e delle calorie bruciate, che i bimbi possono usare con sfide virtuali con amici (che devono avere un Fitbit) o anche da soli, grazie alle medaglie da guadagnare.

Recensione Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi
Da iPhone, iPad o Android si possono ricavare tutte le statistiche, di movimento o anche del sonno

Un lavoro da grandi

Chi scrive ha un bimbo di quasi dieci anni che è stato felice di provare il bracciale (“come quello di papà”, anche se noi alterniamo il Charge 4 al Fitbit Sense).

Qui dipende molto dall’approccio che il bimbo ha verso il bracciale: Ace 3 è bello perchè ha un display personalizzabile, perchè appunto offre le statistiche tanto dall’App quanto direttamente sul display, ha un cinturino in silicone che non ha problemi ad affrontare la tortuosa vita di un bimbo tra i più vivaci e non teme di andare sotto la doccia o, quando farà più caldo, con un grande ottimismo, l’andare sott’acqua in piscina o al mare.

La sincronizzazione wireless è trasparente e il device tiene comunque una settimana di dati, per cui non è un problema se qualche giorno ci dimentichiamo di sincronizzarlo (a ricordarci della batteria ci pensa l’App).

Forse, quando farà più caldo, il silicone potrebbe mostrare qualche limite per il sudore, ma ci saranno comunque nuovi cinturini in tessuto.

Il design, come abbiamo già detto, secondo chi scrive è adatto a bimbi dai 6 ai dieci anni e questo è un parametro da non sottovalutare, ma è anche una considerazione del tutto personale (il nostro pargolo ha già adocchiato il Charge di papà, che però offrirebbe dati non congrui perchè pensato per un adulto).

Considerazioni

Fitbit Ace 3 può essere un regalo molto molto bello ad un bimbo che ha espresso il desiderio di avere un orologio e si trova un device che fa molto di più di un semplice orologio, pur mostrando comunque l’ora, ma anche un obbiettivo sano e ambito per chi vuole una sofisticazione interessante al polso.

Dato che i bimbi sono quello che sono, servono le classiche raccomandazioni di non toglierlo mai, in modo da non perderlo, che tanto non ha paura di qualche caduta, doccia, goffo movimento o chessia: la curiosità delle varie funzioni intrinseche sarà stimolata quanto basta affinché dopo qualche giorno il bimbo lo consideri indispensabile e che, specie in questo periodo, sia stimolato di più ad uscire e a fare un po’ più di moto di quanto si faccia adesso.

Il prezzo è abbordabile, per un prodotto che non lascia nulla al caso e che, con il tempo e gli aggiornamenti dell’App, potrà solo crescere e diventare più interessante.

Recensione Fitbit Ace 3, non si è mai troppo piccoli per sentirsi grandi

Pro:

• Comodo e con batteria di una settimana
• L’App è fatta molto bene
• Display divertenti
• Resiste all’acqua

Contro:

• Il Design è per bimbi dai 6 ai 10 anni
• Manca un display senza ora
• La forzatura Genitore/Figlio è eccessiva

Prezzo:

• 79,99 Euro

Fitbit Ace 3 è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre oppure lo potete trovare più comodamente anche presso Amazon.it.

REVIEW OVERVIEW

Design
Facilità d'uso
Prestazioni
Qualità/Prezzo

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