Recensione Jabra Sport coach: le cuffie che vi tengono in forma

Macityne mette alla prova le Jabra Sport Coach, un paio di cuffie con "allenatore integrato". Utilizzano un sensore di movimento per tracciare le distanze e un 'app per preparare percorsi di preparazione personale. Ecco come sono andate nel corso del nostro test

Una recensione delle Jabra Sport Coach (in vendita sul sito del produttore e su Amazon), cuffie sportive rilasciate alcuni mesi fa dal brand danese specializzato in auricolari e sistemi di comunicazione per telefonia cellulare, non può non partire dalla recensione delle Jabra Sport Pulse che Macitynet ha testato la scorsa primavera. Si tratta, infatti, di una evoluzione semplificata di quello che era e resta il più ambizioso tentativo di innovazione nell’ambito delle auricolari per attività fisica e fitness. Nelle Jabra Sport Coach troviamo lo stesso design, la stessa applicazione di supporto, le stesse funzioni.

Differente, e in maniera radicale, è solo la tecnologia di misurazione delle prestazioni: là c’era un sensore di battito cardiaco implementato in maniera molto originale ed efficace, qui troviamo un più comune sensore di cadenza che però non manca di un tocco di originalità e, sopratutto, potenzialità, almeno nella veste che Jabra gli ha dato.

Le Jabra Sport Coach, come sono fatte

Spiegare come sono fatte esteticamente e dal punto di vista del design le Jabra Sport Coach per chi ha letto la nostra precedente recensione sulle Jabra Sport Pulse sarebbe inutile. Le Sport Coach Sono del tutto identiche, al netto dei colori, alle Jabra Sport Pulse. Forma, dimensioni, peso, dotazioni di accessori, lunghezza del cavo e sistemi di controllo.

Rinviando, dal punto di vista del fattore di forma, del piacevolissimo e aggressivo (come si deve per un prodotto sportivo) ma non esagerato design, del contenuto della scatola e dell’ergonomia, alle nostre considerazioni di allora, in sintesi possiamo dire che gommini e alette continuano a garantire una calzata comoda e molto sicura. Come le Pulse, le Coach sono forse le cuffie più stabili che abbiamo mai provato in questi anni: è quasi impossibile perderle per strada, indipendentemente dallo sport che andremo a praticare.

Da plaudire anche la riproposizione del comodo sistema di controllo con telecomando sul cavo, quando invece quasi tutti i concorrenti confinano i controlli sull’auricolare, una posizione che abbiamo sempre trovato scomoda. Sull’auricolare troviamo solo il tasto “Sport” che, come nelle Pulse, serve per ascoltare gli aggiornamenti in voce che arrivano dall’app dedicata (di cui parleremo a breve e che rappresenta il cuore delle Coach) e per avviare e fermare il monitoraggio. Tutto il resto delle funzioni, dal controllo della musica alla risposta delle telefonate, e anche l’abbinamento Bluetooth, viene svolto dal telecomando.

Quello che distingue in essenza le Jabra Sport Coach dalle Jabra Sport Pulse è il sistema di monitoraggio della attività fisica. Nelle Jabra Sport Coach non c’è il sofisticato tracciamento del battito cardiaco che abbiamo nelle Sport Pulse. Al suo posto troviamo un sensore di cadenza, denominato Trackfit, che traccia, in collaborazione con lo smartphone, il movimento quando si corre all’aperto o al chiuso, si cammina, si fa jogging. Oltre alla lettura della cadenza, il sensore, purtroppo, non ha altre funzioni e per per gli altri sport sarà inutile.

Così, ad esempio, nel ciclismo si dovrà contare sul GPS perché non ha alcuna parte nella gestione della misurazione delle distanze. Trackfit non tiene conto neppure del tracciamento delle ripetizioni o dei percorsi di allenamento che vengono predisposti, come vedremo, dall’applicazione.

In compenso, quando entra in azione, ci è parso davvero molto preciso. L’abbiamo valutato a confronto con un GPS durante un breve circuito di jogging di una decina di km e sia la distanza e velocità hanno avuto scarti minimi, nell’ordine del 2 o 3% rispetto a quelle del GPS. Da questo punto di vista le Jabra Coach sono un valido sostituto sia di un bracciale smart che di uno smartwatch e il fatto che il pedometro sia nell’auricolare è sicuramente un vantaggio. Particolarmente utile, vista la precisione, anche nelle sessioni indoor su un tapis roulant che spesso sono discretamente imprecisi sia nel segnalare la velocità che la distanza.