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Apple e censura, senatori USA chiedono chiarimenti sulla rimozione delle app VPN in Cina

I senatori Ted Cruz (rappresentante del Partito Repubblicano del Texas) e Patrick Leahy (rappresentante del Partito Democratico del Vermont), hanno inviato una lettera al CEO di Apple Tim Cook per chiedere delucidazioni in merito alla decisione dell’azienda di rimuovere alcune app VPN dall’App Store cinese, spiegando che la mossa di Apple può potenzialmente permettere al Paese di attivare strategie di censura e sorveglianza della rete.

Citando un articolo del New York Times, Cruz e Leahy esprimono preoccupazioni riguardo alla rimozione delle app per la creazione e gestione di VPN dall’App Store cinese. “Le VPN consentono in Cina e altre nazioni che limitano la libertà in rete di accedere all’internet non censurata” si legge nella lettera, alcuni parti della quale sono riportati su AppleInsider. “Se queste notizie corrispondono al vero, temiamo che Apple possa consentire la censura e controllo del governo cinese su internet”.

Come abbiamo già scritto qui, Apple ha rimosso dall’App Store cinese numerose app VPN, applicazioni che consentono di navigare in sicurezza (criptando il traffico) tipicamente usate dagli utenti per bypassare i meccanismi di censura utilizzati in Cina. Dall’App Store cinese sono scomparse numerose app di questo tipo sviluppate da società straniere, sfruttate dagli utenti più smaliziati in Cina per aggirare il sistema di filtri internet imposto da Pechino.

A luglio Apple ha rilasciato una dichiarazione spiegando, com’è facile immaginare, che la mossa si è resa necessaria per applicare le disposizioni del Ministero dell’industria e tecnologia dell’informazione che dall’inizio di quest’anno obbliga gli sviluppatori di VPN ad avere una specifica autorizzazione da parte del governo.

censura cina

Le app per le VPN e relativi servizi sono uno dei pochi sistemi che le personein Cina dispongono per bypassare censure e controlli dello Stato che impediscono la visualizzazione di molti siti web per i loro contenuti potenziali. A gennaio il Ministero dell’industria e tecnologia dell’informazione cinese ha reso illegali le VPN; il loro utilizzo è considerato un reato, anche se alcune tecnologie di queste sono consentite in specifici ambiti aziendali.

Tim Cook già in precedenza ha spiegato che l’azienda da lui guidata segue semplicemente le prescrizioni governative che obbligano operatori del settore e sviluppatori di app a ottenere specifiche licenze. “Vorremmo ovviamente non rimuovere le app ma seguiamo le leggi imposte dalle nazioni dove lavoriamo”. “Crediamo fortemente che far parte di questi mercati e offrire vantaggi agli utenti sia nell’interesse delle persone lì e in altre nazioni. Crediamo nei negoziati con i governi, anche su argomenti per i quali siamo in disaccordo”.

Parlando ad aprile nel corso della premiazione per il Free Expression Award nella categoria “Free Speech” del “Newseum” di Washington, Cook nel suo breve discorso di ringraziamento aveva parlato dell’importanza di difendere la libertà di espressione e le libertà indicate nel Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, delle difficoltà di adeguare i capisaldi contenuti nel Primo Emendamento alla tecnologia moderna, osservando che i Padri fondatori non avevano in mente sviluppatori di app o altri moderni artisti, quando hanno stabilito le basi dell’ideologia Americana.

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